"io sono qui per continuare ad imparare"

Una frase, un ringraziamento, un pensiero, una poesia, una nota citazione, una preghiera, una testimonianza che trattano i temi fondamentali della vita (che chiamerò "riflessioni") possono, qualche volta, tracciare un solco positivo nel cuore e in alcuni casi diventare motivo di stimolo, speranza, conforto, sostegno. Se alle mie "riflessioni" aggiungerete le vostre, condivideremo anche con altri qualche prezioso suggerimento, come meditazione sulla realtà del vivere quotidiano.


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mercoledì 27 febbraio 2013

Che cosa è e come si sviluppa un conclave


CONCLAVE: La riunione dei cardinali convocata allo scopo di scegliere un nuovo Papa.
L'elezione di un Papa è condotto dietro porte chiuse, "conclave" (dal latino cum + clavis: "con chiave").
I cardinali partecipanti al conclave non abbiano alcun contatto con l'esterno. Questa pratica è stata iniziata da Papa Gregorio X nel 1274 per eliminare le interferenze esterne e .apresurar il processo elettorale, dal momento che aveva esteso la propria elezione per quasi tre anni.
Nel 1996, Juan Paul II promulgò "sulla sede vacante la sede apostolica e l'elezione del romano Pontiff", che conferma e richiede la legislazione precedente e ha apportato alcune modifiche minori.
Il Papa è eletto dalla Chiesa di Roma, non il Collegio dei vescovi.
La ragione di questo è che il Papa è il vescovo di Roma. Come tale, è il capo del collegio episcopale e capo della Chiesa.
Quindi il Papa non è il rappresentante dei vescovi. Così come gli Apostoli ha scelto di non Peter, vescovi scelgano di non il Papa.
I cardinali di eleggere il Papa. In particolare sono legati alla Chiesa di Roma in qualche modo: essere dei vescovi della diocesi nei pressi di Roma, essendo membri della curia romana, o inserendo il clero romano. Attualmente la maggior parte dei cardinali è geograficamente distante dalla Chiesa pastori Roma, ma sono allo stesso tempo incorporato nel clero locale di Roma. Ogni Cardinale è fatta al "titolare" di una chiesa di Roma, che succede ad essere pastore onorario. Questo rapporto con Roma conservata la tradizione che viene da primi secoli secondo la quale il clero di Roma, con l'aiuto dei vescovi nelle vicinanze ha scelto il nuovo vescovo di Roma. Allo stesso tempo, il Collegio dei cardinali, con membri provenienti da più di 50 paesi, dice la cattolicità della Chiesa nell'elezione del Papa.
Il conclave deve seguire regole più severe e più dettagliato che governano che possono essere presenti, sono protetti da influenza o interferenze, anche specificato come scrivere e piegare il biglietto. Alcuni reati, come la violazione del segreto, simonia, cedere alla pressione dalle autorità secolari, portano la pena della scomunica.
John Paul II ha stipulato che il caucus deve essere condotta in un'atmosfera di preghiera, libero da interessi mondani. Inoltre invita i fedeli a pregare per l'elezione.-Gli elettori sono i cardinali,-escluso dal conclave i cardinali che hanno raggiunto 80 anni prima della morte di romano Pontefice o il giorno quando il sedile è diventato vacante-
Paolo VI limitate al conclave di 120 cardinali.
John Paul II ha impostato uno leggermente superiore, ma il numero è ridotto rapidamente il numero dei cardinali che si trovano nelle vicinanze degli anni ottanta.-Tutti coloro che entrano in conclave, compreso personale di supporto, deve promettere solennemente "segreto assoluto e perpetuo" anche le note prelevate durante le elezioni deve essere consegnati e bruciati. Nulla che possono dire i cardinali circa l'elezione senza il permesso esplicito del nuovo Papa.-Luogo del Caucaso: la Cappella Sistina in Vaticano.
Questa cappella è famosa anche per gli affreschi che coprono le pareti e il soffitto. John Paul II ha pensato che questa cappella, specialmente il famoso affresco di Miguel Angelo, "Il giudizio universale" offre un ambiente che aiuta a credere in Dio e la responsabilità delle elezioni.-Prima delle elezioni si terranno le conferenze di due cardinali circa i problemi che affliggono la Chiesa e la necessità di un attento discernimento nella scelta del nuovo Papa.
I cardinali dormire all'interno della città del Vaticano, presso la Domus Sanctae Marthae. Da lì essi saranno trasportati ogni giorno nella Cappella Sistina.-L'elezione sarà a scrutinio segreto.
