"io sono qui per continuare ad imparare"

Una frase, un ringraziamento, un pensiero, una poesia, una nota citazione, una preghiera, una testimonianza che trattano i temi fondamentali della vita (che chiamerò "riflessioni") possono, qualche volta, tracciare un solco positivo nel cuore e in alcuni casi diventare motivo di stimolo, speranza, conforto, sostegno. Se alle mie "riflessioni" aggiungerete le vostre, condivideremo anche con altri qualche prezioso suggerimento, come meditazione sulla realtà del vivere quotidiano.


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martedì 29 settembre 2015

Sognatori tenaci



Noi sognatori siamo tenaci. 

Se non è andata bene oggi, 

ci proveremo ancora domani...
Enrica

Le donne agli occhi degli uomini.

A tutte le donne che sono perennemente a dieta, in lotta con il guardaroba e con la bilancia:
"Le donne agli occhi degli uomini"
Le donne negli occhi di un uomo? Non importa quanto pesano è affascinante toccare, abbracciare ed accarezzare il corpo di una donna. Sapere quanto pesa non ci provoca nessuna emozione. Non abbiamo alcuna idea di quella che sia la tua taglia e se sei in forma. Il nostro interesse viene rivolto ad un altro tipo di forme. Ad esempio se la forma è a mandolino... va bene.
Non ci importa quanto misuri in centimetri, è una questione di proporzioni, non di misure. Una donna ben fatta deve essere rotonda ed "in carne". Quel tipo di corpo che, senza alcun dubbio, si nota in una frazione di secondo. Le magrissime che sfilano in passerella, seguono la tendenza desiderata dagli stilisti che, detto fuori dai denti, sembra che odino le donne e con loro competano. I loro modelli sono esasperatamente filiformi, segaligni.
Il trucco è stato inventato perché le donne lo utilizzino, usatelo! Di facce semplicemente lavate con acqua e sapone, bastano le nostre. Le gonne sono state inventate per mettere in risalto le vostre fantastiche gambe. Se la natura vi ha dotato di queste forme c'è una ragione e lo ripeto, ci piacete così. Nascondere queste forme è come tenere il miglior divano in cantina.
E' una legge naturale che tutti quelli che si sposano con una modella magra, anoressica, bulimica e nervosa, poi vanno a cercarsi un'amante in carne, simpatica e che scoppia di salute.
Le giovani sono carine, ma quelle dopo i quaranta sono il vero piatto forte. Per tante di loro saremmo capaci di attraversare l'Atlantico a nuoto.
Il corpo cambia, cresce. Non diventare matta perché non riesci ad entrare nel vestito di quando avevi diciotto anni.
Una donna di quarantacinque anni a cui calza il vestito di quando ne aveva diciotto o ha problemi di sviluppo o si sta autodistruggendo.
Ci piacciono le donne che sanno vivere una vita equilibrata e sanno controllare i loro sensi di colpa.
O anche quelle che quando devono mangiare mangiano con gusto (la dieta si fa da settembre, non prima), quando devono fare dieta lo fanno con allegria (senza farsi violenza e sofferenza); quando sono nell'intimità con i rispettivi compagni, ne godono pienamente, quando desiderano comprare qualcosa lo comperano e quando devono risparmiare risparmiano.
Alcune rughe sul viso, alcune cicatrici sul ventre, alcune smagliature, non le porta la bellezza. Sono la testimonianza che avete fatto qualcosa nella vostra vita, non siete rimaste nella naftalina o avete passato la vostra vita nei centri estetici. Avete vissuto!
Il corpo della donna è il sacro recinto della gestazione di tutta l'umanità che lì è stata alimentata, è cresciuta e, senza volere, segnata da smagliature, tagli ed altre cose che hanno fatto parte del processo che ha contribuito a mantenerci vivi.
Pertanto abbiate cura di noi, abbiate cura di voi ed amatevi. La bellezza è tutto questo."

Paulo Coelho

Io li chiamo amici...


Mi piacciono quelle persone che ci sono. 
Senza grandi scene. 
Senza grandi parole.
Ci sono e basta. 
E le senti e ti senti felice 
adagiate sulla porta del cuore 
che fa più male, 
per soffiarne via il dolore. 
Io li chiamo amici. 
Io li chiamo Amore.

Non pensarci!

"Quanto manca alla vetta ? " ;
" Tu sali e non pensarci! " 
 Nietzsche

Ti mando un bacio


Ti manderò un bacio con il vento 
e so che lo sentirai,
ti volterai senza vedermi ma io sarò lì.
(Pablo Neruda)

giovedì 17 settembre 2015

Svuotarsi per contenere il mistero dell'altro.

