"io sono qui per continuare ad imparare"

Una frase, un ringraziamento, un pensiero, una poesia, una nota citazione, una preghiera, una testimonianza che trattano i temi fondamentali della vita (che chiamerò "riflessioni") possono, qualche volta, tracciare un solco positivo nel cuore e in alcuni casi diventare motivo di stimolo, speranza, conforto, sostegno. Se alle mie "riflessioni" aggiungerete le vostre, condivideremo anche con altri qualche prezioso suggerimento, come meditazione sulla realtà del vivere quotidiano.


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martedì 23 febbraio 2016

Fedeltà all'Amicizia e all'Amore

Signore, insegnami la fedeltà.
All'amicizia.
All'amore.
Perché senza fedeltà non vi è amicizia.
Non vi è amore.

Essere fedeli è saper condividere ogni istante della vita.
Spalancare le porte più segrete della propria anima.
Mettere in comune il bene che è in noi.
E anche il male.

Perché vi sono semi di vita,
nel nostro cuore,
incapaci di fiorire senza il calore dell'amicizia.
Dell'amore.

Ma vi sono anche germi di morte,
dentro di noi,
che non possiamo superare da soli.
Germi di morte sui quali solo l'amicizia e l'amore
riportano vittorie durature.

Signore, insegnami la fedeltà.
La fedeltà della speranza.
Della certezza che l'altro capirà,
un giorno,
quel che oggi ancora non riesce a cogliere.

Insegnami la fedeltà
del crescere insieme.
Del cercare insieme.
Rinnovando ogni giorno la propria adesione all'altro.
La propria fiducia.
Accettandolo e amandolo com'è.
Ma senza rassegnarsi alla mediocrità.

Insegnami che la fedeltà è restare se stessi.
Sviluppare la propria personalità,
a contatto con l'altro,
rispettando l'altro.

Sempre aperti
alle sue esigenze interiori,
alle sue intuizioni.
Accettandosi diversi.
E perciò complementari.

Signore, insegnami che la fedeltà non è un museo,
creato per mantenere intatti i sentimenti del passato.
Ma una forza viva in costante evoluzione.
Un riscoprirsi ad ogni istante in maniera nuova.

La mia fedeltà di oggi non può più essere quella di ieri.
E non ancora quella di domani.
Perché noi non siamo più quelli di ieri.
Non ancora quelli di domani.
Ed è all'amore di oggi che voglio essere fedele.
Pur proiettata in quello di domani.

Insegnami che la fedeltà non è surgelare
i sentimenti del passato,
per essere sicuri di ritrovarli intatti.
Mentre tutto cambia.
Dentro di noi. Intorno a noi.

Signore, insegnami che la fedeltà
è scegliersi di nuovo ogni giorno.
Scoprire dentro di noi strade inesplorate.
Vivere insieme,
non l'amore di ieri,
ma quello di oggi.
Amarsi,
non per le ragioni di ieri,
ma per quelle di oggi.

Signore, insegnami che la fedeltà
non può essere chiusa,
soffocata, in schemi, in strutture.
La fedeltà s'inventa momento per momento.
Scoprendo che l'amore, se è vero,
ha sempre nuove esigenze interiori.

Signore, insegnami che la fedeltà non s'impone.
Né con contratti né con costrizioni.
La fedeltà è libera.
E' vera.

Solo chi sa di poter tradire è veramente fedele.
Perché la sua fedeltà non è una catena,
ma una scelta rinnovata ogni giorno.

Tratto da “l’anima cammina su tutti i sentieri”
La voce della scuola apostolica - Albino – giugno 1975

(Garofano bianco: simbolo della fedeltà e di un amore reciproco)

Manifestare la propria vocazione


Le persone eccezionali manifestano la propria vocazione nel modo più lampante e forse da questo dipende il fascino che esse esercitano. Forse, anzi, sono eccezionali perché la loro vocazione traspare con tanta chiarezza e perché esse vi aderiscono con tanta fedeltà. James Hillman 
Emoticon heart
[vo-ca-zió-ne] inclinazione naturale verso un’arte, una professione, un genere di studi ecc. : una forte vocazione all’insegnamento, per la letteratura; In ambito non religioso, si parla di vocazione per indicare una tendenza innata nell'individuo che lo porta più facilmente a fare alcune cose piuttosto che altre, sente un trasporto interiore. Ci sono medici, architetti che già in tenera età manifestano questo trasporto verso una specifica attività ed è questa che viene chiamata appunto vocazione.fa il suo lavoro per vocazione- chiamata.

