"io sono qui per continuare ad imparare"

Una frase, un ringraziamento, un pensiero, una poesia, una nota citazione, una preghiera, una testimonianza che trattano i temi fondamentali della vita (che chiamerò "riflessioni") possono, qualche volta, tracciare un solco positivo nel cuore e in alcuni casi diventare motivo di stimolo, speranza, conforto, sostegno. Se alle mie "riflessioni" aggiungerete le vostre, condivideremo anche con altri qualche prezioso suggerimento, come meditazione sulla realtà del vivere quotidiano.


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mercoledì 30 dicembre 2015

La “Divina Misericordia”…un bel dipinto anche per Sesto S. Giovanni

Lo scorso 7 dicembre 2015,  nel corso della celebrazione della Messa vespertina “pre-festiva”  vigilia della festa della “Divina Misericordia”, presso la Basilica di Santo Stefano di Sesto San Giovanni, è stato inaugurato un dipinto raffigurante l’immagine del “Gesù Misericordioso”. 
Il dipinto è stato collocato nella nostra Chiesa di Santa Maria Assunta [in via Cavour a Sesto San Giovanni], il 7 dicembre 2015, nel corso della celebrazione della Messa vespertina “pre-festiva” dell'Immacolata dopo aver conseguito le prescritte autorizzazioni da parte della Curia Arcivescovile e della Soprintendenza dei Beni Culturali”.

Si tratta di una straordinaria opera realizzata con la tecnica pittorica dell’olio su tela dal pittore e scultore sestese di adozione Alessandro Dinardo.

Alessandro Dinardo è nato a Mileto in Calabria 65 anni orsono; si trasferisce a Milano dove frequenta l’Accademia di Brera e diventa pittore e scultore.
Sue opere: le porte in bronzo, il busto di San Gregorio VII e di San Giovanni Paolo Secondo nella Chiesa di Mileto; esegue dipinti della Madonna di Fatima per Portogallo, Austria, India, Russia e per la Nunziatura del Marocco e dipinti vari con Soggetti Religiosi in varie Chiese d’Italia.
In modo particolare è da segnalare l’inaugurazione, l’8 agosto 1995, della nuova porta in bronzo della SS. Trinità raffigurante scene della rivelazione della Trinità. 
Ha anche voluto posizionare sulla piazza della Cattolica i busti raffiguranti i papi Gregorio VII e Giovanni Paolo II, rispettivamente primo e attuale papa, vigente la diocesi di Mileto”.

lunedì 21 dicembre 2015

Un augurio di luce

Una stella brilla sull’albero, 
lasciala brillare:
è il mio augurio
di Buon Natale
per te

Luce che guida i nostri passi

Dove più fondo è il buio, 
più luminosa è la luce, 
luce che guida i nostri passi 
e apre il cuore 
ad un canto gioioso di speranza.

Pace, amore, luce


Stelle per voi

“La realtà non è ciò che ci accade 

ma ciò che noi facciamo con quello che ci accade”
Aldous Huxley

Andare all'essenziale...

Ammiro post con bellissimi vasi e composizioni di stelle di Natale, questa è la nostra stella di Natale: una margherita, sola, nel prato della comunità spuntata oggi pomeriggio... e siamo al 20 dicembre! 

"Semplificare ed andare all'essenziale!" 

(Card. Scola)

Tre fiocchi di neve...

L'infanzia è credere 
che con un albero di Natale e tre fiocchi di neve 

tutta la terra viene cambiata.
(André Laurendeau)