John Paul II ha eliminato la possibilità di elezione per acclamazione e la scelta dalla delegazione (quando i cardinali più delega la scelta a pochi).
John Paul II ritiene che questi due metodi di elezione non si prestano alla situazione attuale.-2/3 dei voti necessari per l'elezione.
Se dopo un numero specifico di voto non riesce la scelta, è possibile scegliere dalla maggioranza semplice dei voti.
-Dopo ogni scrutinio vengono bruciati i biglietti di elezione.
Da Piazza San Pietro la gente osserva il camino. Quando il fumo dei biglietti bruciati va nero, vuol dire non hanno scelto il nuovo Papa. Quando il fumo esce bianco vuol dire che lo ha eletto il Papa. Il fumo bianco è prodotto con l'aggiunta di paglia umida per biglietti che vengono bruciati. Essi poi rintocchi di campane con grande gioia.
-Habemus Papa! (abbiamo un Papa)-Il nuovo prescelto è Papa immediatamente poiché accetta.-Quando il nuovo Papa ha svelato il nome di cui si parla, i cardinali lo dichiararono obbedienza. Si è quindi immediatamente proclamato pubblica
Dimissioni del Papa
I papi hanno tradizionalmente mantenuto l'ufficio petrino fino alla morte. Ma il Papa è libero di dimettersi. In tal caso resta vacante la sede petrino e si deve scegliere un nuovo Papa. Tale possibilità è riconosciuta dal diritto canonico.-Il primo papa che si è dimesso nella storia probabilmente era St Ponziano (230-235), che è stato espulso durante un inseguimento. È stato scelto un altro Papa, ma San Daniele è sopravvissuto il suo successore.
-San Celestino V si dimise nel 1294. Dopo cinque mesi come Papa, ritornò alla vita di eremita che visse prima delle elezioni.-Dimissioni valida deve essere senza alcuna pressione. Nessuna persona o gruppo o un Concilio dei vescovi può imporre le dimissioni del Papa.
Il "fumatas" (fumo annunciando che sono state bruciate voti all'interno del coclave. Il colore del fumo indica se un Papa ha scelto: nero: no / bianco: sì. La carta bruciata prodotta naturalmente nero fumo. Scrutini con paglia umida vengono bruciati per produrre il fumo bianco. Nelle precedenti elezioni, è stato difficile distinguere se il fumo è bianco o nero.
Questa volta, quando viene eletto Papa, fumo bianco sarà il suono delle campane.
Alcuni fatti storici circa l'elezione dei Papi
La sacra scrittura e la tradizione apostolica non specificare una procedura per la scelta del successore di Pietro. I primi papi probabilmente ha scelto i propri successori. Successivamente si è evoluto un processo per eleggere il vescovo di Roma
-Lo storico Eusebio di Cesarea racconta l'elezione di Papa San Fabiano nell'anno 236. Nessuno pensava a Fabian come candidato. Ma, improvvisamente, una colomba atterrò sulla sua testa, e tutti hanno capito che questo era un segno da Dio. È stata l'elezione per acclamazione.
-Nel 1059, Papa Nicolás II decretò che solo i cardinali vescovi sono gli elettori del Papa.
-Il Concilio Lateranense del 1179 ordinò a richiedere due terzi dei voti dei cardinali per essere eletto Papa. Questa tradizione continua.
-L'elezione Papa che più lunga storia ha preso quasi tre anni (1268-1271), fino a quando, stanco di aspettare, le autorità locali sigillate le porte del palazzo dove 18 cardinali riuniti a votare, costringendoli così a completare il processo di elezione. (Rinaldo, Ann. Eccl annuncio annuncio. 1271).
Il nuovo Papa, Gregorio X, che cercano di evitare il ripetersi dell'incidente e legiferato, nel 1274, durante il secondo Concilio di Lione, che gli elettori dovrebbero essere rinchiuso "con chiave" fino a quando non decidono l'elezione. Nella sua costituzione "Ubi Periculum" è usato per la prima volta il termine "conclave" in relazione all'elezione di un Papa.
Le regole di questa costituzione sono stati gravi, imponenti fino ad una dieta ristretta ai cardinali se non ha scelto un Papa prontamente. Alcuni di questi regolamenti cambiati, ma il concetto del conclave è prevalso fino ad oggi.
-Nel XX secolo molti papi hanno apportato modifiche minori.
-Nel 1975, Papa Pablo VI ha emanato alcune modifiche nel suo decreto Romano Pontifici Eligendo.
https://www.facebook.com/constantino.badaprendes

Mi scuso per la traduzione non perfetta. Grazie. Enrica

Ecco cosa prevede il Motus Proprio di Ratzinger
http://roma.notizie.it/ecco-cosa-prevede-il-motus-proprio-di-ratzinger/