Nella ricerca della conoscenza (delle cose o degli altri) è fondamentale saper "svuotare la propria tazza" prima di cominciare…e questa è la parte più difficile e richiede un forte allenamento...
Occorre svuotarsi per contenere il mistero dell'altro. Enrica 

Una tazza di tè (storia zen)

Un filosofo si recò un giorno da un maestro zen e gli dichiarò:
"Sono venuto a informarmi sullo Zen, su quali siano i suoi principi ed i suoi scopi".
"Posso offrirti una tazza di tè?" gli domandò il maestro. E incominciò a versare il tè da una teiera.
Quando la tazza fu colma, il maestro continuò a versare il liquido, che traboccò.
"Ma che cosa fai?" sbottò il filosofo. "Non vedi che la tazza é piena?"
"Come questa tazza" disse il maestro "anche la tua mente è troppo piena di opinioni e di congetture perché le si possa versare dentro qualcosa d'altro..
Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?"

Bellezza che irradia

Tutti quelli che sono stati amati sono capaci di amare 
Tutti quelli che sono capaci di amare sono degni di essere amati 
Tutti coloro degni sono belli di quella bellezza che irradia ....
Tutto questo è amare…Tutto ... Non niente!

Tenerezza


Chi mi appartiene nel cuore, 
decodifica le mie emozioni 
anche quando ad avere voce 
è solo una gif.

giovedì 10 settembre 2015

Il tesoro...

IL TESORO
C'era una volta un vecchio contadino
che aveva un suo campetto e la sua marra
e tre figlioli. Giunto al lumicino,
volle i suoi tre figlioli accanto al letto.
«Ragazzi - disse - vado al mio destino
ma vi lascio un tesoro: è nel campetto ».
E non potè dir altro, o non volle.
A mente i figli tennero il suo detto.
Quando fu morto, quelli il piano, il colle
vangano, vangano, vangano; invano
voltano al sole e tritano le zolle:
niente! Ma, pel raccolto, quando il grano
vinse i granai, lo videro il tesoro
che aveva detto il vecchio; era in lor mano,
era la vanga dalla punta d'oro.