Speranza: motore del vivere quotidiano


Parliamo sempre di speranza, ma cosa è la speranza? Cosa è questo atteggiamento di speranza? 
Normalmente è riferimento ad una delle virtù teologali, sentimento di serena fiducia nell'avvenire. Dice Papa Francesco: “la speranza è un rischio, è una virtù rischiosa”
Speranza è un nome di chiare origini latine. Deriva dalla parola "spes", il cui significato è, per l'appunto, "speranza". nella lingua ebraica deriva dal verbo “qwh” (sperare) il cui rispettivo sostantivo è “tiqwah” (speranza) che vuol dire anche corda.
Mi piace la traduzione di speranza come corda; una corda a cui appendermi nei casi più disperati; una corda che non mi imprigioni ma mi liberi. 
Scrive Anna Ferrigno: “Indossai una corda e mi liberai... La corda mi portava fuori da quel recinto troppo stretto per le mie passeggiate di fantasia...Era lì sotto i miei piedi, era sempre stata lì, e ora mi chiamava. Mi diceva di saltare, di andare oltre, di varcare a occhi chiusi quell’ignoto, che sarebbe stato bello scoprire…”

lunedì 14 dicembre 2015

Auguri di Natale che vanno...verso il Mistero!

Arriva il Natale e, come in ogni anno trascorso, una persona cara ci lascia... 
quanti non saranno più seduti alla nostra tavola terrena "festiva"...una tavola affollata di tanto amore che va...Oltre
Guarderemo il Mistero e con gli occhi velati di pianto, li ospiteremo, preparando loro un posto regale, nel nostro cuore e nella preghiera.

Dono di Natale?


Sono anni che questi crisantemi sono di colore bianco e questa mattina esco sul balcone ed ammiro queste sfumature color lilla! 
Che Giulio li abbia dipinti questa notte?

Aperta la Porta Santa alla Sacra Famiglia Cesano Boscone Mi

Ieri è stata benedetta e aperta la "nostra" Porta Santa! 
Esercitare con Amore una grande opera di Misericordia 
Emoticon heart
“Abbiate gran cuore e viva carità per queste persone, servitele con prontezza ed oculatezza in tutte le loro necessità. Abbiate cura dell'economia: perché questa è la Casa dei Poveri”.
Don Pogliani (fondatore Sacra Famiglia di C. Boscone)

foto di T. Bernabe

IL CAMMINO DELLA MISERICORDIA DURA PER TUTTA LA VITA

Non possiamo lasciarci prendere dalla stanchezza; non ci è consentita nessuna forma di tristezza, anche se ne avremmo motivo per le tante preoccupazioni e per le molteplici forme di violenza che feriscono questa nostra umanità. 
Abbiamo aperto la Porta Santa, qui e in tutte le cattedrali del mondo. Anche questo semplice segno è un invito alla gioia. Inizia il tempo del grande perdono. E’ il Giubileo della Misericordia. E’ il momento per riscoprire la presenza di Dio e la sua tenerezza di padre. Dio non ama le rigidità. Lui è Padre, è tenero. Tutto fa con tenerezza di Padre.
La fede in Cristo provoca ad un cammino che dura per tutta la vita: quello di essere misericordiosi come il Padre. La gioia di attraversare la Porta della Misericordia si accompagna all’impegno di accogliere e testimoniare un amore che va oltre la giustizia, un amore che non conosce confini. E’ di questo infinito amore che siamo responsabili, nonostante le nostre contraddizioni. 
(Omelia di Papa Francesco del 13 dicembre 2015)

Tenerezza del Natale

Condividiamo con voi l'albero ed il presepe allestito in Comunità Psichiatrica.
Entrare nella tenerezza del Natale, esperienza dell’amore che rende fratelli

martedì 8 dicembre 2015

Appesi ai fili della superbia

I matrimoni e le gravidanze vengono così spesso ridotti a isole solitarie; quanti mariti e mogli, mamme e bambini sono collegati solo dalla friabilità dell'affetto che, come un ponte levatoio, si alza e si abbassa a seconda delle insidie che potrebbero limitare l'autonomia. Sì, proprio quando l'uomo ha smesso d'essere umano e ha deciso di diventarne la triste e solitaria caricatura, un burattino appeso ai fili della superbia mossi dal padre di ogni diritto ipocrita fondato sulla menzogna.
-Un ponte sulla Neva - San Pietroburgo - foto nano press.

