"io sono qui per continuare ad imparare"

Una frase, un ringraziamento, un pensiero, una poesia, una nota citazione, una preghiera, una testimonianza che trattano i temi fondamentali della vita (che chiamerò "riflessioni") possono, qualche volta, tracciare un solco positivo nel cuore e in alcuni casi diventare motivo di stimolo, speranza, conforto, sostegno. Se alle mie "riflessioni" aggiungerete le vostre, condivideremo anche con altri qualche prezioso suggerimento, come meditazione sulla realtà del vivere quotidiano.


mailto:g.enrica.g@gmail.com
http://www.youtube.com/enricasignorag
http://www.facebook.com/enrica.giulio.sciandra



sabato 27 febbraio 2010

Cercare la felicità

La felicità è racchiusa nella nostra comunione con Dio e con i fratelli























“…Tutti desideriamo essere felici,
ma tante volte cerchiamo la felicità
proprio nel luogo sbagliato.
Sappiamo dove sta il segreto della vera gioia:
vivere dall’amore e per l’amore.
Siamo stati creati
per essere amati e per amare…”.


Tratto dall’Omelia alla Messa in occasione della BIT 2010 di S.E. Mons. Antonio Maria Vegliò,
Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti - Duomo di Milano, 20 febbraio 2010


http://massimopavanello.blogspot.com/2010/02/omelia-in-occasione-della-bit-2010-di.html

Urgenza del tempo

Quante volte, nel giorno appena trascorso, abbiamo distrattamente risposto: - Ora non ho tempo? Spunti di meditazione ci vengono offerti dal monologo che ha titolo "Domani" e che ora propongo. Si tratta in effetti di un dialogo mancato, di cui ognuno potrà sentirsi protagonista; susseguirsi di risposte a sottintese, quotidiane domande di chi forse ci chiedeva solo un sorriso.
 DOMANI
Risposi: - Domani, mi fermerò domani
a guardare arcobaleni e il ciclamino che illumina il bosco; oggi, prima di notte, non ho tempo.
Risposi: - Domani, ascolterò domani il canto del vento
e questa mia voce, dentro; ora non ho tempo.
Risposi: - Domani; domani
ti accompagnerò per mano
dove tu vuoi e io non so;
scusami, oggi non ho più tempo.
Risposi: - Domani;
ascolterò domani
i battiti del tuo cuore,
udrò domani il tuo pianto,
oggi credo proprio di non avere più tempo.
Mi risvegliai una mattina ghiacciata;
invano cercavo di accarezzarti la mano.
L'arcobaleno si era spento e il vento non aveva più voce per me.

(tratto da una rivista medica “Cuore e salute” 1987)

