"io sono qui per continuare ad imparare"

Una frase, un ringraziamento, un pensiero, una poesia, una nota citazione, una preghiera, una testimonianza che trattano i temi fondamentali della vita (che chiamerò "riflessioni") possono, qualche volta, tracciare un solco positivo nel cuore e in alcuni casi diventare motivo di stimolo, speranza, conforto, sostegno. Se alle mie "riflessioni" aggiungerete le vostre, condivideremo anche con altri qualche prezioso suggerimento, come meditazione sulla realtà del vivere quotidiano.


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martedì 8 gennaio 2013

Il Riccio


E' un Mammifero appartenente all'Ordine degli Insettivori, Famiglia Erinaceidi. È diffuso in tutta l'Europa e in gran parte dell'Asia settentrionale; vive nella macchia e nei boschi sia in pianura che in montagna al di sotto dei 1600m, e si può trovare anche in campi, praterie e giardini.
È lungo una trentina di centimetri, di cui due o tre spettano alla coda; ha il capo largo ed il muso piccolo e appuntito, gli occhi sono piccoli e scuri, le orecchie sono larghe, corte e arrotondate. Il tronco è tozzo, sostenuto da zampe brevi, con lunghe dita armate di robusti artigli. Le parti dorsali, dalla fronte alla coda, e i fianchi sono ricoperti da aculei (che sono peli modificati) brevi (2-3 cm) e duri, di colore grigio con l'apice biancastro; le parti inferiori sono invece rivestite di peli brunastri. La femmina è più grande del maschio.
Di indole poco socievole, ha abitudini crepuscolari e notturne, mentre durante il giorno si nasconde nella propria tana di paglia e foglie, situata nelle cavità dei tronchi, sotto le rocce o nei cespugli. Procede sul terreno lentamente, esplorando e fiutando qualsiasi oggetto che incontra: la vista è poco sviluppata, mentre ha un udito ed un olfatto finissimi, riuscendo addirittura a sentire gli insetti muoversi sotto terra. Caratteristico è il suo modo di difendersi: al minimo rumore sospetto l'animale fa un salto sulle quattro zampe per colpire con gli aculei qualsiasi cosa si trovi vicino. Dopo di che si appallottola stretto, nascondendo capo e zampe, trasformandosi in una sfera spinosa difficilmente attaccabile; adotta la stessa tattica anche quando gli succede di cadere da un muro o di scivolare lungo un pendio: in tal modo evita di ferirsi.
La sua dentatura è completa, formata da 44 denti aguzzi e taglienti, ed è particolarmente adatta a triturare gli insetti.
Oltre a questi si ciba di molluschi, lombrichi, ranocchie, lucertole, piccoli mammiferi, nidiacei e anche frutti; si dice che sia un abile cacciatore di vipere, che afferra per il collo rompendo loro la colonna vertebrale. Alcuni affermano che il riccio è immune dal veleno delle vipere, in realtà è solo molto abile a difendersi dal loro morso velenoso.
I ricci sono essenzialmente creature solitarie, eccettuato il periodo dell'accoppiamento il cui rituale può durare anche diverse ore. La femmina partorisce tra aprile e settembre 4 o 5 piccoli che nascono con la pelle chiara e delle macchioline, in corrispondenza delle quali crescono poi gli aculei che all'inizio sono interamente bianchi, radi e morbidi; dopo circa sei settimane essi sono completamente indipendenti.
Nei paesi freddi va in letargo quando la temperatura scende al di sotto dei 10°C, mentre in quelli a clima temperato può restare attivo per tutto l'anno. Durante l'ibernazione diventa insensibile ed è difficile svegliarlo.
Tra i pochi predatori che possono ucciderlo c'è la volpe, che riesce a fargli lasciare la posizione di difesa colpendolo nell'unico punto vulnerabile, il naso. Tuttavia è il freddo a causare il maggior numero di morti; inoltre sono numerosi i ricci che vengono travolti dalle ruote dei veicoli durante la notte, perché essi apprezzano molto la facilità di procedere sulle strade.
Caratteristici parassiti del riccio sono le pulci, più grandi di quelle dei gatti, e anche le zecche; forse legata alla presenza di questi parassiti, è una curiosa abitudine del riccio: quando si imbatte in qualcosa che ha un sapore o un odore nuovo o insolito, dopo averlo "assaggiato", esso produce una abbondante schiuma per ipersalivazione, e poi se ne cosparge il dorso. Se ne cosparge il dorso. Secondo alcuni servirebbe ad allontanare i parassiti, secondo altri permetterebbe all’animale di accumulare tossine sugli aculei, rendendoli "velenosi".
Lo sapevate che...
In alcuni Paesi la carne del riccio è considerata una leccornia, un tempo era assai diffuso in Spagna, dove divenne tradizionale durante la Quaresima.
http://www.naturamediterraneo.com/riccio/

questa foto l'ho scattata nel giardino della Comunità psichiatrica

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