Iniziato l’Anno Santo - Giubileo, il Papa ha aperto la Porta Santa


ore 11.10 - Iniziato l’Anno Santo - Giubileo, il Papa ha aperto la Porta Santa

È il primo Giubileo blindato della storia, oltre a essere il primo «dedicato» a un tema, quello della Misericordia, voluto da Papa Francesco per questo Anno Santo straordinario.


Apriamo i nostri cuori alla misericordia di Dio e Lui ci darà tutto ciò di cui abbiamo bisogno e riempirà i nostri cuori con la pace perché Lui è la pace e la vostra speranza.

Profumo di feste natalizie

La città si riempie di luci e colori; 
è un trionfo di bagliori,
nell’aria c’è già il profumo di festa 
e la voglia di donare un sorriso.


- Darsena Christmas Village 2015 - Milano -

8 Dicembre - Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria -


"Maria tu sei la certezza della nostra speranza" (don Giussani)

Guarisci i nostri ammalati, dona pace alle nostre famiglie ed al mondo, scampaci da ogni pericolo, dona conforto a chi soffre, consolazione a chi piange, luce e forza a tutti. Amen 
Emoticon heart
“Nel ventre tuo si raccese l’amore, Per lo cui caldo nell’ eterna pace Così è germinato questo fiore”. (Dante Alighieri)

sabato 5 dicembre 2015

Un presepe particolare colmo di Amore...

Era un presepe particolare ma colmo di tanto amore 
Emoticon heart
Quando adottammo Giuliana lei aveva "paura" delle statuine del presepe e così pensai di tagliare le foto di amici e parenti e sostituirle alle TRADIZIONALI statuine. 
Non solo è andato bene a lei ma tutti gli amici e parenti mandavano foto così ogni anno il presepe diventava sempre più grande con preghiere per tutti...

Ora il presepe particolare non lo preparo più...

(questo è del 2001) 

martedì 1 dicembre 2015

Ogni cosa è perfetta...


Ogni cosa è perfetta così come è...

I nostri preconcetti e le nostre idee bloccano l’accettazione e la comprensione di questa semplice verità... 

Comunicare è vita

La comunicazione 
non è quello che vorremmo trasmettere, 
bensì quello che arriva agli altri.
(Thorsten Havener)

Che lo vogliamo o no, noi comunichiamo continuamente: con la voce, con lo sguardo, con i gesti, con gli atteggiamenti …
Ma cosa passa alla persona a cui comunichiamo? 
Avremmo tante cose da comunicare, tante da ricevere e non sempre riusciamo. 
Senza la comunicazione noi rimaniamo chiusi nel nostro piccolo mondo, che diventa sempre più isolato e povero.

Noi non ci atteniamo mai al tempo presente.


Noi non ci atteniamo mai al tempo presente.
Siamo così imprudenti che erriamo nei tempi che non sono nostri, e non pensiamo affatto al solo che ci appartiene, e così vani, che riflettiamo su quelli che non sono più nulla, e ci preoccupiamo di disporre le cose che non sono in nostro potere, per un tempo al quale non siamo affatto sicuri di arrivare…e fuggiamo senza riflettere quel solo che esiste...
Blaise Pascal

mercoledì 25 novembre 2015

Contro la violenza delle donne

“La violenza non risolve mai i conflitti, e nemmeno diminuisce le loro drammatiche conseguenze.”
Papa Giovanni Paolo II

“Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subìto, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi Signori, davanti a una Donna!”.
William Shakespeare

“Viviamo in un mondo in cui ci nascondiamo per fare l’amore, mentre la violenza e l’odio si diffondono alla luce del sole”
John Lennon     

“La violenza domestica è il fronte di prima linea nella guerra contro le donne”     
Pearl Cleage

“La gente sembra avere questa strana idea che i film possono influenzare le persone a essere violente, ma a mio sincero parere le pellicole riflettono solo la violenza della società”
Paul Verhoeven

