"io sono qui per continuare ad imparare"

Una frase, un ringraziamento, un pensiero, una poesia, una nota citazione, una preghiera, una testimonianza che trattano i temi fondamentali della vita (che chiamerò "riflessioni") possono, qualche volta, tracciare un solco positivo nel cuore e in alcuni casi diventare motivo di stimolo, speranza, conforto, sostegno. Se alle mie "riflessioni" aggiungerete le vostre, condivideremo anche con altri qualche prezioso suggerimento, come meditazione sulla realtà del vivere quotidiano.


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lunedì 30 giugno 2014

Essere come l'Araba fenice

 "Che ci sia ciascun lo dice,
dove sia nessun lo sa"
Questa frase è stata tratta dal Demetrio, opera di Metastasio, riguardo il leggendario uccello:L'araba Fenice.


La fenice, spesso nota anche con l'epiteto di Araba fenice, è un uccello mitologico noto per il fatto di rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte. Gli antichi egizi furono i primi a parlare del Bennu, che poi nelle leggende greche divenne la fenice. In Egitto era solitamente raffigurata con la corona Atef o con l'emblema del disco solare. Contrariamente alle "fenici" di altre civiltà quella egizia non era raffigurata come simile né ad un rapace, né ad un uccello tropicale dai variopinti colori, ma era inizialmente simile ad un passero (prime dinastie) o ad un airone cenerino, inoltre non risorgeva dalle fiamme ma dalle acque.
Nei miti greci (ma non solo) era un uccello sacro favoloso, aveva l'aspetto di un'aquila reale e il piumaggio dal colore splendido, il collo color d'oro, rosse le piume del corpo e azzurra la coda con penne rosee, ali in parte d'oro e in parte di porpora, un lungo becco affusolato, lunghe zampe, due lunghe piume — una rosa ed una azzurra — che le scivolano morbidamente giù dal capo (o erette sulla sommità del capo) e tre lunghe piume che pendono dalla coda piumata — una rosea, una azzurra e una color rosso-fuoco —.
SI DICE ANCHE CHE:
L'araba fenice è divenuto il simbolo della morte e risurrezione, si dice infatti "come l'araba fenice che risorge dalle proprie ceneri". Dopo aver vissuto per 500 anni, la Fenice sentiva sopraggiungere la sua morte, si ritirava in un luogo appartato e costruiva un nido sulla cima di una quercia o di una palma.
Qui accatastava le più pregiate piante balsamiche, con le quali intrecciava un nido a forma di uovo — grande quanto era in grado di trasportarlo (cosa che stabiliva per prove ed errori). Infine vi si adagiava, lasciava che i raggi del sole l'incendiassero, e si lasciava consumare dalle sue stesse fiamme.
Per via della cannella e della mirra che bruciano, la morte di una fenice è spesso accompagnata da un gradevole profumo. Dal cumulo di cenere emergeva poi una piccola larva (o un uovo), che i raggi solari facevano crescere rapidamente fino a trasformarla nella nuova Fenice nell'arco di tre giorni, dopodiché la nuova Fenice, giovane e potente, volava ad Eliopoli e si posava sopra l'albero sacro, per altro si dice anche che dalla gola della Fenice giunse il soffio della vita (il Suono divino, la Musica) che animò il dio.
Ma nella antica tradizione riportata da Erodoto, la fenice risorge ogni 500 anni, come riportato da Cheremone, filosofo stoico iniziato ai misteri egizi o da Orapollo vissuto sotto Zenone. La fenice è una delle manifestazioni del sole come interpretato da Sbordone che riporta una grafia tarda del nome di Osiride costituita da un occhio e uno scettro.

Quanti di noi riescono ad essere come l'araba fenice e risorgere dalle proprie ceneri?
Coraggio, cerchiamo di esserlo un po’ tutti, senza dimenticare mai che il bene paga il bene ed il male l'esatto contrario.

giovedì 26 giugno 2014

Filastrocca milanese


La mia mamma mentre me la raccontava segnava le dita della mano ed ora io la racconto a Giuliana
Quest l’è borlàa in del fòss.
Quest l’ha tiràa foeura.
Quest l’ha sugàa giò.
Quest l’ha faa la zopa.
E quest l’ha mangiada tutta.

