"io sono qui per continuare ad imparare"

Una frase, un ringraziamento, un pensiero, una poesia, una nota citazione, una preghiera, una testimonianza che trattano i temi fondamentali della vita (che chiamerò "riflessioni") possono, qualche volta, tracciare un solco positivo nel cuore e in alcuni casi diventare motivo di stimolo, speranza, conforto, sostegno. Se alle mie "riflessioni" aggiungerete le vostre, condivideremo anche con altri qualche prezioso suggerimento, come meditazione sulla realtà del vivere quotidiano.


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mercoledì 25 febbraio 2026

Luce intensa Annunciazione 2026

Durante l’incontro di formazione degli animatori, che si è concluso ieri ad Assisi, è stato presentato il nuovo Logo 2026. Eccolo.




Una LUCE INTENSA, un cerchio giallo che prende forma lentamente. È il simbolo della nostra vita: luminosa, preziosa, ma segnata anche da fragilità e imperfezioni. Le gocce che cadono al suolo raccontano proprio questo: le ferite, le fatiche, i limiti che ogni persona porta con sé.

In questa luce appare MARIA, seduta, leggermente prostrata in avanti, con le mani giunte. Il suo atteggiamento è quello dell’umiltà e dell’ascolto. È la creatura che accoglie, che si apre al Mistero, che si affida.

Subito dopo si manifesta L’ANGELO, in ginocchio, nel gesto solenne dell’annuncio. La sua mano indica il cielo: il messaggio viene dall’Alto, è dono, è grazia che irrompe nella storia.

Ed è proprio in quel momento che nella nostra vita appare una CROCE LUMINOSA. Non è segno di peso, ma di luce: illumina il cerchio della nostra esistenza, trasfigura le imperfezioni, dà senso al cammino.

Infine, ai piedi della croce e al centro del logo, sboccia IL GIGLIO, simbolo di purezza. È il segno della risposta fiduciosa, della vita che si rinnova nell’accoglienza.

Così il logo 2026 racconta l’Annunciazione come esperienza attuale: la luce di Dio entra nella nostra storia concreta e, attraverso l’umiltà e il servizio, la trasforma in carità viva. 
Unitalsi

giovedì 12 febbraio 2026

Amare portando il dolore dell’altro

 

Papa Leone XIV ha scelto il tema per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato, che si celebra l’11 febbraio 2026: “La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”.

Eleviamo la nostra preghiera alla Beata Vergine Maria, Salute dei malati; chiediamo il suo aiuto per tutti coloro che soffrono, che hanno bisogno di compassione, ascolto e conforto, e supplichiamo la sua intercessione con questa antica preghiera, che veniva recitata in famiglia per coloro che vivono nella malattia e nel dolore:
Dolce Madre, non allontanarti,
non distogliere da me il tuo sguardo.
Vieni con me ovunque
e non lasciarmi mai solo.
tu che sempre mi proteggi
come mia vera Madre,
fa’ che mi benedica il Padre,
il Figlio e lo Spirito Santo.
Imparto di cuore la mia benedizione apostolica a tutti i malati, ai loro familiari e a quanti li assistono, agli operatori sanitari, alle persone impegnate nella pastorale della salute e in modo speciale a coloro che partecipano a questa Giornata Mondiale del Malato.
Dal Vaticano, 13 gennaio 2026





LEONE PP. XIV

sabato 3 gennaio 2026

Pace 2026 capodanno

 

“La pace sia con tutti voi” è il titolo del 1° Messaggio consegnato da Papa Leone XIV – presentato il 18 dicembre presso la Sala Stampa Vaticana – per la Giornata con cui si apre il nuovo anno 2026. Sono le stesse parole le quali si è presentato al mondo il giorno della sua elezione al Pontificato, l’8 maggio 2025: “Fin dalla sera della mia elezione a Vescovo di Roma, ho voluto inserire il mio saluto in questo corale annuncio. E desidero ribadirlo: questa è la pace del Cristo risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente”.