Colomba pasquale - significato

La colomba di Pasqua, è un dolce tipico della tradizione gastronomica Pasquale italiana e europea.
Fin dai tempi più antichi, sia all’uovo che alla colomba era. attribuito un forte valore simbolico di pace, rinascita e amore.
Secondo un episodio della Genesi, fu proprio una colomba, con un ramoscello d’ulivo nel becco, a tornare da Noè dopo il diluvio universale per testimoniare l’avvenuta riconciliazione fra Dio e il suo popolo.
Le sue origini nascono verso la metà del VI secolo quando, durante l’assedio di Pavia da parte di Re Alboino, al quale venne offerto un dolce a forma di colomba in segno di pace.
Si narra che dopo un assedio di tre anni, arso da un forte desiderio di vendetta, finalmente Alboino riuscì ad entrare in città, alla vigilia della Pasqua del 572.
Il sovrano, mentre stava decidendo sul destino di Pavia, davanti al suo trono, ubicato nel sagrato della basilica, si presentò a parlare un vecchio artigiano con dei pani dolci a forma di colomba: "Sire, io ti porgo queste colombe quale tributo di pace nel giorno di Pasqua.
All'assaggio i pani risultarono così buoni da spingere il sovrano ad una promessa: "In onore di queste colombe, rispetterò la città e i suoi abitanti".

Un'altra ci parla di San Colombano, un abate irlandese ed ha le sue origini in Lombardia.
Si dice che il Santo giunse a Milano nel 612 e venne ricevuto dalla regina Teodolinda.
Fu preparato un banchetto sontuoso a base di carne e selvaggina ma il Santo rifiutò di mangiare quel cibo ricco perché si trovava durante il periodo quaresimale.
Teodolinda si dimostrò offesa e fu allora che San Colombano disse che avrebbe consumato quei cibi solo dopo averli benedetti.
Alzò la mano e benedisse la tavola imbandita e, mentre le carni si trasformarono in colombe bianche come la tunica dell'abate e volarono via, il pane assunse la forma di colomba.
La regina rimase molto colpita del miracolo e donò a Colombano un vasto terreno vicino a Bobbio dove poi venne eretta l'Abbazia di San Colombano.
La colomba bianca divenne anche il simbolo iconografico del santo dove viene raffigurata sulla sua spalla.
In seguito, agli inizi del Novecento l’azienda Motta lanciò sul mercato un dolce pasquale, fatto con uvetta e canditi e una copertura di glassa fatta di zucchero e pasta di mandorle.
Dino Villani, direttore pubblicitario della ditta, già celebre per i suoi panettoni natalizi, per sfruttare gli stessi macchinari, ideò un dolce simile al panettone, ma destinato alle festività della Pasqua dando al dolce la forma di una colomba.
Luna

Uovo pasquale - significato




"Omne vivum ex ovo", cioè "tutti i viventi nascono da un uovo", è il motto che per secoli ha spiegato il principio che la vita non può avere origine dal nulla. Da esso capiamo quale importanza abbia sempre avuto l'uovo, con la sua forma perfetta, nel nostro immaginario.
In tutto il mondo, l’uovo è il simbolo della Pasqua. Dipinto o intagliato, di cioccolato o di zucchero, di terracotta o di cartapesta, l’uovo è parte integrante della ricorrenza pasquale e nessuno vi rinuncerebbe. Ma quanti di noi conoscono il significato autentico di questo simbolo?
Se quelle di cioccolato o di cartapesta hanno un’origine recente, le uova vere colorate e decorate hanno una storia antichissima, che affonda le sue radici nella tradizione pagana. Simbolo della vita che nasce, l’uovo cosmico è all’origine del mondo: al suo interno avrebbe contenuto il germe degli esseri. Presso i greci, i cinesi e i persiani, l’uovo era anche il dono che veniva scambiato in occasione delle feste primaverili, quale simbolo della fertilità e dell’eterno ritorno della vita. Gli antichi romani usavano seppellire un uovo dipinto di rosso nei loro campi, per propiziarsi un buon raccolto.
Con l’avvento del Cristianesimo, molti riti pagani vengono recepiti dalla nuova religione. La stessa festività pasquale, d’altro canto, risente di lontani influssi: cade, infatti, tra il 25 marzo e il 25 aprile, ovvero nella prima domenica successiva al plenilunio che segue l’eqinozio di primavera. La Pasqua, insomma, si festeggia proprio nel giorno in cui si compie il passaggio dalla stagione del riposo dei campi a quella della nuova semina e quindi della nuova vita per la natura.
Anche in occasione della Pasqua cristiana, dunque, è presente l’uovo, quale dono augurale, che ancora una volta è simbolo di rinascita, ma questa volta non della natura bensì dell’uomo stesso, della resurrezione di Cristo: il guscio è la tomba dalla quale Cristo uscì vivo.
Nella simbologia, le uova colorate con colori brillanti rappresentano i colori della primavera e la luce del sole.
http://www.intrage.it/rubriche/festivita_ricorrenze/lapasqua/storia_uovo/index.shtml

sabato 23 febbraio 2013

Raffinatezza con l'uncinetto

Una tazzina colma d'amore per voi


Scoprire
è la capacità
di lasciarsi disorientare
dalle cose semplici.

