"io sono qui per continuare ad imparare"

Una frase, un ringraziamento, un pensiero, una poesia, una nota citazione, una preghiera, una testimonianza che trattano i temi fondamentali della vita (che chiamerò "riflessioni") possono, qualche volta, tracciare un solco positivo nel cuore e in alcuni casi diventare motivo di stimolo, speranza, conforto, sostegno. Se alle mie "riflessioni" aggiungerete le vostre, condivideremo anche con altri qualche prezioso suggerimento, come meditazione sulla realtà del vivere quotidiano.


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lunedì 31 maggio 2010

Una perla...come sostegno

Cari amici del blog, sto attraversando un momento difficile ed imprevisto, è doveroso chiedere scusa se sarò un po' meno presente nell'inserire i post. Ho ricevuto questo pensiero da mio fratello Cesare come sostegno e lo ringrazio infinitamente. Enrica
Cara Enrica, sono convinto che quanto ti invio qui sotto non farà nulla di...pratico, ma è comunque un ricordarti. Ciao. Cesare


LA PERLA
Disse un'ostrica a una vicina: "Ho veramente un gran dolore dentro di me.
E' qualcosa di pesante e di tondo, e sono stremata".
Rispose l'altra con borioso compiacimento:
"Sia lode ai cieli e al mare, io non ho dolori in me.
Sto bene e sono sana sia dentro che fuori".
Passava in quel momento un granchio e udì le due ostriche, e disse a quella che stava bene ed era sana
sia dentro che fuori:
"Sì, tu stai bene e sei sana; ma il dolore che la tua vicina porta dentro di sé è una perla di straordinaria bellezza".
È la grazia più grande, quella dell’ostrica. Quando le entra dentro un granello di sabbia, una pietruzza che la ferisce, non si mette a piangere, non strepita, non si dispera. Giorno dopo giorno trasforma il suo dolore in una perla: il capolavoro della natura.
(fonte non specificata)

mercoledì 26 maggio 2010

Antica preghiera irlandese

Tutto ha il suo momento, e ogni evento ha il suo tempo sotto il cielo. (Qohelet 3,1)
Trova tempo di pensare:
è la fonte del potere.
Trova il tempo per sognare:
è attaccare il tuo carro ad una stella.
Trova tempo per leggere:
è il fondamento della saggezza.
Trova tempo per l’amicizia:
è la strada della felicità.
Trova tempo per amare
ed essere amato:
è il privilegio degli Dei.
Trova tempo per aiutare gli altri:
la giornata è troppo breve
per essere egoista.
Trova tempo per ridere:
è la musica dell’anima.

lunedì 24 maggio 2010

Non sei sangue del mio sangue

Dopo avere letto il diario che ho scritto per mia figlia nel 1994, Luciano l’ha tradotto, in parte, in una canzone scritta e musicata da lui. Offro a voi il testo di questa canzone come ringraziamento a Luciano.
PER GIULIANA
Cara, piccola bambina, voglio dedicare a te,
questi versi, queste frasi, questa storia di anni fa.
Cara, piccola bambina te lo devo dire, ormai
non sei sangue del mio sangue,
ti adottammo un giorno noi.
Non guardarmi con quegli occhi,
tutto questo è vero sai,
certo rimarrai sorpresa,
so però che capirai ;
tra i colloqui e le domande,
le giornate in tribunale
molto tempo abbiamo atteso
per poterti almen vedere.
Molte volte abbiam pensato che era inutile lottare
molte notti abbiam passato il tuo babbo ed io a pregare.
Io non so che cosa provi una madre dopo il parto
nell’istante che riceve tra le braccia il proprio figlio.
So però quel che ho provato nel vederti quel mattino
ed a stringer tra le braccia quel tuo inerme corpicino,
mi sembravi un pupazzetto, magra e smunta lì nel letto:
non un debole sorriso o una luce sul tuo viso.
Sai la mamma ti ha levato dalla culla proprio come
una bimba in mezzo al prato coglie e guarda il primo fiore
e quel giorno noi piangemmo grosse lacrime di gioia
noi quel giorno rinascemmo a una vita vera e nuova.
Eri molto chiusa in te, eri fredda, senza affetto
segno del tempo trascorso sola per tre anni nel tuo letto.
Ti donammo il nostro amore, rinascesti piano, piano
cominciasti a balbettare e ad alzare la tua mano.
Poi quel giorno,
lo ricordo proprio
come fosse ora
all’età di sette anni,
ci donasti il primo fiore.
Io e tuo padre
ci guardammo,
ti stringemmo
in mezzo a noi
quella tua
manina tesa,
non la
scorderemo mai.
Ecco questa è la tua storia,
“Ma che fai, ora tu piangi?
Cara piccola bambina sono oramai vecchi ricordi.
Luciano per Enrica e Giulio

