"io sono qui per continuare ad imparare"

Una frase, un ringraziamento, un pensiero, una poesia, una nota citazione, una preghiera, una testimonianza che trattano i temi fondamentali della vita (che chiamerò "riflessioni") possono, qualche volta, tracciare un solco positivo nel cuore e in alcuni casi diventare motivo di stimolo, speranza, conforto, sostegno. Se alle mie "riflessioni" aggiungerete le vostre, condivideremo anche con altri qualche prezioso suggerimento, come meditazione sulla realtà del vivere quotidiano.


mailto:g.enrica.g@gmail.com
http://www.youtube.com/enricasignorag
http://www.facebook.com/enrica.giulio.sciandra



martedì 27 aprile 2021

lunedì 26 aprile 2021

Bacio passionale ed intenso

 

Non esiste bacio che per passionalità ed intensità sia raffigurato come nel gruppo scultoreo di Auguste Rodin realizzato tra il 1888 e il 1889. L’opera fu pensata inizialmente per essere inclusa ne La porta dell’Inferno, un poderoso portale di oltre sei metri d’altezza che il francese stava realizzando per il nascituro Musée des Arts Décoratifs. La scultura in marmo, alta quasi due metri, raffigura il rapporto passionale tra Paolo e Francesca, narrata nel V Canto della Divina Commedia di Dante, di cui lo scultore era grandissimo estimatore. La storia dei due amanti purtroppo si conclude con una tragedia nota: Francesca era sposata al fratello di Paolo, Gianciotto, ma leggendo con il cognato le storie di Lancillotto e Ginevra non seppe resistere alla tentazione dell’amore che tra i due stava nascendo. Un rapporto iniziato con un bacio e sfociato poi nella morte.

sabato 24 aprile 2021

25 aprile: Preghiera del ribelle

 

PREGHIERA DEL RIBELLE

Signore

che fra gli uomini drizzasti la Tua croce,

segno di contraddizione,

che predicasti e soffristi la rivolta dello spirito contro

le perfidie e gli interessi dominanti,

la sordità inerte della massa, a noi oppressi

da un giogo oneroso e crudele che in noi

e prima di noi ha calpestato Te fonte di libere vite,

dà la forza della ribellione.

DIO

che sei Verità e Libertà, facci liberi e intensi,

alita nel nostro proposito, tendi la nostra volontà,

moltiplica le nostre forze, vestici della Tua

armatura, noi ti preghiamo, Signore.

TU

che fosti respinto, vituperato, tradito, perseguitato, crocefisso,

nell’ora delle tenebre ci sostenti la Tua vittoria;

sii nell’indulgenza viatico, nel pericolo sostegno,

conforto nell’amarezza.

Quanto più si addensa e incupisce l’avversario,

facci limpidi e diritti.

Nella tortura, serra le nostre labbra.

Spezzaci, non lasciarci piegare.

Se cadremo fa che il nostro sangue si unisca

al Tuo innocente e a quello dei nostri Morti,

a crescere al mondo giustizia e carità.

TU

che dicesti: «Io sono la Resurrezione e la Vita»,

rendi nel dolore all’Italia una vita generosa e severa.

Liberaci dalla tentazione degli affetti:

veglia Tu sulle nostre famiglie.

Sui monti ventosi e nelle catacombe della città,

dal fondo delle prigioni, noi Ti preghiamo:

sia in noi la pace che Tu solo sai dare.

DIO

della pace e degli eserciti,

Signore che porti la spada e la gioia,

ascolta la preghiera di noi,

ribelli per amore.

Teresio Olivelli

https://www.rivistamissioniconsolata.it/2018/08/01/perdenti-37-teresio-olivelli-ribelle-per-amore/

Coronavirus: voliamo come il condor

Ho ricevuto questa foto dalla Ande peruviane, Apurimac e Cuzco.
Il condor vola libero tra le montagne e mi porta a pensare a noi umani che voliamo verso la libertà lontani dal covid.

Il condor vive sulle montagne delle Ande ed è un uccello veramente maestoso. Quando distende le sue ampie ali in volo. Il condor delle Ande, originario del Sud America e simbolo nazionale di diversi paesi di questa antica e affascinante regione.

Caratteristiche del Condor delle Ande

Si tratta dell’uccello più grande del pianeta. Solamente l’albatros è in grado di superarlo, per quanto riguarda l’apertura alare. Può arrivare a misurare un metro e mezzo di altezza per un peso di circa 15 chili. Quando dispiega le sue ali, esse coprono l’impressionante misura di 330 centimetri. Ecco perché, quando vola, assume un aspetto ancor più impressionante. Il Condor delle Ande, a volte confuso con l’avvoltoio, è considerato una specie a rischio di estinzione a causa dei bassi tassi di riproduzione. Ci sono progetti di conservazione per gli esemplari che nascono in cattività, anche se non si può ancora parlare di successo perché il processo può richiedere diversi anni.