venerdì 26 febbraio 2010

Gli occhi dell'anima

Vi è una felicità straordinaria nel rendere felici gli altri. a discapito delle nostre sofferenze. La pena condivisa riduce a metà il dolore, ma la felicità, una volta condivisa, si ritrova raddoppiata. Se volete sentirvi ricchi, non avete che da contare, tra tutte le cose che possedete, quelle che il denaro non può comperare.
GLI OCCHI DELL'ANIMA
Due uomini, entrambi gravemente ammalati, occupavano la stessa stanza d'ospedale. Uno dei due, doveva sedersi sul letto un'ora al giorno durante il pomeriggio per espellere delle secrezioni polmonari e respirare meglio. Il suo letto si trovava di fianco all'unica finestra nella stanza. L’altro uomo era costretto a passare supino le sue giornate. I due compagni di sventura si parlavano per ore. Parlavano delle loro mogli e delle loro famiglie, descrivendo le loro case, il loro lavoro, la loro esperienza al servizio militare ed i luoghi dov'erano stati in vacanza. Ed ogni pomeriggio, allorché l'uomo nel letto vicino alla finestra si poteva sedere, questi passava il tempo a descrivere al suo compagno di stanza tutto quello che vedeva fuori. L’uomo nell'altro letto cominciò a vivere nient'altro che per questi periodi di un'ora durante i quali il suo mondo si apriva ed arricchiva di tutte le attività e colori del mondo esterno. Dalla camera, la vista dava su di un parco con un bel lago. Le anatre ed i cigni giocavano nell’acqua, mentre i bambini facevano navigare i loro battelli in miniatura. Gli innamorati camminavano a braccetto in mezzo a fiori dai colori dell'arcobaleno. Degli alberi secolari decoravano il paesaggio e si poteva intravedere in lontananza la città profilarsi.Mentre l'uomo alla finestra descriveva tutti questi dettagli, l'altro chiudeva gli occhi e si immaginava le scene pittoresche. Durante un bel pomeriggio, l'uomo alla finestra descrisse una parata che passava lì davanti. Sebbene l'altro uomo non avesse potuto udire l'orchestra, riuscì a vederla con gli occhi della propria immaginazione, tanto il suo compagno la descrisse nei minimi dettagli. I giorni e le settimane passarono. Una mattina, all'ora del bagno, l'infermiera trovò il corpo esanime dell'uomo vicino alla finestra, palesemente morto nel sonno. Rattristata, chiamò gli addetti della camera mortuaria perché venissero a ritirare il corpo. Non appena sentì che il momento fosse appropriato, l’altro uomo chiese se poteva essere spostato in prossimità della finestra. L'infermiera, felice di potergli accordare questo piccolo favore, si assicurò del suo confort e lo lasciò solo. Lentamente., sofferente, l'uomo si sollevò un poco, appoggiandosi su di un sostegno, per gettare un primo colpo d'occhio all'esterno. Finalmente avrebbe avuto la gioia di vedere lui stesso quanto il suo amico gli aveva descritto. Si allungò per girarsi lentamente verso la finestra vicina al letto…e tutto ciò che vide fu un muro! L'uomo domandò all'infermiera perché il suo compagno di stanza gli avesse dipinto tutta  un'altra realtà.
L’infermiera rispose che quell'uomo era cieco, e che non poteva nemmeno vedere il muro.
“Forse ha solamente voluto incoraggiarvi”, commentò.



giovedì 25 febbraio 2010

Ci ha lasciato per sempre?

per Grazia, Carol, Patty, Cristina

IL PONTE DELL’ARCOBALENO
C'e' un posto in Paradiso, chiamato "Ponte dell'Arcobaleno".
Quando muore una bestiola che è stata particolarmente cara a qualcuno, questa bestiola va al ponte dell'arcobaleno.
Ci sono prati e colline per tutti i nostri amici tanto speciali così che possano correre e giocare insieme.
C'è tanto cibo, acqua e sole, ed essi sono al caldo e stanno bene.
Quelli che erano vecchi e malati sono ora forti e vigorosi.
Quelli che erano feriti o storpi sono di nuovo integri e forti,
come noi li ricordiamo nel sogno dei giorni e dei tempi passati.
Sono felici e contenti, tranne che per una piccola cosa:
ognuno di loro sente la mancanza di qualcuno molto amato,
qualcuno che hanno dovuto lasciare indietro...
Corrono e giocano insieme, ma un bel giorno uno di essi
improvvisamente si ferma e guarda lontano, verso l'orizzonte.
I suoi occhi lucidi sono attenti, trema per l'impazienza:
tutto ad un tratto si stacca dal gruppo e comincia a correre,
volando sul verde prato, sempre più veloce.
Ti ha riconosciuto,
e quando finalmente sarete insieme,
vi stringerete in un abbraccio pieno di gioia,
per non lasciarvi più.
Una pioggia di baci felici bagnerà il tuo viso;
le tue mani accarezzeranno
di nuovo l'amata testolina
e fisserai ancora una volta i suoi fiduciosi occhietti, per tanto tempo lontano dalla tua vita ma mai assente dal tuo cuore.
Allora attraverserete, insieme, il Ponte dell'Arcobaleno...
Autore Ignoto    (traduzione di Alessandra Ori)