Noam Chomksy (linguista e filosofo)

Uomo, non ti esaltare



Uomo, non ti esaltare
al di sopra degli animali:
essi sono senza peccato,
mentre tu,
con tutta la tua grandezza,
contamini la terra.

F. M. Dostoevskij

venerdì 22 febbraio 2013

Preghiera per mio figlio



Dammi un figlio, Signore,
che sia abbastanza forte
da riconoscere la sua debolezza
e abbastanza coraggioso
da affrontare se stesso davanti alla paura.
Dagli la forza di restare in piedi,
dopo una sconfitta onorevole,
così come la forza di restare umile
e semplice dopo la vittoria.
Dammi un figlio, Signore,
in cui i desideri non rimpiazzino le azioni,
un figlio che conosca Te e sappia
conoscere se stesso.
Fa che percorra, Te ne prego,
non il sentiero dell’agiatezza
e della comodità,
ma quello dello sforzo e della sfida
nella lotta contro le difficoltà.
Insegnagli a tenersi dritto nella tempesta,
ma ad avere comprensione per coloro
che sono deboli.
Dammi un figlio che abbia un cuore puro
e un ideale elevato,
un figlio che sappia dominarsi prima
di voler dominare gli altri,
un figlio che sappia ridere
senza dimenticare come si fa a piangere,
che avanzi verso il futuro
senza dimenticarsi il passato.
E dopo tutto questo Signore,
dagli, Te ne prego, il senso dell’umorismo,
così che viva con serietà, ma sappia
guardare se stesso senza mai prendersi
troppo sul serio.
Dagli l’umiltà che gli ricordi sempre
la semplicità della vera grandezza,
l’apertura di spirito della vera sapienza,
e la dolcezza della vera forza.
E allora io, suo padre, potrò mormorare.
“Non ho vissuto invano”.
Douglas MacArthur

Fede-Miracolo


Scriveva Franz Werfel:
“per chi ha fede
nessun miracolo è necessario,
per chi non ha fede
nessun miracolo è sufficiente”.

mercoledì 13 febbraio 2013

Una lettera e una foto contestata...

Alessandro Di Meo, il fotoreporter dell'Ansa autore dello scatto, spiega: «Stava arrivando un temporale. Ho visto il primo fulmine e mi sono spostato sotto il colonnato. Mentre pulivo la lente dalla pioggia», prosegue Di Meo nel suo raccont...o, «un primo fulmine ha colpito la cupola. Ho provato ancora diverse volte finché un fulmine ha colpito la cupola proprio mentre scattavo». Di Meo rivela anche i dati tecnici dello scatto, dopo 40 minuti di appostamento: la macchina fotografica era appoggiata su una transenna e non sul cavalletto. Tempo di esposizione 8 secondi, diaframma 9 e 50 Iso di sensibilità, impostazione manuale. «Montavo un obiettivo grandangolare che mi permetteva di includere tutta la basilica nell'inquadratura».