Tempesta di fulmini su Milano



La zona di Milano che è stata fotografata e' quella del nuovo quartiere di fronte alla Stazione Garibaldi...
Il palazzo al centro con la  "guglia" illuminata è la Unicredit Tower, esattamente alla stazione Garibaldi...
Sulla sinistra della foto si vedono i due palazzi che si chiamano "Bosco verticale" e che hanno molto verde a ogni piano e su ogni balcone. 
Il palazzo che si vede sulla destra, un po' "smussato" in alto è un grattacielo che si trova di fianco a Piazza della Repubblica.
Vista la ripresa, direi che la foto deve essere stata presa da sud verso nord, forse dal centro città. 
(Massimo Pedrazzoli)

http://www.milanotoday.it/cronaca/temporale-pioggia-mercoledi-25-giugno-2014.html

martedì 24 giugno 2014

Un grazie d'oro



Per voi amiche/ci 
la suprema delicatezza 
della gratitudine 
percorrendo 
un po’ di strada insieme 
per condividere 
un sorso di vita. 

Grazie, Grazie, Grazie d'"oro". 
Enrica con Giulio 


I sogni qualche volta si avverano


Madonna della Neve - Sasso di Bordighera
17 giugno- 18 giugno 











Il sogno si è avverato...
due giorni a Bordighera...
dopo tanti anni... 
emozione e gioia...

sabato 21 giugno 2014

Ricordo del mio cinquantesimo anniversario di matrimonio


Forse è vero...dopo 50 anni di matrimonio con Giulio posso scrivere per esperienza 

Forse la nostra storia era destinata a durare perché non era una storia d’amore.
E' una storia di pioggia e di sole, d’attesa e passione, d’amicizia e condivisione, di tempo e costruzione, di sintonia e incomprensione, di silenzi e rumore. 
Non è una storia d’amore. E' una storia. Con dentro l’amore. 
O, forse, è amore. Con dentro una storia.

(cit) Enrica



(I garofani hanno un significato particolare per me; quando ci siamo sposati Giulio, da Bordighera, aveva portato 2000 garofani bianchi per mettere in Basilica...)









20 giugno 1964 - 20 giugno 2014

venerdì 13 giugno 2014

Grazia dell'età...c'è un se...


Non è vero che l'età porti solo stanchezze e rimuginii; forse potrebbe essere il contrario: nuovi empiti, più profondi abbracci, sorrisi più gratuiti e soprattutto tanti memoriali che concretizzano ogni attimo di presenze spesse di spiritualità concrete.
Ma c'è un «se».


Tanta grazia dell'età non è un retaggio dato per anzianità: nelle pregnanze di vita non vale il principio l'«anzianità fa grado», nel senso che basta invecchiare per ritrovarsi arricchiti.
Sono sempre più convinto di quanto scrivevo ne “Le stagioni dell'uomo”:
«Si invecchia come si vive».

Ci si arricchisce andando avanti negli anni se non si spreca l'attimo, ogni momento di vita: cioè, se lo si vive autenticamente, realizzando fino in fondo l'istanza di apertura all'altro che ci ritroviamo continuamente. 
(Balestro)
Enrica e Giulio 50° anniversario di matrimonio 20 giugno 2014

Poesia per mio marito nel 50° anniversario di matrimonio


Enrica a Giulio 

On attim vègn chì, mè car marì
special l’è el penser che gh’hoo pront per tì.
Settemes giò chì vesin in sul sofà,
ona ròba strana te voeuri cuntà

Te see sul balcon, te bagnet i fior
e mì sont adree a dì i mè orazion.
Ona lus improvvisa la m’ha faa sobbalzà,
el mè coeur tachicardic el continoa a rotolà

L’è nò el sô che va denter: l’è on angel coi al
e la soa lus ai oeugg la fa mal.
El splendor del sô l’è nient in confront!
Desmentegaroo mai quèsta vision?

In man el gh’ha on “liber” color de l’argent,
el scriv sù on quaicòss tenerament!
Poeu el gira quèl “liber”: “l’è la nòstra vita!”
- L’è pròppi on tragitt d’amor - infinita...