Il condor è avvolto dal misticismo, specialmente in Sudamerica. Gli Incas pensavano che questo uccello fosse immortale e tutte le tribù andine affermano che era responsabile del sorgere del sole, ogni mattina. Appare sugli stemmi di diversi paesi, come Bolivia, Colombia, Cile ed Ecuador e sul logo della compagnia di bandiera dell’Argentina.

Tratto da" i miei animali"

25 aprile: il fiore della lbertà


 La madre del partigiano

Sulla neve bianca bianca
c’è una macchia color vermiglio;
è il sangue, il sangue di mio figlio,
morto per la libertà.
Quando il sole la neve scioglie
un fiore rosso vedi spuntare:
o tu che passi, non lo strappare,
è il fiore della libertà.

Quando scesero i partigiani
a liberare le nostre case,
sui monti azzurri mio figlio rimase
a far la guardia alla libertà.

Gianni Rodari

domenica 18 aprile 2021

Coronavirus: forza di rifiorire come gli alberi

 

Gli alberi hanno la forza di rifiorire perché non pensano agli inverni passati né agli autunni futuri.
- Massimo Lo Pilato-

giovedì 15 aprile 2021

I tempi sono tre: storia, visione, attesa.

 

“𝐼 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑡𝑟𝑒: 
𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑎𝑡𝑜, 
𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑒, 
𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑓𝑢𝑡𝑢𝑟𝑜. 
𝑄𝑢𝑒𝑠𝑡𝑖 𝑡𝑟𝑒 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝑎𝑛𝑖𝑚𝑎 𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑙𝑖 𝑣𝑒𝑑𝑜 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜𝑣𝑒. 
𝐼𝑙 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑎𝑡𝑜, 𝑐ℎ𝑒 𝑒̀ 𝑙𝑎 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎; 
𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑒, 𝑐ℎ𝑒 𝑒̀ 𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒; 
𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑓𝑢𝑡𝑢𝑟𝑜, 𝑐ℎ𝑒 𝑒̀ 𝑙'𝑎𝑡𝑡𝑒𝑠𝑎".
Sant’ Agostino

mercoledì 14 aprile 2021

Coronavirus: Le parole non servono: parla la "rete" dell'Amore che ci separa.

 

Cerchiamo la gioia nel nostro cuore per donarla ad altri cuori.
Ieri abbiamo cercato di donare gioia al cuore di Giuliana, per dieci minuti, dopo sei mesi che non la incontravamo.
Forse i momenti in cui siamo veramente vivi sono gli attimi in cui si spezza il respiro e sentiamo come l’incalzare di un contrabbasso, i nostri battiti rimbombare dal torace fino alla gola.
(V. Stile)

Entrata in Fondazione Istituto Sacra Famiglia- Cesano Boscone ore 11

Le parole non servono: parla la "rete" dell'Amore.
Il tempo non si può misurare: 10 minuti di emozione, dopo sei mesi, sono un tempo senza tempo.
Grazie d.ssa Gaboli, grazie d.ssa Volpi, grazie Ruiu per tanta delicatezza verso noi e verso Giuliana.

domenica 11 aprile 2021

Coronavirus: uno sguardo al passato

 