"IL NOSTRO CUORE NON SI E' PERDUTO..." ecco la lettera di Suor Maria Gloria Riva, pubblicata sul sito www.culturacattolica.it
martedì 12 febbraio 2013
Una lettera dedicata al Santo Padre e a tutti quelli che, come noi adoratrici, sentono questa notte più buia. Il fulmine che ha rischiarato il cielo di Roma, oggi 11 febbraio, mi ha fatto ripensare alla lacrima che cade sul Calvario nel film di Mel Gibson. Siamo sotto la croce, con il Papa. Come fu la Vergine Maria in quell'.ora.
Caro Papa,
questa notte è più scura del solito, qui nella piccola regione del Montefeltro, dove mi trovo.
Ero presente in piazza San Pietro, per puro caso, quel 19 aprile 2005, quando fu annunciato il fatidico: «Habemus Papam!». Il mio cuore impazziva di gioia – allora -per la nomina di Joseph Ratzinger a vescovo di Roma e capo della Chiesa Universale.
Oggi questo stesso cuore è sgomento. Incredulo, eppure grato a Dio.
Sono rimasta profondamente colpita dal fulmine caduto sulla cupola di San Pietro e immortalato in una foto, in questa medesima sera che appare al mio cuore, e al cuore di molti, più buia e deserta del solito.
Mi ha colpito quel fulmine perché mi è parso un segno analogo a quello della lacrima di Dio Padre precipitata sul Calvario, nel Film di Mel Gibson.
Si, quel fulmine mi è parso il segno di un Dio che si straccia le vesti per la fine di un giusto! Ho sentito tutto il dolore, lo strazio e la sofferenza che deve aver accompagnato questa decisione e ho sentito in essa lo strazio, il dolore e la sofferenza di Cristo.
Perdonami caro Papa, so che non sono pensieri degni della tua Santità eppure mi riempie di rabbia e di sdegno – e mi consola quel fulmine perché sento in esso lo sdegno del Cielo- per tutto ciò che ci ha portato a questo punto. Per tutti quelli che in quest’ora grave, dove la Chiesa vive con il fiato sospeso la profonda dignità di questo tuo gesto, saranno esultanti e crederanno di aver visto giusto nel criticare le tue parole e le tue posizioni. Mi disgusta pensare che alcuni già giocano ad indovinare chi sarà il successore di Pietro dopo quel fatidico 28 febbraio. Mi sembra una follia che si possa continuare, noi cristiani a vivere, mangiare e dormire, mentre sarebbe necessario rispondere a questo segnale con le ginocchia incollate al suolo pregare, pregare, pregare. Che il Cielo non chiuda la sua grazia! Che Dio non ci lasci in balia delle nostre sconsiderate scelte! Che quanti hanno contraddetto in pensieri, parole ed opere, la voce di Sua Santità il Papa, si pentano, si ravvedano. Che non restino ciechi, che non credano sia data loro, finalmente, senza Papa Ratzinger, la possibilità di edificare una Chiesa moderna, progressista. Senza Dio.
Vorrei piangere tutte le mie lacrime perché so, caro Papa che giurerò obbedienza al prossimo vescovo di Roma. Lo farò benché tema i giorni di quella scelta. Lo farò perché questo tu ci hai insegnato con la Parola, con la vita e con l’esempio. Pregavo molto perché Dio concedesse lunga vita la Papa e mai avrei potuto immaginare di vivere questo evento così drammatico e importante. Ma chi obbedisce al Papa, obbedisce a Dio. Obbedisco anche ora di fronte alle tue dimissioni. Sento che ci stai insegnando ancora qualcosa, che stai gridando con la tua vita la passione per la barca di Pietro inghiottita dalla burrasca. Non puoi più stare al timone, pena l’incolumità del gregge, ma ti sei messo così a poppa, pronto a ricevere gli insulti di coloro che non potranno capire.
Tu, nel concistoro di oggi, hai chiesto perdono per i tuoi limiti. Siamo noi che dobbiamo chiederti perdono per tutte le corbellerie dette sul tuo conto. Per le immagini oscene che si scoprono in internet quando si effettua una innocua ricerca; per la vile ironia del titolo: “il pastore Tedesco”. Per le oscenità dette su twitter. Per tutte le volte che non ti abbiamo capito. Per le accuse di omofobia rivolte a te, che ami tanto quest’umanità allo sbando. Ti chiedo scusa per quanti approfittando della tua fiducia ti hanno portato a compiere passi falsi che hanno indebolito la tua autorità di fronte all’opinione pubblica! Ti chiedo scusa per quelli che oggi ridono. Domani, piangeranno.
In una tarda serata di qualche mese fa mi trovavo di nuovo, in piazza san Pietro. Ero con il naso all’insù mirando la tua finestra. La luce era ancora accesa e i vetri ardevano di luce gialla, intensa e calda. Mi si è stretto il cuore pensando che la maggior parte dei padri anziani, qui in questa giungla che è il mondo, a quell’ora sono già riposare. Protetti da una compagine familiare che sorregge la loro vecchiaia. Le tue spalle curve invece hanno portato indomite fino ad ora, il peso incredibile di una Chiesa sferzata dai venti più gagliardi.
Quando Giovanni Paolo II era visibilmente sofferente e malato, il chiacchiericcio dei maldicenti gridava allo scandalo: dovrebbe dimettersi un uomo così! Ora questo stesso manipolo di smemorati grida allo scandalo per le tue dimissioni e vede in quel fulmine il presagio dell’inferno.
Caro Papa, io sono con te. Noi monache dell’Adorazione Eucaristica siamo con te. Sei stato per noi un compagno di viaggio, un fratello, un padre. Sei ancora per noi un esempio. Comprendo ora perché questa notte è così buia: anche il Cielo si è chinato di fronte alla tua grandezza d’animo e ha spento le stelle perché la tua potesse brillare di più nei nostri cuori.

martedì 12 febbraio 2013

Stella Alpina (Edelweiss)