“Ho giurato di non stare mai in silenzio, in qualunque luogo e in qualunque situazione in cui degli esseri umani siano costretti a subire sofferenze e umiliazioni. Dobbiamo sempre schierarci. La neutralità favorisce l’oppressore, mai la vittima. Il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato”.
Èlie Wiesel

Il fatto che l'uomo sappia distinguere tra il bene e il male dimostra la sua superiorità intellettuale rispetto alle altre creature; ma il fatto che possa compiere azioni malvagie dimostra la sua inferiorità morale rispetto a tutte le altre creature che non sono in grado di compierle. 
Mark Twain

“Stiamo effettivamente distruggendo noi stessi per mezzo di una violenza mascherata da amore.” 
Ronald David Laing 

martedì 24 novembre 2015

Iside e la Vergine Maria

Iside era una dea dai molti nomi e fu assimilata con Afrodite e Demetra, la dea della fecondità.[10]
Esistono tratti comuni nell'iconografia relativa a Iside e quella posteriore della Vergine Maria, [11] tanto che alcuni hanno supposto che l'arte paleocristiana si sia ispirata alla raffigurazione classica di Iside per rappresentare la figura di Maria: comune è ad esempio l'atto di tenere entrambe in braccio un infante, che è Gesù nel caso della Madonna mentre è Horusper Iside, o gli appellativi di Madre di Dio, Regina del Cielo[12], Immacolata concezione, Consolatrice degli afflitti[11].
Ancora, con il primo vero affermarsi del Cristianesimo nell'Impero romano, sotto imperatori come Costantino I e Teodosio I e con il conseguente rifiuto delle altre religioni a Roma e nei suoi domini, alcuni templi consacrati a Iside furono riadattati e consacrati come basiliche, come la Basilica di S. Stefano a Bologna.
Wikipedia
Cosa hanno in comune?
Le azioni Virgin molti attributi con la dea: il blu del cielo e del mare, rappresenta anche il grande Sopra e Sotto Il Grande, ed è sacro per entrambi. Entrambi sono Queens oltre Heaven and Hell (o di The Underworld). Ci sono anche alcune rappresentazioni di Maria, dove indossa un manto di stelle (come fa la dea), e un po'dove si trova sia seduto o in piedi sulla Luna crescente (uno dei simboli più noti della Dea).

La Dea è coronata ed insediato come il Sovrano di tutto, perché crea tutto. La Beata Vergine Maria è raffigurata anche incoronato in trono (che indica il suo dominio sopra il Cielo), oltre ad essere rappresentato calpesta Satana, o un drago, sotto i piedi (a significare la sua Power over Inferno). Quando in trono, sia La Dea e la Vergine sono spesso raffigurati come il Trono di saggezza ... Iside tiene Horus in grembo, La Vergine tiene Gesù sulle ginocchia ... E 'da La dea che il neonato Figlio / Dio Sole, disegna la sua vita e nutrimento, e ci sono molte rappresentazioni artistiche sia della Dea e Mary nursing loro figlio / solarium.

Ascoltare attentamente, parlare poco e riflettere molto.