È un messaggio di luce quello di Papa Leone, in cui più volte emerge il contrasto fra tenebre e luce, perché “vedere la luce e credere in essa è necessario per non sprofondare nel buio”. E proprio perché, constatando la situazione internazionale, rischia di prevalere un senso di sconforto e di scoraggiamento, il Santo Padre anima a riconoscere la luce:

La pace esiste, vuole abitarci, ha il mite potere di illuminare e allargare l’intelligenza, resiste alla violenza e la vince. La pace ha il respiro dell’eterno: mentre al male si grida ‘basta’, alla pace si sussurra ‘per sempre’. (…) Il contrario, cioè dimenticare la luce, è purtroppo possibile: si perde allora di realismo, cedendo a una rappresentazione del mondo parziale e distorta, nel segno delle tenebre e della paura”.

Con le parole di Sant’Agostino, incoraggia ad “irradiarne tutt’intorno il luminoso calore”“Se volete attirare gli altri alla pace, abbiatela voi per primi; siate voi anzitutto saldi nella pace. Per infiammarne gli altri dovete averne voi, all’interno, il lume acceso. Sia che abbiamo il dono della fede, sia che ci sembri di non averlo, cari fratelli e sorelle, apriamoci alla pace! Accogliamola e riconosciamola, piuttosto che considerarla lontana e impossibile”.

Una pace disarmata

Inevitabile è l’accenno alla corsa agli armamenti, verso la quale, come il suo predecessore, Papa Leone ha espresso più volte il fermo dissenso anche di recente, rispondendo ai giornalisti. L’esempio a cui fa riferimento è quello di Gesù stesso nel momento in cui, difeso da Pietro, gli ordina di rimettere la spada nel fodero: La pace di Gesù risorto è disarmata, perché disarmata fu la sua lotta, entro precise circostanze storiche, politiche, sociali. Di questa novità i cristiani devono farsi, insieme, profeticamente testimoni, memori delle tragedie di cui troppe volte si sono resi complici”.

Come già esprimeva San Giovanni XXIII nell’enciclica Pacem in terram “gli esseri umani vivono sotto l’incubo di un uragano che potrebbe scatenarsi ad ogni istante con una travolgenza inimmaginabile. Giacché le armi ci sono”. A sostegno di questa affermazione, il Santo Padre riporta con precisione i dati delle spese militari a livello mondiale, che sono aumentate del 9,4% rispetto all’anno precedente, confermando la tendenza ininterrotta da dieci anni e raggiungendo la cifra di 2.718 miliardi di dollari, ovvero il 2,5% del PIL mondiale”.

La sfida contro il riarmo è anche educativa, in quanto purtroppo le politiche, anziché promuovere una “cultura della memoria, che custodisca le consapevolezze maturate nel Novecento e non ne dimentichi i milioni di vittime”, attraverso i media e i programmi educativi “diffondono la percezione di minacce e trasmettono una nozione meramente armata di difesa e di sicurezza”. E oltre a denuncia degli interessi economici e finanziari dei privati che spingono gli Stati verso politiche di morte, il Papa esorta anche a favorire “il risveglio delle coscienze e del pensiero critico” e ad “unire gli sforzi a per contribuire a vicenda a una pace disarmante, una pace che nasce dall’apertura e dall’umiltà evangelica”.

Una pace disarmante

Ancora nell’Ottava di Natale, risuona particolarmente significativa l’apertura di questa sezione del Messaggio:

La bontà è disarmante. Forse per questo Dio si è fatto bambino. Il mistero dell’Incarnazione, che ha il suo punto di più estremo abbassamento nella discesa agli inferi, comincia nel grembo di una giovane madre e si manifesta nella mangiatoia di Betlemme”.