venerdì 21 maggio 2010

Ascoltare senza fatica - Accogliere con amore

Per Jvonne sperando che la preghiera sia di suo gradimento.
PREGHIERA DELL’ACCOGLIENZA
Aiutami Signore,
ad essere per tutti un’amica,
che attende senza stancarsi,
che ascolta senza fatica,
che accoglie con bontà,
che dà con amore.
Un’amica che si è sempre certi
di trovare quando se ne ha bisogno.
Aiutami ad essere una presenza
sicura a cui ci si può
rivolgere quando lo si desidera,
ad offrire questa amicizia riposante,
che arricchisce con te e per te,
ad irradiare
una pace gioiosa
la tua pace o Signore,
sempre disponibile
e accogliente.
Il tuo pensiero
non mi abbandoni,
per rimanere sempre
nella Tua verità,
e non venire meno
alla tua legge.
Cosi, senza compiere
opere straordinarie,
senza vanagloria,
io possa aiutare
gli altri a sentirti
più vicino, perché la mia anima ti accoglie ad ogni istante.

martedì 18 maggio 2010

Per volare bisogna amare

Ho ricevuto questa poesia da Patrizia. Ve la propongo
Un incontro di parole
e poi il silenzio,
una tempesta
e poi la quiete,
un sogno
e poi il risveglio,
ho vissuto
di parole,
di tempeste
e di sogni
ma ora
tutto tace,
tutto si è fermato,
solo il mio cuore
batte ancora,
non si può vivere
senza respirare
ma per volare
bisogna amare...
anonimo