La favola delle tre Statue
Quando Kanan compì dieci anni, suo padre gli regalò tre statuette uguali. 
Il bambino ne fu sorpreso ed osservò:
– Sono tutte e tre uguali!?
– Sembrano uguali, ma non lo sono – rispose il padre.
Kanan guardò meglio, ma non riuscì a scoprire nessuna differenza fra le tre statuette: la stessa testa, lo stesso tronco, gli stessi arti e avevano pure la stessa espressione.
– Ma sono uguali! – insisté il bambino.
– Sembrano uguali, ma non lo sono – ribatté ancora il padre con un sorriso fine fine. 
Il bambino tacque e suo padre continuò:
– Sono talmente diverse che una rappresenta un uomo sciocco; l’altra un uomo sventato; l’altra ancora rappresenta un uomo saggio.
Kanan guardò il padre stupito. 
Osservò nuovamente le statuine ma non fu capace di scorgere la minima differenza.
– Io non mi accorgo di nulla, dimmi come fai a distinguere il carattere dei tre uomini tanto diversi.
– Devi scoprirlo da te, vedremo se ne sarai capace – rispose il padre.
Kanan pose le statuette sul tavolino, le guardava e ricordava le parole del padre: aveva del padre una grande ammirazione e sapeva che non parlava mai a caso. In quelle statuette ci doveva essere dunque un segreto.
Guarda e riguarda, osserva e confronta, finalmente s’accorse che tutte e tre le statue avevano le orecchie forate. 
Prese allora un filo di metallo e l’introdusse nel foro dell’orecchio della prima statuetta: il filo uscì fuori dalla bocca. 
Prese la seconda statuetta e ripeté l’operazione: il filo uscì dall’altro orecchio. 
Prese la terza statuetta e per quanto spingesse, il filo non uscì da nessuna parte.
La differenza delle tre statuette consisteva dunque nei condotti interni fra orecchi e bocca. Ripensò alle parole del padre e finalmente capì.
La prima statuetta rappresentava un uomo sciocco, perché tutto quello che entrava dall’orecchio usciva immediatamente dalla bocca. Senza riflettere, quell’uomo ripeteva tutto ciò che sentiva dire.
La seconda statuetta rappresentava un uomo sventato, perché tutto quello che entrava da un orecchio usciva dall’altro. Quell’uomo dimenticava tutto ciò che imparava.
La terza statuetta rappresentava un uomo saggio, perché quello che entrava dall’orecchio rimaneva dentro di lui. 
Quell’uomo rifletteva e meditava, imparava e ricordava.
 Kanan corse dal padre raggiante di gioia: – Avevi ragione, ho capito!
– E cosa hai capito? – chiese il padre.
– Ho capito che bisogna ascoltare attentamente, parlare poco e riflettere molto.

– Spero che tu segua l’esempio della statuetta con il solo foro nell’orecchio – disse il padre soddisfatto – Ma tieni dinanzi a te anche le altre due. 
Ti serviranno come ammonimento.
 (by pensierieparolefamose)

Narciso, incapace di amare...

-Narciso è un dipinto a olio generalmente attribuito a Caravaggio-
Uno specchio d'acqua che riflette la nostra immagine, inducendoci a pensare esclusivamente a noi stessi, ai pregi o ai difetti.
Siamo innamorati del "nostro" tempio e così anneghiamo nell'immagine falsa di noi...
Comprendo allora come Narciso sia proprio colui che, incapace di amare perché incapace di distinguere l'altro dalla sua immagine che vede riflessa in tutto (è il sintomo dell'esigenza parossistica di autoaffermazione che portiamo dentro tutti, e che emerge prepotente nell'uso egolatrico dei social networks).


lunedì 23 novembre 2015

Auguri da Facebook

Carissime/i amiche/ci credo che formulare tanti auguri a chi non potrà mai rispondere sia stato il più bel gesto d'amore concreto e gratuito che si potesse donare...
Ecco, noi, come grazie condividiamo questa semplice foto che a noi esprime tutto: Giuliana sta guardando i fogli stampati con i vostri auguri, di Facebook, un po' preoccupata: sono 110 auguri sulla nostra bacheca e 180 auguri del gruppo "Sei di Sesto S. Giovanni se..." Emoticon heart
Scrivere GRAZIE con emozione è troppo poco Emoticon heart



Un raro sorriso

“Dura è la nostra lotta, 
a volte, d'aver visto il tutto che non cambia, 
ma il tuo raro sorriso sale al cielo ...

ed apre, per noi, tutte le porte della Vita.
Combattiamo per questo Amore in cui crediamo

nell’irrequieto ed instabile divenire del tempo”.