Non si tratta di un incipit poetico e disincantato, quanto di un appello a prendere contatto con la propria umanità più profonda perché “Nulla ha la capacità di cambiarci quanto un figlio. E forse è proprio il pensiero ai nostri figli, ai bambini e anche a chi è fragile come loro, a trafiggerci il cuore” (cfr At 2,37). Non basta allora ridurre o addirittura gli armamenti, è invece necessario procedere a un disarmo integrale – concetto introdotto per primo da San Giovanni XXIII – attraverso “il rinnovamento del cuore e dell’intelligenza” e soprattutto alimentare la fiducia nell’essere umano, in quanto “il principio che la vera pace si può costruire soltanto nella vicendevole fiducia”.

“Noi riteniamo che si tratti di un obiettivo che può essere conseguito”, diceva Papa Giovanni, ma va anche desiderato, e “un servizio fondamentale che le religioni devono rendere all’umanità sofferente”, è vigilare “sul crescente tentativo di trasformare in armi persino i pensieri e le parole”, oltre a “coltivare la preghiera, la spiritualità, il dialogo ecumenico e interreligioso come vie di pace e linguaggi dell’incontro fra tradizioni e culture” per essere come comunità “case di pace”: Oggi più che mai, infatti, occorre mostrare che la pace non è un’utopia, mediante una creatività pastorale attenta e generativa”.

Al termine dell’anno giubilare, in prossimità della chiusura dell’ultima Porta Santa il 6 gennaio, quella di San Pietro, aperta da Papa Francesco il 24 dicembre 2024, il Messaggio termina con l’appello a “motivare e sostenere ogni iniziativa spirituale, culturale e politica che tenga viva la speranza, contrastando il diffondersi di atteggiamenti fatalistici” insieme alla mancanza di speranza e la sfiducia costante disseminate nella società odierna:

“Possa essere questo un frutto del Giubileo della Speranza, che ha sollecitato milioni di esseri umani a riscoprirsi pellegrini e ad avviare in sé stessi quel disarmo del cuore, della mente e della vita cui Dio non tarderà a rispondere adempiendo le sue promesse”.

martedì 11 febbraio 2025

Grazie care/i amiche/ci blogghisti

 


12 febbraio 2010 - 12 febbraio 2025

"Voglio solo il mio braccio
sopra un altro braccio amico
e spartire con altri occhi
quello che guardano i miei".

Grazie care/i amiche/ci blogghisti
che in questo altro anno
siete state/i accanto
nel mio e vostro blog.

venerdì 29 novembre 2024

Gentilezza una strategia per il futuro

 











Gentilezza:una strategia per il futuro!