Gh’è pròppi scritt tutt: felicità e affann,
ròbb brutt e bèi di cinquant’ ann!

Ma i ultim paròll che sù l’ha scrivuu
hinn luster, d’argent e sberlusissen de pù:
“Indoe se piang de giòia e dolor
gh’è semper present el nòster Signor!”

I lagrim sul vis me scorren anmò,
on fior sberlusent el scarliga giò:
l’è la nòstra tosètta! Me ven l’emozion:
l’è pròppi creada dal Sò e nòster amor

Me guardi in gir, gh’è pù nissun, te vedi rivà
e mì credi pròppi che on poo hoo sognà
perchè l’angel che tocchi per mì TE SEE TÌ.
e da cinquant’ ann te see semper chì

Son tant orgogliosa del tò grand amor
Per mì l’è la ròba pussee bèlla al mond
e lassa che incoeu che l’è on dì special
i nòster duu coeur se mètten i al.

E intant che, regina, te stringi, mè re,
me illumini tutta, l’è l’amor per te.
Enrica
(La versione in dialetto è corretta dal prof. Piero Dragan)

TRADUZIONE SOMMARIA
Un attimo, vieni qui, mio caro marito
speciale è il pensiero che ho pronto per te.
Sediamoci vicino qui sul divano
Una cosa strana ti voglio raccontare.

Tu sei sul balcone, e bagni i fiori,
ed io sto dicendo le mie preghiere.
Una luce improvvisa mi fa’ sobbalzare,
il mio cuore tachicardico continua a rotolare.

Non è il sole che sta entrando: è un angelo con le ali
e la sua luce agli occhi fa’ male.
Lo splendore del sole non è niente in confronto!
Dimenticherò mai questa visione?

In mano ha un libro color dell’argento
e scrive qualcosa teneramente.
Poi gira quel libro: “E’ la nostra vita!”:
è proprio un cammino d’amore infinita…

C’è proprio scritto tutto: felicità ed affanni
cose brutte e belle di cinquant’anni!

Ma le ultime parole che su ha scritto
sono lucide, d’argento e luccicano di più:
“dove si piange di gioia e dolore
c’è sempre presente nostro Signore”.

Le mie lacrime sul viso scorrono ancora,
un fiore luccicante gli scivola giù:
è la nostra bambina! Mi prende emozione
è proprio creata dal Suo e nostro amore!

Mi guardo intorno, non c’è più nessuno, ti vedo arrivare
ed io credo che un po' sognato!
Perché l’angelo che tocco per me sei tu
e da cinquant’anni sei sempre qui.

Sono tanto orgogliosa del tuo grande amore
Per me è la cosa più bella del mondo
E lascia che oggi che è un giorno speciale
I nostri due cuori mettano le ali.

Ed intanto che, regina, ti stringo mio re
mi illumino tutta: è l’amore per te

enrica

Benedizione per il nostro 50° anniversario di matrimonio


BENEDIZIONE DA SPAGNA PER LA PIÙ BELLA COPPIA! 
O Dio, che hai innalzato a dignità così grande 
l'indissolubile patto coniugale, 
da renderlo segno sacramentale delle nozze 
del Cristo tuo Figlio con la Chiesa, 
guarda questi sposi ENRICA e GIULIO
uniti nel vincolo santo, 
che implorano il tuo aiuto 
per la materna intercessione della Vergine Maria; 
fa' che attraverso le vicende della vita 
si sostengano con la forza dell'amore 
e si impegnino a custodire 
l'unità dello spirito nel vincolo della pace; 
godano, Signore, della tua amicizia nella fatica, 
del tuo conforto nella necessità, 
e riconoscano in te la fonte e la pienezza della vera gioia.
Per Cristo nostro Signore. 
R. Amen.
E la benedizione di Dio onnipotente, 
Padre e Figlio X e Spirito Santo, 
discenda su di voi, e con voi rimanga sempre.
R. Amen.
E anche benedizione particolare per la carina Giuliana!!!
 (Padre Constantino)
— foto 1964 presso Basilica S. Stefano- Sesto S. Giovanni.

Vinci sempre


e se non vinco?