Amare è donare e ricevere

Ieri ho partecipato agli esercizi spirituali tenuti da una "Sorella del Vangelo" francescana  e ho pensato di trasmettervi il testo sul quale abbiamo meditato e discusso:

ARTE DI AMARE
L'amore è un sentimento attivo… è soprattutto “dare” e non ricevere Il malinteso più comune è che dare significhi “cedere” qualcosa, essere privati, sacrificare…Per la persona attiva, dare è la più alta espressione di potenza…Questa sensazione di vitalità e di potenza mi riempie di gioia.
Mi sento traboccante di vita e di felicità…Dare dà più gioia che ricevere, non perché è privazione, ma perché
in quell'atto mi sento vivo…Non quello che ha molto è ricco, ma colui che dà molto.Che cosa da’ una persona all’altra? Da’ se stessa…Da’ ciò che ha di vivo in sé, le da’ la propria gioia, il proprio interesse, ilproprio umorismo, la propria tristezza, tutte le espressioni e manifestazioni di ciò ha di più vitali. In questo dono di se stessa, essa arricchisce l’altra persona, sublima il senso di vivere per l’altro, sublimando il proprio,
non da’ per ricevere, dare in se stesso è una gioia squisita.
Dare significa fare anche dell’altra persona un essere che da’, ed entrambi dividono la gioia di sentirsi vivi …
Ciò significa che l’amore è una forza che produce amore…

Eric Fromm (L’arte di amare)
ARTE DI AMARE

mercoledì 24 febbraio 2010

Paura del "diverso"?

Un amico mi ha inviato una riflessione che pubblico:
XENOFOBIA
Attenzione prima di parlare
di diversità, di razze, di stranieri,
attenzione, perché

il "tuo" Cristo è ebreo
la "tua "democrazia è greca
la "tua" scrittura è latina
 i  "tuoi" numeri sono arabi
la "tua" auto è giapponese
il  "tuo" caffè è brasiliano
il  "tuo" orologio è svizzero
il  "tuo" walkman è coreano 
la "tua" camicia è hawaiana...

Cittadino del mondo,
non rimproverare il tuo vicino
di essere... uno straniero!

martedì 23 febbraio 2010

Strappa via la maschera!

Scrive Grotowski : “Lottiamo quindi per scoprire, per sperimentare la verità su noi stessi; per strappar via le maschere dietro le quali ci nascondiamo ogni giorno”.
CLOWN
Nello studio di un celebre psichiatra si presentò un giorno un uomo apparentemente ben equilibrato, serio ed elegante. Dopo alcune frasi, però, il medico scoprì che quell'uomo era intimamente abbattuto da un profondo senso dì malinconia e da una tristezza continua e assillante.
Il medico iniziò con grande coscienziosità il suo lavoro terapeutico e, al termine del colloquio, disse al suo nuovo paziente: «Perché questa sera non va al circo che è appena arrivato nella nostra città?
Nello spettacolo si esibisce
un famosissimo
clown che ha fatto ridere
e divertire mezzo mondo:
tutti parlano di lui,
perché è unico. Le farà bene, vedrà».
Allora quell'uomo scoppiò in
lacrime, dicendo:«Quel clown, sono io».
(Bruno Ferrero)

lunedì 22 febbraio 2010

Distrai il tuo cuore...

Ci sono momenti positivi e momenti negativi. Questa citazione del Siracide l'ho messa bene in evidenza sulla mia scrivania . Mi dona  serenità e mi scuote.
ANSIETA' GIOIA
Non darti in balìa della tristezza
e non tormentarti con i tuoi pensieri.
La gioia del cuore è la vita dell'uomo,
l'allegria dell'uomo è lunga vita.
Distraiti e consola il tuo cuore,
tieni lontana la profonda tristezza,
perché la tristezza ha rovinato molti
e in essa non c'è alcun vantaggio.
Gelosia e ira accorciano i giorni,
le preoccupazioni anticipano la vecchiaia.
Un cuore limpido e sereno si accontenta dei cibi
e gusta tutto quello che mangia.