Gentilezza: significato e origine di un concetto importante
La gentilezza è una qualità che tutti riconosciamo e ammiriamo, ma che spesso diamo per scontata o riduciamo a un semplice atto di buona educazione. In verità, la gentilezza è - oggi più che mai - un concetto complesso, radicato nella nostra cultura e nelle nostre interazioni sociali, di cui essere consapevoli e che va incoraggiato, contro un certo superomismo che la vedrebbe come indicazione di debolezza di carattere e passività.
Al contrario, la gentilezza è attiva e potente: è un abilitatore del bene e un acceleratore nella vittoria contro le ingiustizie sociali. La gentilezza è rivoluzionaria.
Etimologia di "gentile", la genesi del termine
La parola gentilezza deriva dal latino gentilis, che indicava in origine chi apparteneva a una gens, ossia a una famiglia nobile dell'antica Roma. Essere gentilis implicava, dunque, il senso di appartenenza a una comunità rispettabile e benestante, con un'educazione e un comportamento che riflettevano tale status.
Oltre la radice etimologica, è molto interessante comprendere come il concetto di “gentilezza” sia una summa di qualità, che già gli antichi Greci individuarono in più ambiti diversi. Basti pensare all’epiteto “kalos kai agathos”, che accompagnava spesso i grandi eroi epici e mitologici, per indicare un connubio di bellezza e bontà quasi indissolubile. E non solo: per i greci antichi, la gentilezza si esprimeva attraverso valori come la xenía, l’ospitalità sacra garantita da Zeus, l’areté, ossia la nobiltà d'animo, e la philia, cioè amicizia fondata sul rispetto e sul bene reciproco. Ma era anche considerata un comportamento equilibrato, radicato nella sophrosyne, la moderazione, che evitava eccessi e favoriva l’armonia nelle relazioni umane. Più che un gesto isolato, la gentilezza rappresentava, quindi, un ideale di vita virtuosa composito, essenziale per il benessere tanto individuale quanto sociale.
Tornando alla commistione di etimologia e semantica, un esempio emblematico dell’evoluzione è l'uso della parola gentile nella letteratura medievale. Proprio in epoca medievale, infatti, il termine ha iniziato ad associarsi alla nobiltà d'animo: i gentili erano i nobili non solo per nascita, ma anche per valori e atteggiamenti morali. Dante Alighieri, nel celebre sonetto "Tanto gentile e tanto onesta pare", descrive Beatrice come incarnazione della virtù e della purezza, una figura non solo bella ma anche eticamente impeccabile. Questo passo rivela come già nel Trecento il termine esprimesse un equilibrio tra qualità esterne e interiori, tra educazione formale e sincerità d'animo.
Nel corso della storia, la gentilezza ha continuato a essere associata a ideali elevati. Nel Rinascimento, ad esempio, il concetto di uomo gentile si arricchì ulteriormente, includendo la grazia nei modi, il rispetto degli altri e un approccio alla vita che esaltasse il bene comune.
Gentilezza, sani principi e impegno sociale: oltre la buona educazione
Il nostro mondo di oggi è sempre più caratterizzato da velocità, competizione e aggressività: ecco perché la gentilezza si rivela una risorsa indispensabile, sebbene talvolta sottovalutata. Viviamo in una realtà in cui il confronto - reale oppure digitale, sui social media - spesso degenera in scontro, e le nostre giornate sono scandite da ritmi che lasciano poco spazio alla riflessione e all'empatia. Sembra paradossale ma è proprio in questo contesto che la gentilezza assume un valore rivoluzionario: non è solo una questione di buone maniere, ma diventa un impegno consapevole per migliorare se stessi e la società.
Il concetto di gentilezza, oggi, va ben oltre un semplice gesto cortese. Significa scegliere di collaborare invece di litigare, unirsi per affrontare sfide comuni – come il cambiamento climatico, le disuguaglianze sociali o la salute mentale – invece di disperdere energie in sterili conflitti su chi ha ragione.
Club Uomini Gentili ne è un esempio concreto: riunisce persone diverse ma accomunate dal desiderio di essere gentili non solo nelle parole, ma anche nei fatti e nella filosofia di vita. Parlare con rispetto, agire con altruismo e presentarsi con dignità - ricordiamo che la gentilezza è una forma di eleganza - sono pilastri fondamentali per costruire una comunità basata su fiducia e collaborazione.
Essere gentili, oggi, non significa essere deboli, al contrario: significa scegliere con forza di opporsi alla negatività e di impegnarsi per un mondo migliore, una decisione alla volta. La gentilezza, dunque, non è solo un valore antico: è una strategia per il futuro, un antidoto al caos e un segno di speranza per le generazioni a venire.

martedì 26 novembre 2024

Un’immagine magica

 

Un’immagine magica:
una coda di balena emerge dall’acqua sotto una gigantesca luna piena, creando spruzzi che brillano di colori iridescenti. I riflessi rosa, viola e verde sull’oceano scuro aggiungono un tocco surreale, trasformando la scena in un sogno.
(new nature)

Beata Vergine della Medaglia Miracolosa

 