Il cuore ha le sue ragioni



Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce. 
(Blaise Pascal)

Dice il filosofo che è il cuore, dunque, a porre le basi per il ragionamento, perché grazie alla sua facoltà di intuizione, riesce a recepire spazio e tempo, e a cogliere ogni cosa nella sua completezza, senza l'ausilio di processi ragionati o quant'altro: l'essere umano, ad esempio, viene considerato dal cuore come essere affascinante e divino; dalla ragione, invece, come animale che segue un ritmo biologico immutabile.

Togliere il "resto"


Una volta domandarono a Michelangelo come facesse a scolpire opere così magnifiche. “Quando guardo un blocco di marmo, ci vedo la scultura dentro. Tutto quello che devo fare è togliere il resto intorno”.

Questo è il punto centrale della nostra vita. Quest’opera d’arte rimane nascosta da anni di paure, colpe, indecisioni. Ma se decidiamo di togliere il resto, se non dubitiamo delle nostre capacità, possiamo portare avanti la missione che ci è stata assegnata.

(Paulo Coelho)

giovedì 5 giugno 2014

Vecchi - Bambini



Io non credo all'età.
Tutti i vecchi portano negli occhi un bambino,
e i bambini a volte 
ci osservano come saggi anziani.
(Pablo Neruda)

I fiori sono come i nostri progetti


Le piante e i fiori 
sono come i nostri progetti: 
alcuni non si sviluppano, 
altri crescono 
quando meno ce l'aspettiamo.

R. Battaglia  




 dal nostro balcone di Sesto S. Giovanni.

Calma e silente notte



Calma e silente notte...
Notte di stelle, notte di poesia. 
Notte di quiete, notte di affetti
Notte d'amore, notte di solitudine...
Notte per esprimere un desiderio 
con la stella cadente di questa foto. 

Enrica 
(fine maggio 2014 - foto De Nicola – Bordighera)

Bellezze celate...pavone bianco



“Il bello è una manifestazione 
di arcane leggi della natura, 
che senza l'apparizione di esso 
ci sarebbero rimaste 
eternamente celate.

(Goethe)


La gente è abituata a vedere pavoni che mostrano i cappotti e le code di splendidi colori, ma un pavone bianco è rara. Alcuni dei significati che diverse società si associano con uccelli multicolori includono nobiltà, l'orientamento, la bellezza e la fedeltà. Gli stessi attributi sono associati con pavoni bianchi, ma gli esseri umani li attribuiscono anche ad altre forme di simbolismo a causa del suo tono.

L'Ordine del Pavone Bianco

Secondo il sito web My Potere Animali, l'Ordine del Pavone Bianco è un antico ordine di sciamani che scendevano dal pianeta Venere. Sia il pavone bianco come altamente venerato sciamano, chiamato Signore Sananda, sono considerati i simboli di tale ordine. Gli uccelli sono visti come protettori, come si custodiscono il tempio di Venere e gridano al fine di avvisare l'utente quando qualcuno si avvicina.

Gesù Cristo

Opere d'arte cristiana, come dipinti e mosaici, pavoni bianchi usano per rappresentare Gesù Cristo. Questo accade perché il pavone è considerato un simbolo di morte, risurrezione e la vita eterna, concetti direttamente associate con Cristo. L'uccello si riferisce anche agli attributi di Cristo, come regalità, la gloria e l'immortalità. Il suo colore bianco è il tuo santo spirito.

Coscienza Cristo

Il termine "coscienza di Cristo" si riferisce alla luce, il che significa che una persona è consapevole dei pensieri e delle paure proiettate dal suo ego, ma non li accetta come tuo vero stato d'essere. Il pavone bianco non è solo Gesù Cristo, il suo colore rappresenta il risveglio, la spiritualità e la luce insieme con la purezza di intenti di una persona e la sua fede in Dio..