La stella alpina o Leontopodium alpinum è la regina dei fiori montani. Sino a una dozzina di anni fa era molto raro, definito "in via di estinzione" nel 1982. Oggi, per fortuna, sta tornando a diffondersi sulle montagne e non è raro trovare distese di centinaia di fiori nei pascoli più alti e ai piedi delle vette ma la si può osservare anche lungo i sentieri più battuti.
Singolare in questa pianta appartenente alla famiglia delle Composite (Asteracee) è il fatto che quello che normalmente viene considerato "il fiore" in realtà sia solo una rosetta di foglioline (bratte foliari) rese bianche dalla fitta selva di peli che le ricopre. Sembrano petali di un fiore perché sono molto più chiari delle altre foglie che si trovano alla base e sul fusto e perché sono disposte a raggio attorno ad alcuni capolini tondeggianti (il vero "fiore" della stella alpina) sulla sommità dello scapo fiorito.
Cresce nei pascoli magri di alta quota; si trova più facilmente su rocce calcaree ma non è rara anche in ambienti di rocce silicee a quote comprese fra gli ottocento ed i tremila metri.
Fiorisce normalmente fra luglio e settembre.
Nonostante l'aspetto faccia pensare il contrario, in realtà la Stella Alpina è una pianta proveniente da zone calde ed aride: la densa pelosità non serve a proteggerla dal freddo ma dall'eccessiva traspirazione, lo stesso adattamento che si trova in altre piante di zone aridissime.

http://www.flickr.com/photos/giovanni_novara1/5007759209/

Secondo una leggenda svizzera questo fiore sarebbe stato un tempo una fanciulla così bella, pura e nobile di animo che, sebbene desiderata da molti cavalieri, non incontrò mai nessuno degno di diventare suo sposo. Quando morì, ancora non sposata, fu trasportata sulle vette più eccelse delle montagne e trasformata in un fiore che fu chiamato Edelweiss (che significa nobile bianco) e che nasce in luoghi inavvicinabili per gli esseri umani. Poiché dunque per raccogliere questo fiore occorre fatica e coraggio, la frase "cogliere Edelweiss” divenne, per gli Svizzeri, sinonimo dell’ottenimento del più alto e nobile onore che un uomo mortale possa conquistare.

Fulmine in Vaticano

Benedetto XVI lascia il pontificato. La notizia arriva all'improvviso nelle redazioni dei giornali, alle 11.46 dell'11 febbraio con un lancio di agenzia battuto dall'Ansa.



Dal 28 febbraio 2013 la Sese di San Pietro sarà vacante e verrà convocato il conclave.
Questo l'annuncio di Benedetto XVI:
"Carissimi fratelli, vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza ch......e le mie forze, per l'età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell'animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l'elezione del nuovo Sommo Pontefice. Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l'amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell'eleggere il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio".



Nella storia della Chiesa sono cinque i pontefici che hanno abdicato, per scelta o per costrizione: Clemente I, papa Ponziano, Benedetto IX, Celestino V e Gregorio XII. L’ultimo fu appunto Gregorio XII nel 1415. Il diritto canonico per le dimissioni del Papa prevede che “nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti”. Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa del Vaticano, ha spiegato che l’annuncio di Benedetto XVI è stato fatto nel rispetto di quanto previsto dal diritto canonico. Lombardi ha detto anche che negli ultimi tempi era stato “notato un certo stato di stanchezza del Papa” e che ci si aspetta di eleggere un nuovo Papa nel mese di marzo, di certo entro Pasqua.

sabato 9 febbraio 2013

Il mio e vostro Blog



12 febbraio 2013 - terzo anno del mio e vostro Blog
Grazie…agli amici che hanno saputo cogliere di me quella parte a molti sconosciuta.
A tutti voi che per scelta o per caso siete entrati nella mia vita un abbraccio immenso!
Le vostre parole sono giunte al mio cuore con la delicatezza di un battito d'ali di farfalla e immensamente avvolgenti.
Sono le piccole cose che avvicinano le persone, semplici cose piene di emozioni che danno alla vita sapori e colori nuovi, che fanno rivivere e vivere emozioni, che regalano un nuovo senso alla vita!
Ma sono solo le persone speciali a rendere i momenti speciali!
Vi voglio bene e grazie per aver reso indimenticabili e unici questi tre anni nella splendida cornice del mio e vostro blog.
Nel continuo…con voi: Enrica

Dirigere e suonare tra le stelle...

Enrica e Giulio uniti nel dolore ai nipoti Sonia con Luciano, Silvia e Donatella.



Tu Franco
eri montagna e musica,
un gigante di pietra,
col cuore bambino
e una calma antica.
Impossibile dire dove l’uomo finiva
e in quale frammento
iniziasse la roccia e la musica.
Le montagne formate da note musicali
non cadono mai.
Di quando in quando
lasciano scivolare una melodia celestiale,
per permettere a noi (gente di poca fede)
di alzare lo sguardo.
Loro invece se ne stanno fisse lassù,
tra orizzonti infiniti, continuando,
a dirigere e suonare tra le stelle.