lunedì 17 maggio 2010

Il Dottore Carità

All'entrata del reparto psichiatrico dove è ricoverata mia figlia c'è un dipinto che raffigura S. Riccardo Pampuri. Io da anni rivolgevo a Lui la  mia preghiera. Sorpresa e consolazione quando ho saputo che Giuliana veniva ricoverata in quel reparto. S. Riccardo continui la Sua protezione su lei e su tutti.
SAN RICCARDO PAMPURI
Erminio Filippo Pampuri, poi Fra Riccardo, nasce il 2 agosto 1897 a Trivolzio (PV). Decimo di undici figli, rimasto orfano della madre a soli tre anni, viene accolto in casa degli zii materni, a Torrino, frazione di Trivolzio. Nelle Chiesa parrocchiale di Trivolzio viene battezzato, riceve il sacramento della Cresima e la Prima Comunione. Nel collegio vescovile Sant’Agostino di Pavia compie gli studi ginnasiali e liceali, si iscrive poi all’università di Pavia ove il 6 luglio 1921 si laurea a pieni voti (110 su 110) alla facoltà di medicina, dopo essere stato militare durante la prima grande guerra mondiale ed avere ricevuto la medaglia di bronzo avendo portato in salvo i medicinali. Dal 1921 al 1927 fu medico condotto a Morimondo donandosi con tanto amore agli ammalati (veniva chiamato “il dottor carità”) e collaborando con il parroco alle varie attività della parrocchia (è segretariato per le missioni, fonda la Banda musicale per i giovani, è animatore delle funzioni liturgiche e delle varie attività parrocchiali, distinguendosi in modo particolare nel condurre giovani ed uomini agli esercizi spirituali).
Nel luglio del 1927 entra nell’Ordine Ospedaliero dei Fatebenefratelli assumendo il nome di Fra Riccardo. Muore a Milano il 1 maggio 1930 all’età di 33 anni.
I funerali si svolgono a Trivolzio nel cui cimitero viene sepolto. Il 16 maggio 1951 il corpo viene collocato nella Chiesa Parrocchiale di Trivolzio.
Giovanni Paolo II lo beatifica il 4 ottobre 1981 e lo proclama santo il 1 novembre 1989.
Attualmente il suo corpo, visibile, è custodito e venerato nella Chiesa parrocchiale di Trivolzio (Pavia). Riccardo Pampuri è il Santo della quotidianità. Il Santo a cui ricorrono i giovani, ma anche gli anziani e gli ammalati per accettare il disegno buono che Dio ha su ciascuno di noi.
San Riccardo Pampuri è festeggiato il 1 maggio (giorno della sua morte). Viene ricordato anche il 16 maggio (giorno della traslazione del suo corpo in Chiesa).
(Tratto da :http://www.sanriccardopampuri.it/4ante.pdf)
Ai medici, suoi colleghi, egli rivolge l'appello che svolgano con impegno la loro delicata arte, animandola con gli ideali cristiani, umani, professionali, perché sia un'autentica missione di servizio sociale, di carità fraterna, di vera promozione umana. A coloro che scivolavano in recriminazioni del prossimo diceva: "La mia casa è aperta a tutti, in essa però non devono entrare le critiche".
Chi ha fatto conoscere in questi ultimi 10 anni S. Riccardo è stato Mons. Giussani che l’ha proposto quasi a immagine vivente di ciò che gli stava più a cuore.
Durante il Meeting dell'Amicizia a Rimini viene presentata la mostra su S. Riccardo dal titolo "Era necessario che l'eroico diventasse quotidiano e il quotidiano diventasse eroico".

PREGHIERA A SAN RICCARDO
San Riccardo hai camminato
un tempo per le strade
della nostra terra,
hai pregato nel silenzio
delle nostre chiese,
hai servito con amore
ed intelligenza gli
ammalati nelle nostre
case, sei stato
accogliente verso
ogni persona che ti
ha cercato. Oggi, come
un tempo i tuoi malati,
anch'io ti cerco e mi
rivolgo a Te perché
Tu mi aiuti a guarire nel corpo e nello spirito
e mi ottenga dal Signore la tua stessa fede.
Giovanni Volta Vescovo di Pavia

sabato 15 maggio 2010

La vita è un dono

Il 18 maggio si ricorda il giorno della nascita di Karol Woytila (Papa Giovanni Paolo II).  Propongo una tra le sue numerose preghiere e riflessioni scritte. Nelle sue preghiere Giovanni Paolo II toccò diverse tematiche, passando dalla famiglia, ai giovani, a preghiere per i detenuti. Preghiere per riflettere e crescere spiritualmente. Un"Grazie a Lui" da parte mia.
INNO ALLA VITA
La vita è dono meraviglioso di Dio e nessuno ne è padrone,
l'aborto e l'eutanasia sono tremendi crimini contro la dignità dell'uomo,
la droga è rinuncia irresponsabile alla bellezza della vita,
la pornografia è impoverimento e inaridímento del cuore.
La malattia e la sofferenza non sono castighi
ma occasioni per entrare nel cuore del mistero dell'uomo.
Nel malato, nell'handicappato, nel bambino e nell'anziano,
nell'adolescente e nel giovane,
nell'adulto e in ogni persona,
brilla l'immagine di Dio.
Dio non guarda all'apparenza, ma al cuore;
la vita segnata dalla Croce e dalla sofferenza merita ancora più attenzione, cura, rispetto, amore e tenerezza.
(Giovanni PaoloIl)

venerdì 14 maggio 2010

Auguri S. Cresima

Molte richieste per un augurio rivolto a chi riceve la S. Cresima. Propongo lo scritto che ho inserito nel biglietto ricordo di mia figlia che trovo idoneo per questo importante Sacramento.

