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giovedì 30 gennaio 2025

Madonna dell’Idea









La “Madonna dell’Idea”, luce che illumina il mondo

Per la festa della Presentazione del Signore al Tempio ancora oggi si ripete nel Duomo di Milano un'antichissima tradizione, che ha il suo fulcro nella processione guidata dall'arcivescovo, con una venerata icona: quella attuale è attribuita a Michelino da Besozzo ed è degli inizi del Quattrocento
di Luca FRIGERIO
30 Gennaio 2025
Un’unica opera, due facce. Sì, perché quella che è chiamata Madonna dell’Idea, uno dei tesori del Duomo di Milano, è stata concepita come un’icona da portare in processione, e quindi con immagini visibili su entrambi i lati. Un ligneo gonfalone, insomma, che da quasi sei secoli, ininterrottamente, è al centro di un solenne e partecipato rituale sacro. Erede, a sua volta, di una tradizione che si perde nella notte dei tempi.
Su un lato è dipinta una Madonna in trono col Bambino. Il piccolo Gesù sta in piedi sulle ginocchia della madre: la mano sinistra regge un globo, a ricordare la sua signoria universale, mentre la destra è alzata nel gesto della benedizione. È nudo, e Maria, con gesto pudìco, stende un sottilissimo velo all’altezza del pube, la cui trasparenza, tuttavia, ha la funzione di svelare, più che di coprire: ecco il Verbo che si è fatto carne, vero uomo e vero Dio.
Dall’altro lato della tavola, invece, troviamo la Presentazione di Gesù al Tempio. Come si legge nel vangelo di Luca, «quando venne il tempo della loro purificazione secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore».
Il particolare più toccante di questa scena è proprio in quello slancio di Gesù verso la madre, in quelle mani protese al reciproco abbraccio. Con il volto di Maria, tuttavia, che non è gioioso come ci aspetteremo, ma appare anzi adombrato, come pervaso da un’intima tristezza. Con grande efficacia, cioè, l’artista ci mostra la profonda impressione che devono aver suscitato nella Vergine le ultime parole che le ha rivolto Simeone, come in un sussurro: «Egli è qui per la rovina e risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima».
L’attribuzione a Michelino
Un piccolo, grande capolavoro, insomma. Sulla cui paternità in passato non esistevano dubbi, anche perché la tavola reca una firma e una data: «Michelino da Besozzo, 1428». Uno dei più importanti artisti italiani del primo Quattrocento, celebrato dai contemporanei come «pittore sommo» e «stupendissimo». Tuttavia nel vasto archivio della Veneranda Fabbrica ad oggi non sono emersi documenti relativi a questa specifica commessa.
L’icona della Madonna dell’Idea è custodita nel Museo del Duomo di Milano, ma in cattedrale è ancora oggi al centro delle celebrazioni del 2 febbraio, quando, con una solenne processione, si ricorda, ad un tempo, la Purificazione della Vergine e la Presentazione di Gesù al Tempio. È la festa che la devozione ambrosiana chiama «Candelora», posta a conclusione dell’intenso ciclo natalizio.
Il nome “Idea”
Fra gli studiosi si discute sull’origine e sul significato del nome «Idea» dato all’icona mariana portata in processione. Per alcuni deriverebbe direttamente dal culto della Magna Mater Ideae, cioè la dea Cibele, madre degli dei, in onore della quale, nell’antichità pagana, si svolgevano processioni soprattutto per invocare la fertilità della terra. La processione, quindi, non sarebbe altro che la cristianizzazione degli antichi riti pagani: la Chiesa avrebbe così sostituito a Cibele con la vera «Idea», la Madre di Dio, Maria santissima.
Questa interpretazione non è tuttavia condivisa da altri ricercatori, che propongono invece di interpretare il termine “Idea” nel suo significato etimologico, dal greco eidon (immagine) o da odea, odegitria (e cioè: colei che indica la via): nome, quest’ultimo, che abbiamo già incontrato con la Madonna col Bambino di Santa Maria del Monte a Varese.
Come spiega bene monsignor Marco Navoni, prefetto della Biblioteca Ambrosiana, «nella tradizione ambrosiana, la festa del 2 febbraio è sempre stata considerata festa del Signore più che di Maria: il suo contenuto è quindi prettamente cristologico, l’incontro fra il Messia e il suo popolo, nella realizzazione piena delle promesse fatte ai padri».
Oggi questo carattere risulta ancora più evidente di un tempo anche nel rito che precede la messa: la processione ha perso infatti quella connotazione penitenziale che aveva nell’ordinamento liturgico antico per diventare simbolo dell’incontro di Cristo (luce del mondo, come ricordano le candele) presentato da Maria al Tempio e a tutto il popolo cristiano.
«Con la Candelora dall’inverno siamo fora», recita un vecchio adagio milanese. Così che molti, al termine di questa celebrazione così ricca di fede e di poesia, che piova o ci sia il sole, riescono a vedere un loro ritaglio di cielo meno grigio col quale decidono che la primavera sta per rifiorire.
https://www.chiesadimilano.it/news/arte-cultura/la-madonna-dellidea-luce-che-illumina-il-mondo-2826963.html?fbclid=IwY2xjawIIpX5leHRuA2FlbQIxMQABHZfbSNcoDMfQZYbvYUxJDji862pZn7ZitjQ3fV_94eTU9-m7wjPvFuExMw_aem_52MK_IESB5rfGQ2UP_h9yw

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