Giovanni Pascoli

Centenario Suore Maria Bambina 1996 Sesto S. Giovanni

foto anni 50 con Cardinal Montini poi diventato Papa con il nome di Paolo VI

Condivido una "poesia" che ho scritto per il Centenario di presenza a Sesto S. Giovanni. delle Suore di Maria Bambina presso scuola S. Caterina (1996 )
NON CONTA LA FORMA MA IL SIGNIFICATO: Enrica Emoticon heart
Torno indietro cinquant'anni
mi rivedo, ho cinque anni;
con un nero grembiulino
ed un bianco collettino.
E` di vimini il cestino
dentro pane e formaggino.
Sul portone dell'asilo
oh! ma che piagnucolìo!
Quanti bimbi in tutta fretta
la Palmira è lì che aspetta
poi ritira il cestino
e ci toglie il golfino.
Suor Cecilia, la maestra
ci accarezza sulla testa
colma è proprio di bontà
è una Suora di carità
ma per me che sono bambina
è la Suora di Maria Bambina.
Mentre suona il tamburello
s'ode un tintinnio più bello
io rimiro curiosando
sotto al gran grembiule bianco:
son le chiavi e la corona del rosario
che le pendono dal fianco!
Quando c'è un funerale
giù di corsa dalle scale
blu il cappello e mantellina
mi prepara la Palmira
Seguo il morto con rispetto
sembro proprio un angioletto !
Io sono una " crociatina "
mi prepara Suor Cristina.
accompagno il Signore
vicino vicino in processione
mi cinge la fronte la croce su plastica bianca
mi sento un po’ santa!
Suor Candida le mani le ha proprio d'oro
è la maestra del nostro lavoro
lo porto da casa , di tela è il sacchetto:
maglia, cucito, ricamo, uncinetto
si legge si prega si canta un pochino
è un po’ un paradiso quell'angolino!
* * *
Segretaria Suor Rosina
della S. Caterina
nella gioia e nel dolor
vai da lei : ti scalda il cuor
tutto spiega tutto da’
dolce Suora di carità
Suor Isabella l'ascetica Suora
non so cosa dire, lei viene da Roma
ci parla del PAPA con tanto ardore
io credo ce l'abbia stampato nel cuore
La prof. di taglio Suor Giuseppina
è sempre sepolta da carta velina
silenzio perfetto, si taglia e misura
si forman modelli con abile cura.
Se vuoi una suora non sol cattedrale
Suor Albertina è proprio ideale
nell'oratorio o campo di scuola
con lei che giocate di palla spagnola!
* * *
Poi passano gli anni: oh che peccato!
l'asilo Petazzi è ristrutturato
la mia ex scuola agli scout è prestata
S. Caterina e materna un'unica entrata
il lungo porticato ormai non c'è più
la cancellata moderna mi fa sentire giù.
Dov'è la cappella che tanto io ho amato ?
Salivo le scale e il cielo è...toccato!
e là sull'altare sopra Gesù
Maria Bambina la’ c'eri TU.
Or per accedere alla chiesina
per rivedere Maria Bambina
io scendo le scale in portineria;
si apre la porta : sei lì Madonnina
e là sull'altare sopra Gesù
Tu non ci sei più.
Anche le suore son “ristrutturate”
accorciano l'abito e sono cambiate...
Alma, Bianca, Natalina
presto in classe alla mattina
dell'asilo son le Suore
e ci metton tutto il cuore
è diversa la loro età
ma è uguale la bontà.
Suor Federica in portineria
dona sempre la sua compagnia,
or la vista è un po’ annebbiata
e l'età un po’ avanzata:
bagna fiori in quantità
ed il lago è pronto già!
Ecco vedo Suor Michela
con mia figlia in altalena.
Suor Pier Carla ride e va:
corre all'università.
Madre Angelica la Superiora
disponibile ad ogni ora
sempre pronta a una carezza
che lei dona con dolcezza.
* * *
La Famiglia " In " ( 1996 )
Suor Cellina Bernardetta e Diomira
io incrocio in portineria
un abbraccio e un bacetto
fanno anche l'uncinetto !
Da quel dolce lor sorriso
si intravede il Paradiso.
"Suor Peppa" (così chiamata familiarmente)
tutto prepara teneramente :
arrosto all'amore...
caffè con il cuore...
la pasta e il riso conditi d'affetto
in un attimo è pronto anche un dolcetto.
Ha un nome a me caro "Suor Giuseppina"
E col bianco vestito è "cuoca regina"
o meglio diciamo "cuoca divina".
Suor Piera è colma di vitalità,
incroci lo sguardo e sorride di già
se non la conosci un po' burbera pare
è solo apparenza :
un sorriso d'amor sa sempre donare.
Se la materna scuola visitate
con meraviglia le vetrate guardate :
scene di vita, di Bibbia, farfalle e fiori
composti con cartoncini multicolori
ritagliati e incollati con grande cura :
a Suor Anna complimenti per la sua bravura.
Ecco Agnese Suora BIT
con computer e stampante
scrive conferenze e...tante!
E' una Suora nazionale
con i giovani mette l'ale
E' saetta, tu la vedi sol di fretta
un saluto qua e là
e sparita è di già.
Qui Suor Elena è l'artista
I murales sono in vista!
Con el fuego dentro il cuor
della Spagna da’ il calor.

In questa famiglia di nostro Signore
è suor Alberta la Superiora
possiede un dono divino e prezioso
che Le ha regalato il Suo amatissimo Sposo:
l'infinito tesoro della Sua Sapienza
e guida le Sorelle con giustizia e prudenza.
Da’ calore e illumina ogni cosa
con opera sapida e luminosa.
Ed or, madre Alberta, amica e sorella
io sento una musica che viene dal cielo
la forte emozione fa’ stendere un velo;
lo sguardo io alzo e fisso lassù:
Suor Elena Bonett è là con Gesù
E coi neri angioletti, la missionaria di Maria Bambina
intona per te e le Tue Sorelle la Salve Regina.
* * * Enrica

All'asilo sono stata con amore da voi, 
COCCOLATA,
Nella scuola sono stata con severità e saggezza, da voi, 
EDUCATA.
In oratorio e nel catechismo sono stata con entusiasmo, da voi, materialmente e spiritualmente 
FORGIATA.
Nella malattia, da voi, 
CONFORTATA.
Nel dolore, da voi, 
CONSOLATA.
La mia gioia, con voi, 
CONDIVISA.
GRAZIE

Speranza

La speranza non può essere basata soltanto sull'ottimismo. 
Deve avere radici più profonde nella moralità, nella forza d'animo.
Francesco Alberoni

Pandora, un giorno scoperchiò il vaso, liberando così tutti i mali del mondo, che erano gli spiriti maligni della vecchiaia, gelosia, malattia, pazzia e il vizio. Sul fondo del vaso rimase soltanto la speranza, che non fece in tempo ad allontanarsi prima che il vaso venisse chiuso di nuovo. Dopo l’apertura del vaso il mondo divenne un luogo desolato ed inospitale simile ad un deserto, finché Pandora lo aprì nuovamente per far uscire anche la speranza, ed il mondo riprese a vivere.
foto di Alberto-Ghizzi-Panizza

martedì 1 settembre 2015

Tutto passa ma...l'amore no.