 

venerdì 8 febbraio 2013

Una conchiglia per te



Dentro di me una voce sussurra:
“Che bella fotografia”...
e qualcosa di grande
entra nel mio animo...
e il mio cuore spalancato,
come questa conchiglia,
racchiude la gioia
da condividere con voi.
Enrica

mercoledì 6 febbraio 2013

Sono della generazione...



"Sono della generazione
del Per Favore,
Buon Giorno,
Buona Sera,
Arrivederci e Grazie,
del rispetto per gli Anziani,
del chiedere Permesso.
Di Salutare con un Sorriso,
di Amare le persone per quello che sono
non per quello che hanno o mi danno.
Mi hanno insegnato
a trattare bene le persone.
Se sei di questa generazione
e ti piace come ti hanno educato,
ripeti nel tuo cuore “Grazie".

Piccoli momenti.

(un bel dipinto di Rodriguez)

Sono i piccoli momenti
a riempire la nostra vita.


Sono i piccoli momenti
a regalarci le più belle emozioni.

Sono i piccoli momenti
che si fissano negli eterni ricordi.

Basta un istante per rallegrare i nostri cuori.

(Fantos)

lunedì 4 febbraio 2013

Mandorlo in fiore


  
“La quercia chiese al mandorlo:
Parlami di Dio!
E il mandorlo fiorì”
(Nikos Kazantzakis )

All'inizio del mese di febbraio in varie zone della Sicilia e della Calabria si celebra la «festa del mandorlo in fiore» con bellissime danze popolari e sfilate in costume che si concludono con l'offerta in chiesa di grandi fasci di rami fioriti.

Agrigento - La Sagra del Mandorlo in Fiore è ormai un evento storico; nasce infatti nel 1934 a Naro per esaltare la primavera agrigentina regalando una giornata di festa e spensieratezza a tutti i contadini della Valle del paradiso (la valle sottostante il paese di Naro).
In seguito la festa si trasferì ad Agrigento, dove ha acquistato la notorietà di cui gode ancora oggi
La manifestazione ebbe luogo annualmente fino al 1940, quando dovette interrompersi a causa della seconda guerra mondiale, riprendendo poi nel 1948.
Nel 1954 l'evento diviene talmente famoso che le Ferrovie dello Stato per invogliare i turisti a partecipare all'undicesima edizione vendono biglietti per Agrigento a prezzi stracciati.
Nel 1955 per la prima volta la sagra si articola nell’arco di nove giorni.
Ma cos’è che genera questa enorme attrattiva, cosa spinge migliaia di persone a recarsi ogni anno nella Valle dei Templi?
A parte ovviamente l’enorme bellezza del territorio e del patrimonio artistico-culturale della zona, nel mese di febbraio la valle assume un aspetto ancora più magico per la candida fioritura dei mandorli che annuncia il ritorno della primavera, Agrigento diventa il centro dell’unione e dell’amicizia dei popoli.
La festa è un inno alla fratellanza, al superamento di ogni barriera ideologica e razziale e la valle è il punto di ritrovo dei popoli della terra. E’ la festa folkloristica più grande e più famosa del mondo, dove si fondono storia, arte e culture, nella valle incantata sfilano fianco a fianco gruppi folkloristici di tutto il mondo, nazioni, etnie e culture amici o ostili, in quei giorni non esistono guerre e tutti cantano alla pace e alla gioia tra i popoli. Basti pensare che l’evento iniziale di tutta la manifestazione è l’accenzione della fiaccola dell’amicizia dinnanzi al Tempio della Concordia
Ma non è solo questo, durante la sagra del mandorlo in fiore infatti si svolgono anche concerti, concorsi di bellezza (miss primavera), gare tra gli addobbi più belli nei balconi della città, sfilate, spettacoli ed eventi culturali di vario genere sempre all’insegna dell’internazionalità e della valorizzazione delle tradizioni.


sabato 2 febbraio 2013

2 Febbraio - Giorno della Candelora -




"Quando vien la Candelora, dell'inverno semo fora
ma se piove e tira vento, dell'inverno semo dentro"