"Cantico dei Cantici"

Un pavone bianco che appare nel libro "Cantico dei Cantici" di Toni Morrison, svolge diversi significati per i personaggi chitarra e Lattaio. L'uccello rappresenta il lusso, come rivelato quando scoprono una scorta di oro. Ma mostra anche le insidie ​​di avidità, la vanità e l'orgoglio, poiché Chitarra osserva che il pavone "ha troppa coda. Tutti quei gioielli non rimpianto". L'uccello senza volo simboleggia anche come anima lattaio soffre sotto il peso dei loro problemi.
http://multiscatola.com/portale/tempo-libero-e-sport/simbolismo-del-pavone-bianco.php
Pavone bianco: mantello completamente bianco, in cui la coda del maschio somiglia ad uno splendido pizzo. Punto debole di questa varietà è l'eccessiva consanguineità, che la rende sensibile alle malattie e al clima instabile.


lunedì 2 giugno 2014

Cerchiamo sempre di mantenere il matrimonio felice...


Mentre mia moglie mi serviva la cena , le presi la mano e le dissi:''Devo parlarti''.
Lei annui e mangiò con calma. La osservai e vidi il dolore nei suoi occhi....quel dolore che all'improvviso mi bloccava la bocca...Mi feci coraggio e le dissi:''Voglio il divorzio''.Lei non sembrò disgustata dalla mia domanda e mi chiese soavemente: '' Perché?''.Quella sera non parlammo più e lei pianse tutta la notte.
Io sapevo che lei voleva capire cosa stesse accadendo al nostro matrimonio, ma io non potevo risponderle ....aveva perso il mio cuore a causa di un'altra donna ...Giovanna!
Io ormai non amavo più mia moglie...mi faceva solo tanta pena...mi sentivo in colpa, ragion per cui sottoscrissi nell'atto di separazione che a lei restasse la casa, l'auto e il 30% del nostro negozio.
Lei quando vide l'atto lo strappò a mille pezzi!
''Come?! avevamo passato dieci anni della nostra vita insieme ed eravamo ridotti a due perfetti estranei?!''.
A me dispiaceva tanto per tutto questo tempo che aveva sprecato insieme a me ...per tutte le sue energie....però non potevo farci nulla...io amavo Giovanna!
All'improvviso mia moglie cominciò a urlare e a piangere ininterrottamente per sfogare la sua rabbia e la sua delusione....l'idea del divorzio cominciava ad essere realtà.
Il giorno dopo tornai a casa e la incontrai seduta alla scrivania in camera da letto che scriveva...non cenai e mi misi a letto...ero molto stanco dopo una giornata passata con Giovanna.
Durante la notte mi svegliai e vidi mia moglie sempre lì seduta a scrivere...mi girai e continuai a dormire.
La mattina dopo mia moglie mi presentò le condizioni affinché accettasse la separazione.
Non voleva la casa, non voleva l'auto, tantomeno il negozio...SOLTANTO UN MESE DI PREAVVISO..quel mese che stava per cominciare l'indomani.
Inoltre voleva che in quel mese vivessimo come se nulla fosse accaduto!Il suo ragionamento era semplice : ''Nostro figlio in questo mese ha gli esami a scuola e non e' giusto distrarlo con i nostri problemi''.Io fui d'accordo però lei mi fece un ulteriore richiesta.
“Devi ricordarti del giorno in cui ci sposammo , quando mi prendesti in braccio e mi accompagnasti nella nostra camera da letto per la prima volta...in questo mese però ogni mattina devi prendermi in braccio e devi lasciarmi fuori dalla porta di casa ''.
Pensai che avesse perso il cervello , ma acconsentii per non rovinare le vacanze estive a mio figlio per superare il momento in pace.
Raccontai la cosa a Giovanna che scoppiò in una fragorosa risata dicendo: ''Non importa che trucchi si sta inventando tua moglie...dille che oramai tu sei mio...se ne faccia una ragione!''.
Io e mia moglie era da tanto che non avevamo più intimità, così quando la presi in braccio il primo giorno eravamo ambedue imbarazzati ....nostro figlio invece camminava dietro di noi applaudendo e dicendo:
''Grande papà, ha preso la mamma in braccio!''.
Le sue parole furono come un coltello nel mio cuore....camminai dieci metri con mia moglie in braccio ....lei chiuse gli occhi e mi disse a bassa voce:''Non dirgli nulla del divorzio ..per favore...
Acconsentii con un cenno , un po' irritato, e la lasciai sull'uscio.