giovedì 19 novembre 2015

Il "Tir" della lingua

«V'è chi parla senza riflettere: trafigge come una spada; | ma la lingua dei saggi risana». Proverbi 12, 18
Noi guidiamo un mezzo di trasporto molto pericoloso... il tir della lingua, carica di parole
Molte delle nostre parole fanno l'effetto o di guarire o di ferire.
Immondizie o medicinali. Purtroppo lasciamo troppo spesso che il tir della nostra lingua abbia il carico sbagliato - critiche, parole negative, commenti maliziosi - e lasciamo dietro di noi una scia di morti, feriti, relazioni rovinate - di cui forse nemmeno ce ne rendiamo conto. Spesso diciamo delle cose che a sera nemmeno più ricordiamo di aver detto, mentre la persona che le ha sentite se le ricorderà per anni.
In Proverbi 15,4 Dio ti dice: «Una lingua dolce è un albero di vita, | quella malevola è una ferita al cuore».
Sei hai la tendenza ad avere una «lingua malevola», allora hai già causato molte ferite. Per molti di noi, pensare una cosa e dirla è immediato - senza considerare i danni che può causare - alla reputazione di qualcuno, al suo buon nome, alla sua dignità, alle relazioni, all'unità...
Non so se noi capiamo davvero il peso delle nostre parole.
Non calcoliamo quanto in profondità scendono... quanto le persone se le ricordano... quanto altri le ripetono... quanto stiamo ferendo.
Per quel che ci riguarda, noi ci limitiamo a scaricare i nostri sentimenti o le nostre opinioni, e poi ce ne andiamo.
Ma le nostre parole lasciano una traccia, e spesso è una scia di lacrime o risentimento.
Un uomo come Davide ha pregato quanto scritto nel Salmo 140,3. Riconoscendo il potere delle sue parole, ha detto: «Poni, Signore, una custodia alla mia bocca, | sorveglia la porta delle mie labbra».
Questa è la preghiera che molti di noi dovrebbero dire ogni giorno, magari attaccarsela con un foglietto sul muro o su uno specchio da qualche parte... in modo da ricordarsela spesso. "Signore, dammi lo Spirito Santo che mi aiuti a pensare a quello che sto per dire... aiutami a sorvegliare ciò che esce dalla mia bocca... aiutami a capire l'effetto che avranno negli altri le mie parole - e a misurare quello che dico".
Il tir della tua lingua è micidiale e molto più comune.

Tantissimi danni e ferite possono essere evitati - se solo trattieni il tir della tua lingua dal correre per conto suo
don Luciano

Oggi sulla terra c'è grande silenzio e solitudine


Tu sei Colui che porti in Te l'ultimo loro grido e l'ultimo loro pensieroEmoticon heart
"Il terrorismo è la nuova forma della guerra, è il modo di fare la guerra degli ultimi sessant'anni: contro le popolazioni, prima ancora che tra eserciti o combattenti. ...un terrorismo contro l'altro, Tanto a Pagare Saranno poi Civili Inermi"
-Gino Strada--


"I terroristi, i kamikaze, non ci ammazzano soltanto per il gusto d'ammazzarci. Ci ammazzano per piegarci. Per intimidirci, stancarci, scoraggiarci, ricattarci. Il loro scopo non è riempire i cimiteri. Non è distruggere i nostri grattacieli, le nostre Torri di Pisa, le nostre Tour Eiffel, le nostre cattedrali, i nostri David di Michelangelo. È distruggere la nostra anima, le nostre idee, i nostri sentimenti, i nostri sogni".
-Oriana Fallaci-
«Signore, liberami dalla religione e dammi la fede!»
(K. Barth teologo protestante)



Vento di pace

Tu che muovendo l’ali voli, 
il battito muti in vento di pace
 reca un po' di serenità 
mentre ci dondoliamo al movimento 
della tazza della nostra vita.

martedì 10 novembre 2015

Regola d'oro fondamento dell'etica universale

Guardiamo all'acqua e non alla forma dei nostri recipienti.Gandhi
La regola d'oro, che è presente in tutte le culture e in tutte le grandi religioni e che è il fondamento dell'etica universale:
In Confucio si legge: "Quello che tu stesso non desideri, non farlo neppure agli altri uomini" 
(Dialoghi 15, 23).