Oggi lo Spirito Santo discende su di te.
Possa essere la tua guida sicura per tutta la vita…

Dona, Signore, il Frutto dello Spirito:
l’amore, la gioia, la pace, la pazienza,
la benignità , la bontà, la fedeltà, la dolcezza,
il dominio di sé.
Galati 5,22



Ecco altre frasi di auguri per Cresima:



La fede che ti è stata confermata con il Sacramento della Cresima,
possa accompagnarti per tutta la vita e possa darti tanta serenità

Ricordati sempre che la fede è preziosa coma la luce.
Ti auguro che questa luce illumini sempre il tuo cammino.


Il mio augurio è che questo Sacramento
ti aiuti in ogni attimo della tua vita

Oggi lo Spirito Santo discende su di te.
Possa essere la tua guida sicura per tutta la vita…


Questo giorno, meta importate per ogni cristiano, sia,
la continuazione di un percorso di vita felice...

giovedì 13 maggio 2010

"Se non posso tagliarti, non posso usarti".

Questa nota storia del Bambù mi è stata donata stampata su pergamena quando Giuliana uscì di casa per la mia grave malattia. Sotto in bella calligrafia c’era scritto questa spiegazione: “Se il Bambù fosse rimasto alto, nobile, bello, se fosse rimasto Bambù con la sue foglie e rami verdeggianti, non avrebbe mai scoperto il senso della sua vita. La preoccupazione di noi stessi, della nostra bellezza, del guadagno, della carriera, del divertimento, dell’immagine sono le nostre “foglie”, i nostri “rami”.
Dedico questa storia a chi sa donarsi e dimenticarsi con gioia per rendere felici gli altri.

STORIA DEL BAMBÙ

C'era una volta un bellissimo giardino. Era situato ad ovest del paese.
Il Signore di quel giardino aveva l'abitudine di farvi ogni giorno una passeggiata, quando il caldo della giornata era più forte.
C'era in questo giardino un bambù di aspetto nobile. Era il più bello di tutti gli alberi del giardino e il Signore amava questo bambù più di tutte le altre piante. Anno dopo anno, questo bambù cresceva e diventava sempre più bello e più grazioso. Il bambù sapeva che il Signore lo amava e ne godeva.
Un bel giorno, il Signore, molto pensieroso, si avvicinò al suo albero amato e l'albero, in grande venerazione, chinò la sua testa. Il Signore gli disse :
"Caro bambù ho bisogno di te".
Con grande gioia, ma a voce bassa, il bambù rispose :
"O Signore, sono pronto. Fa di me l'uso che vuoi".
"Bambù", - la voce del Signore era seria - per usarti devo abbatterti".
Il bambù spaventato, molto spaventato dsse: "Abbattermi, Signore ? Me che hai fatto diventare il più bell'albero del tuo giardino ? No, per favore, no. Fa' uso di me per la tua gioia, Signore, ma per favore, non abbattermi".
"Mio caro bambù - disse il Signore, e la voce era più seria - se non posso abbatterti, non posso usarti".
Nel giardino ci fu allora un gran silenzio. Il vento non tirava più, gli uccelli non cantavano più. Lentamente, molto lentamente, il bambù chinò ancora di più la sua testa meravigliosa. Poi sussurrò : "Signore, se non puoi usarmi senza abbattermi, fa di me quello che vuoi e abbattimi".
"Mio caro bambù" - disse di nuovo il Signore - non devo solo abbatterti, ma anche tagliarti le foglie e i rami". "O Signore, - disse il bambù - non farmi questo. Lasciami almeno le foglie e i miei rami".
"Se non posso tagliarti, non posso usarti".
Allora il sole si nascose, gli uccelli ansiosi volarono via.
Il bambù tremò e disse appena udibile : "Signore, tagliali".
"Mio caro bambù, devo farti ancora di più. Devo spaccarti in due e strapparti il cuore.
Se non posso fare questo non posso usarti".
Il bambù non poté più parlare. Si chinò fino a terra.
Cosi il Signore del giardino abbatté il bambù, tagliò i rami, levò le foglie, lo spaccò in due e ne estirpò il cuore. Poi portò il bambù alla fonte di acqua fresca vicino ai suoi campi inariditi. Là, delicatamente, il Signore dispose l'amato bambù a terra, un'estremità del tronco la collegò alla fonte, l'altra la diresse verso il suo campo arido.
La fonte dava l'acqua, l'acqua si riversava sul campo che aveva tanto aspettato.
Poi fu piantato il riso, i giorni passarono, la semenza crebbe e il tempo della raccolta venne. Così il meraviglioso bambù divenne realmente una grande benedizione in tutta la sua povertà e umiltà.
Quando era ancora grande e bello e grazioso, viveva e cresceva solo per se stesso e amava la propria bellezza. Al contrario, nel suo stato povero e distrutto, era diventato un canale che il Signore usava per rendere fecondo il suo regno.