Questo giorno venne e viene tutt'ora chiamato "Giorno della Candelora", perché vi si benedicono le candele che saranno distribuite ai fedeli. E' un rinnovare l'antica usanza dei romani che durante i festeggiamenti a Giunone Purificata e Giunone Salvatrice correvano per la città portando fiaccole accese.
Nel VII secolo, in occasione della ...festa cristiana, si svolgeva già a Roma una processione notturna con ceri accesi. I fedeli si riunivano a Sant’Adriano da ogni parrocchia della città e confluivano tutti verso Santa Maria Maggiore. Successivamente si instaurò l'usanza della benedizione delle candele a fine processione. Secondo la tradizione, i ceri benedetti erano conservati in casa dai fedeli ed erano accesi anche per placare i violenti temporali, nell’attesa di una persona che non tornava, o che si pensava fosse in grave pericolo, assistendo un moribondo, durante le epidemie o i parti difficili. In quest'ultimo caso abbiamo ancora un retaggio degli usi dell'antica Roma che ci fa ricordare che Giunone era detta anche Lucina, dea della luce, protettrice tra l’altro delle partorienti.
Infine dobbiamo ricordare che a Febbraio ricorre la festa celtica per la purificazione e la rinascita, la festa di IMBOLC (Il termine "Imbolc" in irlandese significa "in grembo", in riferimento alla gravidanza delle pecore, ed è anche il termine celtico per "Primavera".) (Tanogabo)

Presentazione del Signore 2 febbraio

Festa delle luci (cfr Lc 2,30-32), ebbe origine in Oriente con il nome di ‘Ipapante’, cioè ‘Incontro’. Nel sec. VI si estese all’Occidente con sviluppi originali: a Roma con carattere più penitenziale .e in Gallia con la solenne benedizione e processione delle candele popolarmente nota come la ‘candelora’. La presentazione del Signore chiude le celebrazioni... natalizie e con l’offerta della Vergine Madre e la profezia di Simeone apre il cammino verso la Pasqua. (Mess. Rom.)

Martirologio Romano: Festa della Presentazione del Signore, dai Greci chiamata Ipapánte: quaranta giorni dopo il Natale del Signore, Gesù fu condotto da Maria e Giuseppe al Tempio, sia per adempiere la legge mosaica, sia soprattutto per incontrare il suo popolo credente ed esultante, luce per illuminare le genti e gloria del suo popolo Israele.

La festività odierna, di cui abbiamo la prima testimonianza nel secolo IV a Gerusalemme, venne denominata fino alla recente riforma del calendario festa della Purificazione della SS. Vergine Maria, in ricordo del momento della storia della sacra Famiglia, narrato al capitolo 2 del Vangelo di Luca, in cui Maria, in ottemperanza alla legge, si recò al Tempio di Gerusalemme, quaranta giorni dopo la nascita di Gesù, per offrire il suo primogenito e compiere il rito legale della sua purificazione. La riforma liturgica del 1960 ha restituito alla celebrazione il titolo di "presentazione del Signore", che aveva in origine. L'offerta di Gesù al Padre, compiuta nel Tempio, prelude alla sua offerta sacrificale sulla croce.
Questo atto di obbedienza a un rito legale, al compimento del quale né Gesù né Maria erano tenuti, costituisce pure una lezione di umiltà, a coronamento dell'annuale meditazione sul grande mistero natalizio, in cui il Figlio di Dio e la sua divina Madre ci si presentano nella commovente ma mortificante cornice del presepio, vale a dire nell'estrema povertà dei baraccati, nella precaria esistenza degli sfollati e dei perseguitati, quindi degli esuli.
L'incontro del Signore con Simeone e Anna nel Tempio accentua l'aspetto sacrificale della celebrazione e la comunione personale di Maria col sacrificio di Cristo, poiché quaranta giorni dopo la sua divina maternità la profezia di Simeone le fa intravedere le prospettive della sua sofferenza: "Una spada ti trafiggerà l'anima": Maria, grazie alla sua intima unione con la persona di Cristo, viene associata al sacrificio del Figlio. Non stupisce quindi che alla festa odierna si sia dato un tempo tale risalto da indurre l'imperatore Giustiniano a decretare il 2 febbraio giorno festivo in tutto l'impero d'Oriente.
Roma adottò la festività verso la metà del VII secolo; papa Sergio 1 (687-701) istituì la più antica delle processioni penitenziali romane, che partiva dalla chiesa di S. Adriano al Foro e si concludeva a S. Maria Maggiore. Il rito della benedizione delle candele, di cui si ha testimonianza già nel X secolo, si ispira alle parole di Simeone: "I miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti". Da questo significativo rito è derivato il nome popolare di festa della "candelora". La notizia data già da Beda il Venerabile, secondo la quale la processione sarebbe un contrapposto alla processione dei Lupercalia dei Romani, e una riparazione alle sfrenatezza che avvenivano in tale circostanza, non trova conferma nella storia.
Autore: Piero Bargellini

venerdì 1 febbraio 2013

Amore eterno


Per fortuna,
a questo mondo,
c'è sempre qualcuno
che riscatta la malvagità altrui
donando la propria esistenza
in un atto d'amore eterno.

Amare la vita...


Chiunque consideri
 la propria e l'altrui vita
come priva di significato
è non soltanto infelice
ma appena degno di vivere.
(A. Einstein)