Dalle crisi si è alla fine sempre usciti (e sempre si uscirà). Guardiamo al passato per darsi la spinta verso l'alto!
-MAGGIO 1946: LA SCALA RIAPRE-
L’11 maggio 1946 i giornali di Milano pubblicano una lista di undici brani musicali: il programma di una serata di musica lirica.
La notizia si sta diffondendo da giorni per la città come una morbida e piacevole scossa elettrica: la Scala riapre.
Dopo cinque lugubri anni di guerra, fame, sofferenze, angoscia, morte; in un paese soffocato da un ventennio di dittatura, occupato/liberato da eserciti stranieri e devastato da bombardamenti che nell’agosto del ’43 hanno semi-distrutto anche lui, il teatro lirico forse più famoso del mondo.
I milanesi, però, neppure hanno aspettato la fine del conflitto e si sono subito rimboccati le maniche per ricostruirla, la loro Scala.
E ora…
Il Maestro Arturo Toscanini tornerà dal volontario esilio americano per dirigere. La “voce d’angelo” Renata Tebaldi canterà. Amplificatori saranno dislocati nei dintorni per regalare l’ascolto anche a chi non può permettersi di sborsare non dico le 1000 lire di una poltrona ma neppure le 150 dell’accesso alla seconda Galleria. E io, come sia successo, non so dirlo con certezza: che tutti lo fossero venuti a sapere. Se siano stati i giornali (che ancora molti erano incapaci di leggere) o la radio (che non tutti possedevano) o il passaparola (che tutti invece alimentavano).
Fatto sta che quella sera dell’11 maggio 1946 la gente confluì tacitamente concorde verso il centro, una specie di flashmob ante-litteram iniziato che ancora c’era luce, in grande anticipo: uomini, donne, anziani, bambini.
La gente. Non l’uso generico e riduttivo che si fa oggi di questa parola: la ggente… la TUA GENTE. Perché gente, gens, ce lo siamo dimenticati, vuol dire questo. Le persone che sanno di avere una origine comune. E quelli che erano lì quella sera, devono averlo sentito, che erano una gens, una gente.
Perché il programma era tutto italiano, d’accordo: Rossini, Verdi, Puccini, Boito. Ma soprattutto perché quella sera si stava rispondendo alla guerra, alla sofferenza, alla morte, alle bombe che avevano distrutto la loro Scala: e ora…Sapete cosa? Voi ce l’avete buttata giù. E noi l’abbiamo ricostruita.
Così, rimasero lì quasi 3 ore, in piedi, o seduti sui bordi dei marciapiedi, a ascoltare. Fino a che il coro intonò il finale del “Salve Regina” del Mefistofele di Arrigo Boito in un tripudio di violini, tamburi, trombe, piatti. E io sono sicuro che un brivido deve essere andato su per tutte quelle schiene. Quell’invocazione alla Madonna, quel crescendo – dirà una testimone - quell’Ave, ave, ave era divenuto per tutti noi un inno nazionale."
Da Vita e Pensiero di Paolo Colombo.

venerdì 9 aprile 2021

Coronavirus: una poesia per il il tempo attuale


GUARIRE 
E la gente restava a casa.
E leggevano libri e ascoltavano musica.
E si riposarono e si esercitarono.
E hanno fatto arte e hanno suonato
E hanno imparato nuovi modi di essere.
E si sono fermati
E hanno ascoltato a fondo.
Qualcuno ha meditato.
Qualcuno ha pregato.
Qualcuno ha ballato.
Qualcuno ha conosciuto la sua ombra.
E le persone hanno iniziato a pensare in modo diverso.
E le persone erano guarite.
E in assenza di persone che vivevano in modi ignoranti, pericolosi, insignificanti e senza cuore,
Anche la Terra iniziò a guarire.
E quando il pericolo finì
E la gente si radunò
Hanno pianto per i morti
E hanno preso nuove decisioni
E hanno sognato nuove visioni
E hanno creato nuovi modi di vita
E hanno guarito completamente la terra. 
Kitty O’Meara

E la gente rimase a casa” è una poesia ispirata alla pandemia di coronavirus, scritta da Kitty O’ Meara, un’insegnante in pensione, della città di Madison, nel Wisconsin. Ha scritto questa poesia nel tentativo di frenare la propria ansia per le notizie sconvolgenti della pandemia, che poi ha pubblicato sulla sua bacheca Facebook, ed è stata letta ed apprezzata in tutto il mondo. 

Coronavirus: Non sempre ciò che ci preoccupa accade

 

"Quando sono sopraffatto dalle preoccupazioni, ripenso a un uomo che, sul suo letto di morte, disse che tutta la sua vita era stata piena di preoccupazioni, la maggior parte delle quali per cose che mai accaddero".
-Winston Churchill-

sabato 3 aprile 2021

Coronavirus: augurio pasquale 2021

 

Auguro una Pasqua serena, una Pasqua ricca di speranza; in questo momento così fragile e particolare per ognuno di noi, possa ogni speranza tramutarsi in forza e coraggio. Serena Pasqua.
Augurio particolare a Giuliana, agli ospiti ed a tutto il personale del reparto psichiatrico S. Riccardo.

venerdì 2 aprile 2021

Altare della reposizione (Scurolo)

 

La liturgia cattolica prevede che l'altare della reposizione ("Scurolo" termine di origine dialettale che appartiene all'area culturale lombarda del XVI secolo) non coincida con l'altare dove è di consueto riporre il SS. Sacramento. È inoltre tradizione che nelle chiese l'altare della reposizione sia addobbato in modo solenne, con composizioni floreali o altri simboli.