(Siracide 30,21-25)
La Sacra Bbbia C.E.I –UELCI-2008

sabato 20 febbraio 2010

A te che piangi i tuoi morti

Questa preghiera di Perico è stata letta da un sacerdote, in ospedale, il giorno della morte di mia madre . Mi ha donato conforto e un senso di pace immenso.

A TE CHE PIANGI I TUOI MORTI
Se mi ami non piangere!
Se conoscessi il mistero immenso
dei cielo dove ora vivo;
se potessi vedere e sentire
quello che io sento e vedo
in questi orizzonti senza fine
e in questa luce che tutto investe e penetra,
non piangeresti se mi ami!
Sono ormai assorbito dall'incanto di Dio,
dalle sue espressioni di sconfinata bellezza.
Le cose di un tempo
sono così piccole e meschine al confronto!
Mi è rimasto l'affetto per te,
una tenerezza che non hai mai conosciuto!
Ci siamo amati e conosciuti nel tempo:
ma tutto era allora così fugace e limitato!
Io vivo nella serena e gioiosa attesa
del tuo arrivo fra noi: tu pensami così;
nelle tue battaglie 
pensa a questa meravigliosa casa,
dove non esiste la morte,
e dove ci disseteremo insieme,
nel trasporto più puro e più intenso,
alla fonte inestinguibile della gioia e dell'amore!
Non piangere più se veramente mi ami!
(G.Perico S.J)

Passione per la verità


"Educazione
come introduzione
nella realtà totale
esige nell’educatore
una passione per la verità
e per la certezza della verità."

(Don Luigi Giussani, conferenza "Introduzione alla realtà totale. Il rischio educativo.")

La carità è Amore

Appeso alla parete della segreteria di un istituto psichiatrico c'è un quadro con questa frase, scritta in carattere grande e incorniciata semplicemente. Quale meditazione!

Non la scienza, ma la carità ha trasformato il mondo.
Vicino all'ammalato non vi sono gerarchie. Tutti veniamo qui per
apprendere: direttori, coadiutori, assistenti,
siamo tutti presso il letto dell'infermo perchè
l'ammalato rappresenta il libro della natura.
Il dolore va trattato non come un guizzo o una
contrazione muscolare, ma come il grido di un'anima a
cui un altro fratello, il medico, accorre con l'ardenza
dell'amore, la carità.

(San Giuseppe Moscati medico e scienziato insigne, che nell'esercizio della professione curava il corpo e lo spirito dei suoi pazienti)

venerdì 19 febbraio 2010

Donale/gli un sorriso!

LA “PREGHIERA DEL CANE”
 “O Signore di tutte le creature, / fà' che l’uomo mio padrone sia cosi fedele / verso gli altri uomini come io lo sono a lui. / Fa’ che egli sia affezionato alla sua famiglia e ai suoi amici come io gli sono affezionato.
Fa’ che onestamente custodisca i beni che tu gli affidi come  onestamente io custodisco i suoi.
Dagli, o Signore, un sorriso facile e spontaneo  come il mio scodinzolare.                               
Fa’ che sia pronto alla gratitudine
come io sono pronto a lambire.
Concedigli una pazienza
pari alla mia,
che attendo
i suoi ritorni
senza lagnarmi.
Dagli il mio
coraggio,
la mia prontezza a sacrificare per lui tutto, da ogni comodità alla vita stessa.
Conservargli la mia giovinezza di cuore  e la mia giocondità di pensiero. Fa che come io sono sempre veramente cane egli sia sempre veramente uomo!”.
(Pietro Scanziani)

