"io sono qui per continuare ad imparare"

Una frase, un ringraziamento, un pensiero, una poesia, una nota citazione, una preghiera, una testimonianza che trattano i temi fondamentali della vita (che chiamerò "riflessioni") possono, qualche volta, tracciare un solco positivo nel cuore e in alcuni casi diventare motivo di stimolo, speranza, conforto, sostegno. Se alle mie "riflessioni" aggiungerete le vostre, condivideremo anche con altri qualche prezioso suggerimento, come meditazione sulla realtà del vivere quotidiano.


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martedì 4 ottobre 2011

E' VIOLENZA!


La violenza
sfacciata che umilia la povertà di chi ha il guardaroba povero;

la violenza
della fionda che colpisce il passero inerme;

la violenza,
provocata o subita, della parolaccia, della sigaretta, del giornaletto pornografico; solo per darsi un tono, solo per apparire disinibiti, solo per atteggiarsi a maturi;

la violenza
della menzogna adottata come soluzione di situazioni imbarazzanti;

la violenza
dello sgarbo alla madre, soltanto perché c'è certezza di essere accettati da lei, sempre, in ogni momento;

la violenza
dei dispetto alla sorella, come risposta alle sue intrusioni petulanti ed insistenti;

la violenza
dei rifiuti gettati lungo la strada, dei disordine che lasciamo dietro di noi (in camera, in bagno, in cucina) non curandoci che altri siano costretti a riordinare e faticare;

la violenza
dei programma televisivo, che vogliamo imporre senza discutere;

la violenza
di chi, anche barando, vuoi vincere ad ogni costo: la partita, la gara, l'interrogazione;

la violenza
di chi tradisce la parola data, di chi respinge ogni fatica, di chi si sottrae ad ogni impegno e responsabilità;

la violenza
di chi è intelligente, di chi riesce negli studi, ma tiene tutto per sé e nulla concede al compagno svantaggiato e insicuro;

la violenza
di chi avendo trascorso le vacanze all'estero, si fa bello di un'esperienza che altri non possono concedersi;

la violenza
di chi copia il compito, vivendo costantemente della fatica altrui;

la violenza
di chi vuole essere il centro di ogni attenzione, attraverso l'ironia, la canzonatura, il pettegolezzo, la maldicenza, il disturbo dei lavoro di gruppo;

la violenza 
di chi vuole tutto ricevere senza nulla dare, di chi tutto vuole, tutto pretende ... subito;

la violenza
contro l'anziano, costretto in piedi, senza posto a sedere;

la violenza
contro i più piccoli che ci infastidiscono;

la violenza
contro la pianta che si piega docile e si lascia sradicare;

la violenza
contro il segnale stradale, contro la luce notturna, contro la cassetta per le lettere, contro la poltrona dei cinema, l'inginocchiatoio della chiesa, il banco di scuola, il quaderno del compagno, il libro di scuola che potrà essere utile ad altri ...

O Signore, perché la violenza che è dentro di noi ceda il posto alla capacità di accettare gli altri, tutti gli altri, così come sono fatti, dacci la forza di soffrire per la verità, la forza di soffrire con coloro che soffrono: con i perseguitati, con gli esclusi, con i traditi, con gli oppressi.
Così... sempre!

(Dall'incontro sul tema della violenza avvenuto il 3 maggio 1978 con i ragazzi delle Terze della Scuola Media di S. Giovanni di Lecco).

4 commenti:

  1. La più grande debolezza della violenza è l'essere una spirale discendente che
    da' vita proprio alle cose che cerca di distruggere. Invece di diminuire il male,
    lo moltiplica... Con la violenza puoi uccidere colui che odia, ma non uccidi l'odio.
    Infatti la violenza aumenta l'odio e nient'altro... Restituire violenza alla violenza
    moltiplica la violenza, aggiungendo una più profonda oscurità a una notte ch'è
    già priva di stelle. L'oscurità non può allontanare l'odio; solo l'amore può farlo.
    Rev. Dr. Martin Luther King, Jr.

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  2. "La violenza non è forza ma debolezza."
    (B. Croce)

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  3. La violenza è nascondersi di fronte alla realtà e non sapere affrontarla.
    Si pensa con la violenza di prevaricare la gente, i popoli, ma la violenza alla fine è perdente e il trionfo della NON violenza vincerà.
    Gandi diceva che tutto si può ottenere con la
    NON violenza, aveva ragione, anche se speso per ottenerla occorre molta volontà e Credo.
    vulcano48
    Ps: Scrivo ora poichè prima non si riusciva

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  4. @ Vulcano48"
    Mi permetto di mettere questa (in parte) riflessione sulla non violenza di Gandhi:

    "Gandhi ha detto che i giorni della violenza sono finiti e che la violenza ha perso la sua forza. Oggi, con l'invenzione delle bombe atomiche, o non c'è violenza, o non c'è esistenza. L'umanità non può procedere con la violenza. Nella storia la guerra è cominciata con le unghie, con i denti e le unghie, poi con lance e spade, e poi con pistole e bombe e oggi abbiamo raggiunto lo stadio della bomba termonucleare. Ora non possiamo più andare avanti nella ricerca della violenza. Dobbiamo tornare indietro. Gandhi era un secolo avanti: ciò che Russell e Gorbachev e molti altri pensatori e politici hanno afferrato oggi Gandhi lo aveva già compreso prima. Ma è giusto osservare che la sua non-violenza è stata fraintesa. Si dice che la non-violenza sia passività, sia codardia. Ma mi si conceda di dire che Gandhi ha fronteggiato senza ricorrere alla violenza la potenza del più grande impero della storia cioè l'Impero Britannico, nel quale il sole non tramontava. Non che ne avesse timore, e come dato di fatto posso un'altra volta citare le sue parole, sicuramente migliori delle mie. Ha detto: "Quando si deve scegliere tra la violenza e la non-violenza, si deve scegliere la non-violenza. Ma quando si deve scegliere tra la codardia e la violenza, si deve scegliere la violenza. La violenza è migliore della codardia". Questo ha detto Gandhi. Quindi Gandhi non è mai stato a favore di un approccio codardo alla sua lotta. La sua non-violenza non è stata fuga di fronte alle difficoltà e ai pericoli, non è stata vigliaccheria, non è stata passività. La sua non violenza, per usare le parole di Gesù Cristo, è stato amore attivo, sofferenza attiva. Quindi non è stata passività. E' stata una attività intensa non-violenta. Naturalmente bisogna aggiungere che noi non possiamo essere completamente non violenti...Per Gandhi solo la morale è non-violenza. Non solo lo spargimento di sangue è violenza, ma anche lo sfruttamento è violenza. Pure la corruzione è violenza e distruggere l'ecologia è violenza. Dunque la nozione di non-violenza di Gandhi è molto ampia e non si limita al rispetto per le persone, ma comporta il rispetto per la società. Cosicché, per Gandhi lo sfruttamento è violenza, la disonestà è violenza e la disuguaglianza è violenza. In questo modo la concezione non-violenta di Gandhi è sempre più ampia.(Ramjee Singh)
    Ciao Vulcano48

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