Ho trovato questo piccolo capolavoro per caso: non so chi l'abbia scritto, per cui lo ripropongo così come l'ho trovato. ...non è una poesia, è un insieme di frasi. Mancano metrica, rime ed il significato intrinseco...

“Tutto passa”

“Tutto passa nella vita” diceva quella tizia.
Passano i pantaloni a zampa di elefante.
Passa la febbre.
Passano i treni, anche due volte, chi ha detto di no?
Passano le amiche, gli amici, i fidanzati.
Anche i mariti; le mogli poi!
Passa la voglia.
Passa il temporale e torna il sereno.
Passa la notte.
Passa il dolore, dopo cent’anni.
Passa il Natale, la Pasqua, …..
Passa la sabbia nella clessidra.
Passa il sangue dentro le vene.
Tutto passa, caro ragazzo.
Ciò che non passerà mai è tuo padre e tua madre.
Quando li amerai e quando li odierai, non passeranno.
Quando li loderai e quando li maledirai, saranno lì.
Due scogli viventi, due salvagenti.
Sbagliati, assurdi, con tanti difetti.
Forse divisi fra loro, lontani, 
in qualche modo legati da un filo d’acciaio.
Pronti, scattanti, soldati in guardia.
Persiane socchiuse, porte sempre aperte.
Testimoni della tua felicità e della tua infinita tristezza.
Medaglieri nelle tue vittorie e fazzoletti nelle tue sconfitte.
Spesso impotenti, ma mai arresi.
Non c’è moda che detti regole
Non c’è usura che li logori
Non c’è mezzo che li porti via.
Non passeranno, cara ragazza mia.
E se anche fossero dall’altra parte della terra o del cielo
ne sentiresti il profumo:
Profumo d’Amore.

(Estemporanea, 24.04.2014)

cl@r@©2014

Statua della Libertà sul Duomo di Milano

Tra le statue del Duomo di Milano c’è anche una Statua della Libertà, sopra il portone dell'entrata centrale. 
La statua, molto più piccola di quella di New York, risale al 1810 ed è opera dello scultore Camil­lo Pacetti. Potrebbe essere stata usata come modello da Frédéric Auguste Bartholdi per costruire ‘Miss Liberty’.

La prima pietra della Statua della Libertà viene posata su Bedloe's Island, a New York il 5 agosto 1884, fu completata entro il 1885 e inaugurata il 28 ottobre 1886, dieci anni dopo la ricorrenza per la quale era stata progettata.