Nel giudaismo si afferma: "Non fare agli altri quello che non vuoi che essi facciano a te" (Rubbi Hillel, Shabbat 31a),

Nel cristianesimo: "Fate agli altri tutto ciò che volete che essi facciano a voi " 
(Mt 7,12; Lc 6,31).

Nell'islam si afferma: "Nessuno di voi è un credente fino a quando non desidera per il suo fratello quello che desidera per se stesso" 
(40 Hadithe di an - Nawawi 13).

Nel buddismo: "Uno stato che non è gradevole o piacevole per me, non deve esserlo neppure per lui; e uno stato che non è gradevole o piacevole per me, come posso io pretenderlo per un altro?" 
(Samyutta Nikaya V, 353. 35-3542).

Nell'induismo: "Non ci si dovrebbe comportare con gli altri in un modo che sarebbe sgradevole a noi stessi; questa è l'essenza della morale 
(Mahhabharata XXIII.1114.8).

Anche nel giainismo si legge: "L'uomo dovrebbe comportarsi con indifferenza nei confini di tutte le realtà mondane e trattare tutte le creature del modo come egli stesso vorrebbe essere trattato 
(Sutrakritanga I. 11.33).

Scrive Kant "Agisci in modo da trattare l'umanità, nella tua come nell'altrui persona sempre come fine, mai come semplice mezzo "
(Fondazione della metafisica dei costumi, parte II) .
Tratto da "Etica della pace" di F.Bellino

venerdì 30 ottobre 2015

Simboli della festa di Halloween

La notte è arrivata,una maschera è passata,
un bambino spaventato, si è già rannicchiato.



SIMBOLI DELLA FESTA DI HALLOWEEN


La zucca: La lanterna di Jack è la zucca intagliata dentro cui si accende una candela e che contribuisce a dare un'aria spettrale ad ogni Halloween party che si rispetti. Deriva dalla tradizione dei celti di intagliare verdure per farne delle lanterne.

I gatti neri: Durante l'epoca della caccia alle streghe si pensava che i gatti neri fossero animali demoniaci. Talvolta venivano bruciati sul rogo con le loro padrone. Ancora oggi si pensa che i gatti neri portino sfortuna.

I pipistrelli: I pipistrelli sono associati ad Halloween perché sono animali notturni e da sempre considerati misteriosi e pericolosi. Inoltre è risaputo che streghe e vampiri si possono trasformare in pipistrelli!

Le streghe: Quante cose si potrebbero raccontare delle streghe! Quello che sappiamo per certo è che esistono, per lo meno nel mondo della fantasia, che alcune di loro sono buone e altre sono davvero cattive e che sono le protagoniste di un'infinità di favole e di racconti.

I fantasmi: I fantasmi sono gli spiriti dei defunti, che durante la notte di Halloween, quando le barriere tra il mondo dei vivi e il mondo dei defunti si fanno più sottili, si agitano per spaventare e fare scherzi.

Dolcetti: I dolcetti sono il premio per i bambini che bussano di casa in casa la notte di Halloween, gridando: "Dolcetto o scherzetto?", traduzione del corrispondente americano "Trick or treats?". Questa tradizione deriva dall'antica usanza celtica di lasciare doni davanti alla porta di casa la vigilia di Ognissanti, nella speranza che gli spiriti non facessero scherzi o dispetti.

Ragni: Ragni e ragnatele hanno suscitato timore e attenzioni particolari in ogni cultura. Sono inoltre associati alle streghe e alle loro magie, che spesso li utilizzano in gran quantità per preparare incantesimi e pozioni!

Scopa: La scopa è ovviamente associata alle streghe. Nei tempi antichi le streghe erano in realtà delle guaritrici: erano donne semplici, spesso contadine, che però conoscevano le erbe e sapevano preparare pozioni curative. La scopa, il calderone, le erbe e le piante medicinali erano strumenti comuni per loro. Quando cominciò la persecuzione contro le streghe anche i loro strumenti divennero simbolo di malefici e stregonerie.