Amicizia vera…

"Al di là dei limiti del tempo…"
L'amicizia tra un uomo e una donna può esistere. Ne è la prova questa impegnativa poesia inviatami da un "caro amico": amicizia che ci coinvolge da trentatrè anni...
L’AMICIZIA SI PROVA NEL TEMPO
Più forte del tempo, l'amicizia abita la casa eterna dello spirito.
Legata a un corpo per esserne l'anima
l'amicizia non ne conosce le debolezze
né le brutture. Per singolare privilegio
il tempo conferma l'amicizia.
Man mano che gli eventi segnano la vita
la fedeltà si consolida con la prova.
I veri amici provano i loro sentimenti proprio
negli urti che potrebbero distruggere
o mettere in crisi l'amicizia.
Come le sponde rocciose
fronteggiano impassibili
il furore delle acque in tempesta,
così i veri amici non temono
le onde degli anni,
che invano minacciano
di spezzare l'immortale corrispondenza
della loro anima.
Soltanto nelle prove della vita si ha la sicurezza di essere amati.
(Henri Lacordaire accademico di Francia)
Poesia sull'amicizia richiesta da Orietta ad Enrica

giovedì 18 febbraio 2010

La psicologia infantile dice...

Potremmo chiederci: e il bambino che è orfano e abbandonato...è destinato alla perdizione?
Ecco che cosa ha scritto il grande pediatra Marcello Bernardi:
"La figura materna
può essere
chiunque,
qualsiasi persona
che sappia amare.
Nonna, o zia,
o sorella,
o madre adottiva
o un'estranea
che per affetto impari a
non essere estranea;
oppure anche una
figura maschile
che si dedichi alla cura del bimbo.
Purché sappia uscire da sé
"per entrare nell'universo del piccolo".
(M. Bernardi, La vita segreta del bambino, Salani editore)

mercoledì 17 febbraio 2010

Se mi ami non piangere!

Se conoscessi il mistero
immenso del Cielo dove ora vivo,
questi orizzonti senza fine
questa luce che tutto investe e penetra
non piangeresti se mi ami!
Sono ormai assorbito
nell'incanto di Dio
nella sua sconfinata bellezza.
Le cose di un tempo
sono così piccole al confronto!
Mi è rimasto l'amore di te,
una tenerezza dilatata
che tu neppure immagini.
Vivo in una gioia purissima.
Nelle angustie del tempo
pensa a questa casa
ove un giorno
saremo riuniti oltre la morte
dissetati alla fonte inestinguibile
della gioia e dell'amore infinito.
Non piangere
se veramente mi ami!
Sant'Agostino
preghiera richiesta da Antonio per l'anniversario della morte del padre

Segreto della felicità


 
"Uno dei grandi
segreti della felicità
è moderare i desideri
e amare ciò
che già si possiede"
(Émilie du Châtelet )

martedì 16 febbraio 2010

Futuro, Passato, Presente

Senza rimpianti per il tempo passato, speranza nel cuore per il presente e il futuro
O Dio,
se guardo verso il futuro, m’investe la paura,
ma perché inoltrarsi nel futuro?
Mi è cara soltanto l'ora presente,
perché il futuro forse non albergherà nella mia anima.

Il tempo passato non è in mio potere
per cambiare, correggere od aggiungere qualche cosa.
Né i sapienti, né i profeti han potuto far questo.
Affidiamo pertanto a Dio ciò che appartiene al passato.

O momento presente, tu mi appartieni
completamente,
desidero utilizzarti
per quanto è in mio potere,
e nonostante
io sia piccola e debole,
mi dai la grazia della
tua onnipotenza.

Perciò, confidando
nella Tua Misericordia,
avanzo nella vita
come un bambino,
ed ogni giorno
Ti offro il mio cuore
infiammato
d'amore per la
Tua maggior gloria.
Santa Faustína KowaIska

Accostati alla "sapienza".

Non so chieder grazie particolari per me, ma non passa giorno senza che io chieda a Dio il dono della sapienza


Quando impariamo a vivere
un rapporto vero
con la realtà,
allora comprendiamo
cos'è la sapienza.
Enrica

Famiglia è Amore

Anche "soli" si è famiglia: basta donare amore e vita a chi è nel bisogno

La famiglia dovrebbe essere
lo specchio
in cui Dio si guarda e vede
i due miracoli più belli
che ha fatto:
donare la vita e donare l'amore.