Lei uscì e andò a prendere il bus per andare al lavoro.
Il secondo giorno eravamo tutti e due più rilassati ...lei si appoggiò al mio petto e..potetti sentire il suo profumo sul mio maglione.
Mi resi conto che era da tanto tempo che non la guardavo ....
Mi resi conto che non era più così giovane...qualche ruga ..qualche capello bianco....!
Si notava il danno che le avevo fatto!ma cosa avevo potuto fare da ridurla così?
Il quarto giorno, prendendola in braccio come ogni mattina avvertii che l'intimità stava ritornando tra noi....questa era la donna che mi aveva donato dieci anni della sua vita, la sua giovinezza, un figlio....e nei giorni a seguire ci avvicinammo sempre più .
Non dissi nulla a Giovanna per rispetto!.
Ogni giorni era più facile prenderla in braccio e il mese passava velocemente.
Pensai che mi stavo abituando ad alzarla , e per questo ogni giorno che passava la sentivo più leggera.
Una mattina lei stava scegliendo come vestirsi...si era provata di tutto, ma nessun indumento le andava bene e lamentandosi disse:''I miei vestiti mi vanno grandi''.
Lì mi resi conto che era dimagrita tanto...ecco perché mi sembrava così leggera!
Di colpo mi resi conto che era entrata in depressione...troppo dolore e troppa sofferenza pensai.
Senza accorgermene le toccai i capelli ...nostro figlio entrò all'improvviso nella nostra stanza e disse :''Papà è arrivato il momento di portare la mamma in braccio (per lui era diventato un momento basilare della sua vita). Mia moglie lo abbracciò forte ed io girai la testa ...ma dentro sentivo un brivido che cambiò il mio modo di vedere il divorzio.
Ormai prenderla in braccio e portarla fuori cominciava ad essere per me come la prima volta che la portai in casa quando ci sposammo...la abbracciai senza muovermi e sentii quanto era leggera e delicata ...mi venne da piangere!
L'ultimo giorno feci la stessa cosa e le dissi:''Non mi ero reso conto di aver perduto l'intimità con te....Mio figlio doveva andare a scuola e io lo accompagnai con la macchina...mia moglie restò a casa.
Mi diressi verso il posto di lavoro ..ma a un certo punto passando davanti casa di Giovanna mi fermai ..scesi e corsi sulle scale...lei mi aprì la porta e io le dissi:''Perdonami..ma non voglio più divorziare da mia moglie...lei mi guardò e disse: Ma sei impazzito? Io le risposi :''No...e' solo che amo mia moglie...era stato un momento di noia e di routine che ci aveva allontanato ..ma ora ho capito i veri valori della vita , dal giorno in cui l'ho portata in braccio mi sono reso conto osservandola e guardandola che dovevo farlo per il resto della mia vita!
Giovanna pianse mi tirò uno schiaffo e entrò in casa sbattendomi in faccia la porta.
Io scesi le scale velocemente, andai in macchina e mi fermai in un negozio di fiori. le comprai un mazzo di rose e la ragazza del negozio mi disse: Cosa scriviamo sul biglietto?
Le dissi:''Ti prenderò in braccio ogni giorno della mia vita finché morte non ci separi''
Arrivai di corsa a casa...feci le scale entrai e di corsa mi precipitai in camera felicissimo e col sorriso sulla bocca......ma mia moglie era a terra ...morta!.
Stava lottando contro il cancro ...ed io che invece ero occupato a passare il tempo con Giovanna senza nemmeno accorgermene.
Lei per non farmi pena non me lo aveva detto, sapeva che stava per morire e per questo mi chiese un mese di tempo...sì un mese...affinché a nostro figlio non rimanesse un cattivo ricordo del nostro matrimonio....affinché nostro figlio non subisse traumi.....affinché a nostro figlio rimanesse impresso il ricordo di un padre meraviglioso e innamorato della madre.

Questi sono i dettagli che contano in una relazione...non la casa....non la macchina....non i soldi...queste sono cose effimere che sembrano creare unione e invece dividono. 
Cerchiamo sempre di mantenere il matrimonio felice...ricordando sempre il primo giorno di questa bella storia d'amore.
A volte non diamo il giusto valore a ciò che abbiamo fino a quando non lo perdiamo.

(tratto da web)