mercoledì 12 maggio 2010

Per i nostri tanto amati animali morti

Un giorno, li rincontreremo, con abbracci, lacrime e baci, 
cammineremo insieme nell'eternità, 
verso la nostra nuova casa.
Fino a quel giorno pensiamo 
a queste anime preziose 
ricordiamole 
guardando le stelle che brillano,
mandando un messaggio
di amore, luce e speranza.
Possano conoscere 
la gratitudine
che conserviamo
nei nostri cuori 
per la loro fedeltà 
e per il dono di amore
 incondizionato 
mentre vengono 
ricordati per sempre.
Siamo temporaneamente separati 
per un piccolo momento soltanto.
Il filo d'amore che ci collega
attraverso il tempo e lo spazio
non potrà mai essere spezzato.
da fonte web

Arrivederci, Coki Willy, amico cane mio!

Patty questo è il post che tu hai desiderato come dedica al tuo Coki. La foto che hai scattato è proprio originale!
Potrei iniziare il discorso sugli animali dicendo che Dio ci ha donato una cosa bellissima e sono i nostri amici animali. Splendide creature dotate di una intelligenza e di una sensibilità che nemmeno ci immaginiamo. Non ci sono parole per descrivere il rapporto che ho avuto col mio cane che purtroppo adesso Dio si è ripreso dopo avermelo fatto incontrare (e devo ammettere che è stato l'incontro più bello della mia vita). Ricordo come fosse ieri ed è stato quattordici anni fa quando ho aperto la porta di casa di mia sorella e un batuffolo bianco e nero che a quel tempo aveva due mesi mi è corso incontro. Flash! Mi sono detta "questo essere è la cosa più bella che io abbia mai visto"
Da quel momento è entrato
a far parte della mia vita
e ne ha fatto parte fino
a quando se ne è andato
quasi due anni fa.
Sono veramente
troppi i momenti belli che ho passato con lui. Aveva un'intelligenza acuta che sicuramente io ho saputo sviluppare parlandogli e insegnandogli a capirmi. Un carattere esuberante e anche un po’ prepotente ma di una dolcezza infinita. Fin da piccolo si è abituato a seguirmi ovunque. In ufficio, a casa, dai cavalli, dovunque lo portavo lui si ambientava. Un cane veramente unico. Mi ha insegnato una passione che prima non avevo: quella per gli animali. Grazie Cocky Willy per quello che mi hai dato. Sarai sempre nel mio cuore.
Patty

lunedì 10 maggio 2010

Grazie al cerchio d'amore imprevisto

Un post per esprimere il mio Grazie a coloro che hanno contribuito a rendere “bello” il giorno dedicato alla mamma. Il biglietto della foto è stato realizzato nel laboratorio “Un pizzico di follia” (reparto psichiatrico Sacra Famiglia di Cesano Boscone) dai compagni di Giuliana.


