domenica 5 giugno 2022
Discendi Santo Spirito
martedì 31 maggio 2022
Arte: Regina della Pace
Regina Pacis, Madre misericordiosa e
piena di amore, che in questo momento storico possiamo immaginare come la
rappresentò lo scultore Guido Galli nella statua che si trova nella navata
sinistra della Basilica patriarcale di Santa Maria Maggiore a Roma. Voluta da
Benedetto XV per chiedere la fine della Prima guerra mondiale, da egli stesso
definita “inutile strage”, e inaugurata il 4 agosto del 1918 in occasione della
festività della Madonna della Neve, che celebra la fondazione della basilica ed
è tanto cara ai romani, la Regina Pacis mostra un volto serio e affranto. Lo
sguardo abbassato, quasi a voler nascondere a sé stessa gli orrori commessi dai
suoi figli in quegli anni, la Vergine ha il braccio sinistro levato per
chiedere con la mano risoluta la pace. Il Bambino Gesù tiene in mano un
ramoscello di ulivo che una colomba, ai piedi della Madre, attende di veder
cadere per poterlo portare in dote all’umanità sofferente.
Aurelio Carloni
lunedì 23 maggio 2022
La vita è sempre bella.
Vivere è la cosa più rara al mondo, la maggior parte della gente esiste, questo è tutto.
Oscar Wilde
domenica 22 maggio 2022
Arte: il miglior dipinto naturale
Che meraviglia avere il naso per annusare, la vista per osservare, l’udito per ascoltare, la mente per immaginare, il cuore per amare, grazie Universo.
giovedì 19 maggio 2022
Immagine della Patrona dell’Uruguay nei Giardini Vaticani
sabato 14 maggio 2022
Mughetto sinonimo di felicità che ritorna.
In Francia durante la festa del primo maggio si offre, per augurio, il mughetto.
domenica 8 maggio 2022
Poesia alla Mamma di Pier Paolo Pasolini
sabato 7 maggio 2022
Un dono lieto tutto mio
Un lieto grazie a chi ha aiutato Giuliana nel preparare questo dono, per me, emozionante e molto prezioso. Giuliana sono commossa, ti abbraccio con il cuore nel grazie.
![]()
![]()
![]()
martedì 3 maggio 2022
Arte: guardare oltre con Matisse
Ogni opera nasce
come strumento di comunicazione, parte dall’esigenza dell’artista di
trasmettere un messaggio e viene recepita in maniera diversa a seconda della
sensibilità dell’osservatore. La straordinaria capacità di Magritte di lasciare
a chi osserva il compito di “guardare oltre”, attraverso la finestra
protagonista della di molte sue opere, fa sì che l’opera stessa faccia da ponte
tra realtà e immaginazione, quasi configurandosi come un invito a non fermarsi
a ciò che si vede, ma a spingersi più in là, per arrivare dove il pennello
dell’artista ha deciso di fermarsi per lasciare spazio a quello
dell’osservatore, che è impugnato dall’immaginazione e dipinge una realtà che
ancora non si vede.
L’olio su tela in
questione, “La finestra aperta a Collioure”, datato 1905 e attualmente
conservato alla National Gallery of Art di Washington, permette, infatti, di
trovare uno spiraglio di libertà oltre le mura domestiche e oltre il caos
cittadino. Ciò che l’artista mostra allo sguardo dell’osservatore è la quiete
di un paesaggio marino: si vedono, infatti, in basso sull’acqua delle piccole
imbarcazioni con le vele ripiegate, che appaiono però deformate e raffigurate
in maniera tale da uscire dalle forme imposte, così che chi guarda possa
fornire una propria interpretazione di ciò che si vede e di ciò che c’è oltre
la rappresentazione vera e propria.
Particolare è l’uso
del colore: nella realizzazione di quest’opera, Matisse subisce l’influsso dei
colori Fauves e sperimenta un nuovo linguaggio artistico, un nuovo modo di
dipingere, a seguito dell’esperienza vissuta nel sud della Francia, proprio a
Collioure. I colori, infatti, sono utilizzati in modo antinaturalistico:
spiccano le tonalità accese e luminose con cui l’artista rappresenta la scena
che si vede fuori dalla finestra, in contrasto con il verde scuro che “colora”,
invece, l’ombra della stanza. Ne deriva un contrasto che si ripercuote anche a
livello concettuale, come a significare la differenza e la distanza tra la luce
e la bellezza dell’esterno, legate al valore della libertà, e l’ombra e la
monotonia dell’interno, elementi associati probabilmente alla vita cittadina.
Henri Matisse (Le Cateau-Cambrésis, 31 dicembre 1869 – Nizza, 3 novembre 1954), pittore, illustratore e scultore francese, fu uno dei massimi esponenti della corrente artistica dei Fauves, dando vita a un’esperienza che, a dispetto della breve durata, rappresentò un punto di riferimento fondamentale per l’evoluzione dell’arte, che fu letteralmente “tinta” di innovazione. Particolare, infatti, fu l’uso del colore da parte degli artisti pionieri del fauvismo: steso in tonalità pure, con pennellate quasi violente, il colore divenne il vero e proprio protagonista dell’opera.
Interessante è,
infine, il gioco di cornici che si crea all’interno del dipinto: ne emerge un
effetto di “quadro dipinto nel quadro”, determinato in particolare dalla
successione che si ripete nell’apertura della finestra stessa e nel rettangolo
del balconcino. Vi è, inoltre, un alternarsi continuo di elementi verticali e
orizzontali che contribuisce a sottolineare la struttura compositiva del
quadro: saltano all’occhio, in particolare, la direzione verticale delle
pennellate che danno forma alle barche e quella orizzontale che guida lo
sguardo dell’osservatore in profondità, fino e oltre l’orizzonte.
Chiara Pirani