(Parrocchia Santa Maria del Suffragio Mi 1997)

Morte è Vita

Questa poesia ci aiuta a capire, in modo molto laico, che la sofferenza, la vita e la morte sono facce di un'unica realtà.
LA VERITA’ ILLUSORIA
Quando la morte bussò alla mia porta
la pregai in ginocchio di non entrare,
ma lei entrò, senza esitare.

Altre volte io venni in questa casa,
- disse - e sempre mi accogliesti.
Venni vestita di verde,
cosparsi di fiori il tuo glicine,
profumai il tuo giardino,
lo bagnai di rugiada,
mi chiamasti Natura.

Venni vestita di bianco,
feci brillare i tuoi occhi,
sorridere tua moglie e i tuoi figli,
mi chiamasti Letizia.

Venni vestita di rosso,
tremò il tuo cuore, pregasti,
qualcuno andò via, altri ti dissero
parole buone, mi chiamasti Dolore.

Venni di luce vestita
e ti sentisti più vivo, più vero,
ti sembrò ogni cosa più cara,
mi chiamasti Amore.

Ora, perché mi vedi di nero vestita
credi che io spezzi, interrompa,
mi credi nemica di ciò che tu ami.
No, non guardare il vestito.
Non parlai, lei prese per mano
mia madre e si avviò.
Allora gridai: Qual è il tuo nome?

Rispose la morte di nero vestita
Il mio nome è uno solo, sono la Vita.
("Nella danza sei tu” di Joyce Dijkstra- Gabriellí editore, pp. 125-126)

lunedì 15 febbraio 2010

Dov'è Dio?

"Dov'è Dio?"...ci chiediamo quando la sorte è avversa per noi o per gli altri, quando le disgrazie incombono nel deserto della vita... "Lui è con noi".
LE ORME
Questa notte ho fatto un sogno,
ho sognato che ho camminato
sulla sabbia accompagnato dal Signore,
e sullo schermo della notte
erano proiettati tutti i giorni della mia vita.
Ho guardato indietro e ho visto
che ad ogni giorno della mia vita,
proiettati nel film,
apparivano due orme sulla sabbia:
una mia e una del Signore.
Così sono andato avanti finché
 tutti i miei giorni si esaurirono.
Allora mi fermai guardando indietro,
notando che in certi posti c'era solo un'orma.
Questi posti coincidevano con i giorni
di maggiore angustia di maggiore paura
e di maggior dolore.
Ho domandato allora: "
Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me
in tutti i giorni della mia vita,
ed io ho accettato di vivere con te,
ma perché
mi hai lasciato solo
proprio nei momenti peggiori
della mia vita?"
Ed il Signore rispose:
"Figlio mio, tu lo sai che io ti amo
e ti dissi che sarei stato
con te durante tutta la camminata
e che non ti avrei lasciato solo
neppure per un attimo e non ti ho lasciato,
i giorni in cui tu hai visto solo un'orma sulla sabbia,
sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio".
(Anonimo brasiliano)

Un alito... di vento

Cos'è la vera felicità?


Non avrete bisogno
di girare il mondo senza sosta
per trovare la vera felicità.
LA VOSTRA FELICITA'
E' NEL BENE CHE FARETE, 
nella gioia che diffonderete intorno a voi ,
nel sorriso che farete fiorire,
nelle lacrime che avrete asciugato.


Vivere il quotidiano

Quante volte questo versetto, tratto dal Vangelo, mi è stato di stimolo nel cammino della vita!

“...non affannatevi dunque per il domani,
perché il domani avrà già le sue inquietudini.
A ciascun giorno basta la sua pena”.

(Mt 6,34)

C'è sempre una via d'uscita!

Questo è il momento critico di dire "coraggio, non temere!"

Quando crollano le certezze
e sembra che niente
e nessuno possa aiutarci;
quando sparisce
ogni punto di riferimento umano,    
è il momento
in cui inizia
la battaglia della fede.

(Anonimo)