Beata Vergine della Medaglia Miracolosa

Festa: 27 novembre
Tra tutte le 'memorie sacre' di questa giornata, ci sembra particolarmente utile ricordare il dono fatto dalla Madonna all’umile santa Caterina Labouré, il 27 novembre del 1830. Proprio in quella vigilia di Avvento, le apparve la Vergine, vestita di un abito di seta bianca, che teneva il mondo tra le mani, stringendolo all’altezza del cuore. L’immagine era racchiusa in una cornice ovale, come se si delineasse il bozzetto di una medaglia, contornata da una scritta in lettere d’oro: «O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi», invocazione allora inusuale. Poi la cornice ruotò su se stessa e apparve la lettera M sormontata da una croce e, sotto, due cuori: uno circondato dalla corona di spine, l’altro trafitto da una spada. La Vergine chiese alla giovane novizia di far coniare una medaglia secondo la visione avuta e di diffonderla in tutto il mondo. La ragazza avrebbe voluto poter trasmettere almeno la spiegazione dei due simboli, ma le fu detto soltanto: «La lettera M e i due cuori dicono abbastanza!». Parigi era allora devastata da un’epidemia di colera. Dopo qualche resistenza, la medaglia fu realizzata da un orafo di Parigi e furono tante le guarigioni e le grazie di conversione che in pochissimi anni fu necessario coniarne milioni di copie. Il quotidiano La France, nel 1835, già sosteneva che quel piccolo oggetto sacro era diventato «uno dei più grandi segni della fede, degli ultimi tempi». E quando, nel 1854, Pio IX definirà il dogma dell’Immacolata Concezione, riconoscendo che «era una verità tenacemente custodita nel cuore dei fedeli», potrà fondarsi anche sul fatto che c’erano già almeno dieci milioni di cristiani che ne portavano sul cuore la medaglia miracolosa.
da Santi e Beati

venerdì 8 novembre 2024

Simbolo della fede dei cristiani nei primi secoli

 

9 novembre Dedicazione della Basilica Lateranense

All’inizio del IV secolo, Roma cominciò a cambiare il suo tradizionale aspetto architettonico grazie all’imperatore Costantino e all’attività edilizia da lui favorita. Egli fece costruire la basilica di San Giovanni in Laterano con un battistero e un palazzo che divenne la residenza dei vescovi di Roma.
Cattedrale di Roma, San Giovanni in Laterano è la madre di tutte le chiese dell’urbe e dell’orbe. E’ il simbolo della fede dei cristiani nei primi secoli, che sentivano la necessità di riunirsi in un luogo comune e consacrato per celebrare la Parola di Dio e i Sacri Misteri. La festa odierna, come ben evidenzia la liturgia, è la festa di tutte le chiese del mondo.
Martirologio Romano: Festa della dedicazione della basilica Lateranense, costruita dall’imperatore Costantino in onore di Cristo Salvatore come sede dei vescovi di Roma, la cui annuale celebrazione in tutta la Chiesa latina è segno dell’amore e dell’unità con il Romano Pontefice.
wwwsantiebeati

sabato 19 ottobre 2024

Questo è il tempio del Signore

 












𝐃𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐃𝐮𝐨𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧𝐨, 𝐂𝐡𝐢𝐞𝐬𝐚 𝐦𝐚𝐝𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐢 𝐟𝐞𝐝𝐞𝐥𝐢 𝐚𝐦𝐛𝐫𝐨𝐬𝐢𝐚𝐧𝐢

𝟐𝟎 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟒
Questo è il tempio del Signore.
"Ho ascoltato la preghiera che mi hai rivolto– dice il Signore –
ho consacrato questa casa che mi hai costruito
e vi porrò il mio nome per sempre".

martedì 15 ottobre 2024

Un anno di voi: grazie


A tutto il personale del nucleo 3 RSD S. Giovanni Sacra Famiglia- Cesano Boscone

16ottobre2023 / 16ottobre2024:

un anno di Giuliana con voi, un anno di voi con Giuliana! Noi genitori abbiamo "vissuto" questo anno con grande ammirazione verso il vostro competente ed amorevole operato dell' inserimento di nostra figlia nella "nuova" (per noi) famiglia del nucleo 3. Avete sempre donato parole di speranza e positive che hanno fugato le nostre ansie. A che servono altre parole? La vera "parola" è la risposta positiva di Giuliana alla vostra instancabile e giornaliera attenzione di cura verso lei. Potranno dire che siamo dei manipolatori ma chi ama davvero non può nemmeno pensarlo. Come possiamo non amare ed esprimere amore verso chi sa preservare il più prezioso gioiello a noi donato dal Signore? Grati per il tutto e per la delicatezza anche verso noi. Con fiducia ed affetto la nostra vicinanza