martedì 16 febbraio 2016

Santa Giuliana di Nicomedia 16 febbraio



Santa Giuliana di Nicomedia Vergine e martire 16 febbraio

Nacque intorno al 285 a Nicomedia, oggi Izmit, in Turchia. Nella sua famiglia d'origine era l'unica cristiana. Suo padre in particolare era un seguace zelante delle divinità pagane. All'età di nove anni, sarebbe stata promessa in sposa al prefetto della città, un pagano di nome Eleusio. Secondo gli accordi raggiunti dalle due famiglie, le nozze si sarebbero celebrate quando Giuliana avesse compiuto 18 anni. Ma quel giorno la giovane disse che avrebbe accettato solo se Eleusio si fosse fatto battezzare. Venne quindi denunciata dallo stesso fidanzato come cristiana praticante. Imprigionata, non tornò sulla sua decisione neppure dopo la condanna a morte. Venne quindi decapitata verso il 305, al tempo di Massimiano. L'iconografia la rappresenta spesso insieme ad un diavolo che la tormenta, ma non mancano le raffigurazioni delle torture da lei subite in vita, come l'essere appesa per i capelli o tormentata con il fuoco. (Avvenire)
Etimologia: Giuliana = appartenente alla 'gens Julia', illustre famiglia romana, dal latino
Emblema: Palma
Martirologio Romano: In Campania, santa Giuliana, vergine e martire.


Secondo il testo delle passiones, Giuliana era la sola della sua famiglia ad appartenere alla religione cristiana e suo padre Africano era seguace zelante delle divinità pagane. Promessa in matrimonio a un pagano di nome Evilasio, essa dichiarò dapprima che avrebbe sposato solo il prefetto della città, ma, accettata questa condizione, ne rimaneva un'altra: ella non voleva sposare un pagano. Evilasio, allora, irritato dalle esigenze della giovane la fece comparire davanti al suo tribunale. Niente riuscí a farla ritornare sulla sua decisione, né i tormenti, né la prigione. Finalmente fu condannata alla decapitazione consumando cosí il suo martirio. Ciò avveniva al tempo di Massimiano, quindi verso il 305.

Si è tentato di spiegare la divergenza dei giorni di celebrazione della festa di Giuliana fra l'Oriente e l'Occidente, proponendo di vedere nella data del 16 febbraio quella del giorno della traslazione (forse la seconda) delle reliquie della santa martire: queste sarebbero prima state trasferite da Nicomedia a Pozzuoli, poi al momento dell'invasione longobarda (verso il 568) sarebbero state messe al sicuro a Cuma, e di là infine nel 1207, il 25 febbraio, sarebbero state trasportate a Napoli. Ciò spiega la diffusione del culto della santa in tutta la regione di Napoli come la sua presenza nel Calendario marmoreo del IX sec. Sarebbe certamente difficile chiarire il problema delle traslazioni parziali che potrebbero giustificare le pretese di numerose chiese d'Italia, di Spagna, d'Olanda e di altri paesi di possedere reliquie di Giuliana.


Autore: 
Joseph-Marie Sauget

sabato 13 febbraio 2016

Sesto anno del mio e vostro blog

Il miglior genere d’amico è quello con cui ti puoi sedere sotto un portico senza dire mai una parola, e a poco a poco sentirti come se avessi fatto la più bella conversazione del mondo....e noi sono sei anni che ci sediamo sotto il "portico" del blog in una bella conversazione che continua con amore.
Grazie cari amici blogghisti da Enrica

lunedì 8 febbraio 2016

San Pio da Pietrelcina (Padre Pio) a Roma

“Ogni giorno è un giorno in più per amare, un giorno in più per sognare, un giorno in più per vivere". 

Semina la gioia nel giardino di tuo fratello; e la vedrai fiorire nel tuo.
San Pio da Pietrelcina (Padre Pio)


- foto presa dal televisore, Rosario in S. Pietro -

Una tazza colma di amore


Menù per ogni mattina: prendere due dita di pazienza, una tazza di bontà, quattro cucchiai di buona volontà, un pizzico di speranza e una dose di buona fede. Aggiungere due manciate di tolleranza e un pizzico di prudenza, qualche filo di simpatia. Una manciata di quella pianticella rara che è l’umiltà, una grande quantità di buon umore. Condire tutto col buon senso e lasciar cucinare a fuoco lento. E sicuramente otterrete una buona giornata.
(don Bepo)