Autismo - riflessioni

Condivido con voi una lettera che Angel Riviere, professore di Psicologia evolutiva presso l’Università Autonoma di Madrid, scomparso nel 2000, ha scritto facendosi interprete dei bisogni di chi è colpito da autismo.
1 – Aiutami a capire, organizza il mio mondo ed aiutami ad anticipare quello che succederà. Dammi ordine, struttura, non il caos.
2 – Non ti angosciare per me, perché anch’io mi angoscio, rispetta i miei ritmi. Avrai sempre l’opportunità di relazionarti con me se capisci i miei bisogni e la mia maniera così particolare di capire la realtà. Non ti buttare giù, è normale che io vada sempre avanti.
3 – Non mi parlare troppo, né troppo velocemente. Le parole non sono “aria” che non pesa come a te: per me possono essere un carico molto pesante. Molte volte non sono il miglior modo di rapportarsi con me.
4 – Come gli altri bambini, gli altri adulti, ho bisogno di condividere il piacere e mi piace fare bene le cose, anche se non sempre ci riesco. Fammi sapere in qualche modo quando le ho fatte bene e aiutami a farle senza errori. Quando faccio troppi errori, mi succede come a te, mi irrito e finisco per rifiutarmi di fare le cose.
5 – Ho bisogno di più ordine di te, di capire in anticipo le cose che mi accadranno. Dobbiamo patteggiare i miei rituali per convivere.
6 – Per me è difficile capire il senso di molte delle cose che mi chiedono di fare. Aiutami tu a capire. Cerca di chiedermi di fare delle cose che abbiano un senso concreto e decifrabile per me. Non permettere che mi annoi o che rimanga inattivo.
7 – Non mi invadere eccessivamente. A volte voi persone “normali” siete troppo imprevedibili, troppo rumorosi, troppo stimolanti. Rispetta le mie distanze, ne ho bisogno, ma non mi lasciare solo.
8 – Quello che faccio non è contro di te; se mi arrabbio, mi faccio del male, distruggo qualcosa o mi muovo in eccesso, è perché è difficile capire o fare quello che stai chiedendo. Già faccio fatica a capire le intenzioni degli altri, quindi non attribuirmi delle cattive intenzioni.
9 – Il mio sviluppo non è assurdo, anche se è difficile da capire. Ha una sua logica. Molti dei comportamenti che voi chiamate alterati sono il mio modo di affrontare il mondo con questa mia speciale maniera di essere e di percepire. Fai uno sforzo per capirmi.
10 – Voi siete troppo complicati. Il mio mondo non è né complesso né chiuso, anche se ciò ti sembra strano. Il mio mondo è talmente aperto, senza veli né bugie, così ingenuamente esposto agli altri, che sembra difficile da capire. Io non abito in una “fortezza vuota” ma in una pianura talmente aperta che può sembrare inaccessibile. Sono molto meno complicato di voi persone “normali”.
11 – Non mi chiedere di fare sempre le stesse cose, non esigere sempre la solita routine. Non diventare autistico per aiutarmi, sono io l’autistico !!
12 – Non sono soltanto un’autistico, ma sono anche un bambino, un adolescente, un adulto. Condivido molte delle cose dei bambini, degli adolescenti e degli adulti che voi chiamate normali. Mi piace giocare, divertirmi, voglio bene ai miei genitori, sono contento se riesco a fare bene le cose. Ci sono molte più cose che ci possono unire che non dividere.
13 – E’ bello vivere con me. Ti posso dare tante soddisfazioni, come le altre persone. Ci può essere il momento in cui io sia la tua migliore compagnia.
14 – Non mi aggredire chimicamente. Se ti hanno detto che devo prendere dei farmaci fammi controllare periodicamente da uno specialista.
15 – Né i miei genitori né io abbiamo colpa di quello che mi succede. Non ce l’hanno nemmeno i professionisti che mi aiutano. Non serve a niente darsi le colpe l’un con l’altro. A volte le mie reazioni e i miei comportamenti possono essere difficili da capire e da affrontare, ma non è colpa di nessuno. L’idea di colpa produce soltanto sofferenza, ma non aiuta.
16 – Non mi chiedere in continuazione di fare cose che io non sono capace di fare, ma chiedimi invece di fare cose che io sono in grado di fare. Aiutami ad essere più autonomo, a capire meglio, a comunicare meglio, ma non mi dare aiuto in eccesso.
17- Non devi cambiare la tua vita completamente perché convivi con una persona autistica. A me non serve che tu ti senta giù, che ti chiuda in te stesso, che ti deprima. Ho bisogno di essere circondato da stabilità e di benessere emozionale per sentirmi meglio.
18- Aiutami con naturalezza, senza che diventi un’ossessione. Per potermi aiutarmi devi avere anche tu dei momenti di riposo, di svago, di cose tue. Avvicinati a me, non te ne andare, ma non ti sentire costretto a reggere un peso insopportabile.
19-Accettami così come sono, non mettere condizioni al tuo accettare che io non sia più autistico, lo son io. Sii ottimista ma senza credere alle favole o ai miracoli. La mia situazione normalmente migliora anche se non si potrà parlare di guarigione.
20 – Anche se per me è difficile comunicare e non posso capire le sfumature sociali, ho dei pregi rispetto a voi che vi considerate “normali”. Per me è difficile comunicare, ma non inganno. Non ho doppie intenzioni né sentimenti pericolosi. La mia vita può essere soddisfacente se semplice ed ordinata, tranquilla, se non mi chiedi in continuazione di fare solo cose che sono difficili per me. Essere autistico è un modo di essere, anche se non è quello normale, la mia vita di autistico può essere così bella e felice come la tua che sei “normale”. Le nostre vite si possono incontrare e possiamo condividere molte esperienze.


*NONSOLOBARONIA*di Marco Camedda
BLOG: la "Nostra Piazzetta 2013