LA MIA FESTA DELLA MAMMA

Una rosa di stoffa acquistata da me e che Giulio ha portato a nostra figlia da offrirmi…
un biglietto dato dalle “Baby Sitter” e scritto da Giuliana…
tre ritornelli di canzoni cantate dalla desperados…
molti sms, e-mail e commenti sui post ricevuti dagli amici e parenti più cari.
Questo cerchio di complicità ha tramutato il nostro appuntamento domenicale nel reparto psichiatrico in gioia e serenità imprevista: un cerchio positivo che aiuta ad affrontate ogni realtà con la forza dell’amore e la certezza della…speranza!
Gratitudine da enrica
               

mercoledì 5 maggio 2010

Auguri al Personale del Reparto Psichiatrico (nucleo 1) della Sacra Famiglia di Cesano Boscone

Nel giorno della "Festa della mamma" un augurio particolare a voi "Baby Sitter - Mamme"
Ed ecco la supplenza materna ... paterna ...
Mani gentili, calde che donano sicurezza e che, magari per ore, mantengono il rapporto di una presenza amorevole nella penombra notturna. Quante ore trascorrete così? Chi le ha mai contate? E noi, contiamo i secondi, di giorno e soprattutto di notte, per tanto amore donato, da voi, a Giuliana e alle sue compagne. Voi siete "mamme", pienamente partecipi con noi e questo colma il nostro cuore di tanta tenerezza ed amore.
Li, con Voi,
c'è il nostro
"Tutto"
e come
dice una
canzone
tedesca
"quando vado
io non
vado ...
e quando
torno
io non torno ... ".
Sempre
nel nostro
cuore
nel "Grazie"
Auguri
Enrica, Giulio

 Fiori per le "Baby Sitter mamme"


martedì 4 maggio 2010

Auguri e grazie mamma

Grazie è una parola magica e che diciamo sempre molto poco.
AUGURI E GRAZIE MAMMA
Grazie perché mi hai dato la vita.
Mi hai insegnato le prime parole.
Mi hai insegnato a pregare.
Mi hai insegnato a camminare.
Grazie, perché mi hai educato.
Mi doni il tuo perdono.
Aspetti sempre il mio ritorno
per accogliermi tra le braccia.
Asciughi le mie lacrime.
Grazie perché mi dai fiducia
e coraggio nella vita.
Grazie per le tue sofferenze.
Mi hai insegnato ad essere libero,
e la solidarietà
col povero.
Grazie
perché mi hai educato
con la tua fede
semplice e profonda.
Mi hai insegnato
la generosità,
a rispettare
la persona
come
un fratello
e a perdonare
chi mi fa il male.
Grazie
perché mi ami.
Grazie
perché ci sei.
Grazie mamma.

                     Auguri mamma pur nel silenzio

Auguri donna sterile

Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato. (Lc 23,29)
ALLA DONNA STERILE
Donna, non piangere
se il tuo seno è sterile!
La pianta ombrosa
che non dà un suo frutto
offre ristoro al viandante
stremato, e verdeggia
felice, sulla via!
E tu?
Guarda quel bimbo
con le braccia tese;
attende invano
chi lo prenda in braccio:
è solo al mondo!
Và, va, da lui,
stringilo al tuo cuore,
donagli tanto amore.
È quel bambino che tu brami;
sarai la sua mamma.
E insieme sarete felici.
Maria di Bitetto


                                 L'albero della vita

Una donna: è la madre

Auguri a tutte le mamme di oggi, di domani, a quelle che non ci sono più sulla terra, ma soprattutto per le mamme abbandonate dai figli o che li hanno persi.
Esiste una donna che ha in se qualcosa di Dio
per l’immensa forza del suo amore
e che assomiglia ad un angelo
per la sollecitudine delle sue attenzioni.
Una donna che in gioventù
fa’ propria la maturità degli anziani
e che da anziana lotta con l’energia
e l’ardore della gioventù.
Una donna forte ma che sa commuoversi
e piangere come un bambino.
Una donna debole ma che è disposta a lottare
col coraggio di un leone.
Una donna che quando è in vita
non sappiamo stimare
per tutto quello che vale perché
al suo fianco tutti i dispiaceri
della vita si mitigano, ma dopo la sua morte sacrificheremmo
tutto quello
che
siamo
tutto
quello
che
abbiamo
per
guardarla
un solo istante
per ricevere
da lei
un solo
abbraccio
per ascoltare
una sola
parola
dalle sue
labbra.
Una donna:
è la madre.

                                  Il cuore di una mamma


lunedì 3 maggio 2010

Pure se ti sentissi sola sei madre.

Tutte possiamo essere Madri se sappiamo fare della nostra vita un'offerta: Auguri!
CHI AMA CON CUORE GRANDE È MAMMA
Quando il sofferente ti commuove.
Quando vedi in tutti un fratello.
Quando accogli il dolore con pazienza.
Quando non fai pesare l'ingratitudine.
Quando nascondi i tuoi problemi.
Quando spezzi il pane all'affamato.
Quando abbracci chi ha il cuore gonfio.
Quando sorridi a chi ti ha offeso.
Quando consoli chi soffre.
Quando sperimenti la beatitudine
che c'è assai più gioia
nel dare che nell'avere.
Quando sai ascoltare
chi è anziano.
Quando rinunci
a quello che ti spetta,
per la felicità degli altri.
Quando valorizzi
le piccole cose.
Quando sei generosa
senza ricevere.
Quando ami i piccoli.
Quando apri i tuoi beni
materiali e quelli spirituali
alla condivisione.
Allora, pure
se ti sentissi sola
sei davvero madre.

                                 Il meglio di te:

Origine "Festa della Mamma"


Questa ricorrenza, divenuta ormai mondiale, ebbe origine negli Stati Uniti per interessamento della Signora Jarvis. Ma la sua realizzazione l'ottenne solo la figlia, perché la madre morì giovane con la speranza non realizzata. La figlia, Anna Jarvis, potè condurre a termine il sogno della madre.
Con il sostegno dell'industriale Henry Ford e del magnate dei grandi magazzini John Wassamaker e altri uomini d'affari e molti politici. Anna Jarvis ottenne l'istituzione della “Festa”che inizialmente portò il nome della defunta madre Jarvis. La festa divenne “ufficiale” solo nel 1914. La Chiesa di Jarvis, a Grafton, (Virginia Occidentale) è conosciuta come il santuario internazionale del "giorno della mamma".
Gli italiani si resero conto dell'importanza di questo giorno nell'immediato dopoguerra, quando migliaia e migliaia di soldati americani di stanza nel nostro Paese inviarono alle loro madri al di là dell'Atlantico tutti i garofani della riviera accompagnati da affettuosissimi telegrammi.

Perché proprio i garofani?
Perché alla costituzione del Mothers Day venne scelto questo fiore come simbolo della giornata: rosso per la mamma vivente, e bianco per il ricordo della mamma scomparsa.
Da allora questa tradizione è stata imitata più avanti anche dalla Festa del Papà e da moltissime altre: ricorrenze. L'ispirazione cristiana di questa festa incontrò ben presto l'adesione di tutte le Nazioni. Le comunità cattoliche la vollero sotto la tutela della Madre del Signore assegnandole la seconda Domenica del mese, consacrato alla Vergine Santa.
Padre Mariangelo da Cerqueto

                                        "Mamma" di Cherubini-Bixio




sabato 1 maggio 2010

Ti senti sicuro aiutato dal silenzio dell'amico

Quando parla l’amico ogni fatto è interessante e a un senso.
PAROLA E SILENZIO
Le parole spesso danno vita a un dialogo capace di comunicare pensieri e sentimenti. Ci sono, tuttavia, parole che in modo particolare sostengono e consolidano l'amicizia: sono parole di stima, fiducia, lealtà, rispetto, ascolto. Sono parole di disinteresse e reciprocità, di fedeltà nei giorni lieti e tristi.
Ma le parole non dicono, né possono sempre dire tutto nell'amicizia.
Allora il silenzio prende il loro posto e diventa presenza, disponibilità, accoglienza, simpatia, perdono.
Allora
ti senti sicuro,
aiutato
dal silenzio
dell'amico,
a volte persino
dalla sua
assenza,
dalla sua
lontananza.
È un silenzio
ricco di
una certezza
che trasforma
il sentimento
in contemplazione:
essere e sentirsi amati.
Sergio Deison

                      Battiato "E ti vengo a cercare"