💞🙏🏻🌹

sabato 28 settembre 2024

Fiducia nella grazia di Dio

 

Proposta Pastorale 2024-25 È lo stesso Arcivescovo a spiegare, nell’Introduzione, il significato di un titolo provocatorio: «La Proposta pastorale invita a rinnovare la fiducia nella grazia di Dio che basta per perseverare nella vita cristiana e propone di dire “basta!” al male con cui i figli degli uomini tormentano gli altri e se stessi». Richiamando la Lettera di san Paolo ai Corinzi e gli scritti di santi come Teresa d’Avila e Ignazio di Loyola, monsignor Delpini spiega che «lo smantellamento della nostra superbia apre uno spazio in cui si fa percepibile in modo limpido che tutto è frutto del dono…

sabato 31 agosto 2024

Spera e agisci con il creato

 














Dio Trino, Creatore di tutto,

Ti lodiamo per la tua bontà, visibile in tutta la diversità

che hai creato, rendendoci una famiglia cosmica che vive

in una casa comune. Attraverso la Terra che hai creato,

sperimentiamo amore e nutrimento, casa e protezione.

Confessiamo di non relazionarci con la Terra come un

dono Materno da parte tua, nostro Creatore. Il nostro

egoismo, l'avidità, la negligenza e l'abuso hanno causato

la crisi climatica, la perdita di biodiversità, la sofferenza

umana e quella di tutti i nostri simili. Confessiamo di non

aver ascoltato i gemiti della Terra, i gemiti di tutte le

creature e i gemiti dello Spirito di speranza e di giustizia

che vive in noi.

Che il Tuo Spirito Creatore ci aiuti nella nostra debolezza,

affinché possiamo conoscere il potere redentore di Cristo

e la speranza che si trova in Lui. Che i gemiti dello Spirito

facciano nascere in noi la volontà di servirti fedelmente,

per ascoltare e curare la Creazione, per sperare e agire

insieme a lei, affinché fioriscano le primizie della

speranza.

Dio amorevole e Creatore, ti preghiamo di renderci

sensibili a questi gemiti e di permetterci di avere la stessa

compassione di Gesù, il Signore redentore. Concedici una

nuova visione del nostro rapporto con la Terra e tra di noi,

come creature fatte a tua immagine e somiglianza.

Nel nome di colui che è venuto ad annunciare la buona

novella a tutta la Creazione, Gesù Cristo.

Amen.

lunedì 5 agosto 2024

Il miracolo della neve

 

Roma ore 18.

Scende la neve come benedizione per tutti noi
🙏
Venerdì 5 agosto, anniversario della Dedicazione della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore e Solennità della Madonna della Neve, torna la tradizionale “nevicata” in memoria dell’evento miracoloso avvenuto nel IV secolo, nel 358 d.C., sotto il pontificato di Papa Liberio. In quel tempo, la Madonna apparve in sogno al Papa e al patrizio Giovanni, chiedendo loro di costruire una chiesa nel luogo che gli avrebbe indicato. Al loro risveglio, in pieno agosto, il Papa e il patrizio trovarono l'Esquilino ricoperto di neve. Era il segno che aspettavano. Lì sorse la chiesa dedicata alla Madonna e l’evento passò alla storia come “il miracolo della neve”.

martedì 18 giugno 2024

60 anni di noi.

20 giugno 1964 - 20 giugno 2024

🤍
60anni di noi... nella gratuità di un dono di amore reciproco
💞
Una coppia, che come noi, raggiunge le nozze di diamante dovrebbe essere dichiarata patrimonio dell'umanità: un insegnamento prezioso per tutti che parla di fedeltà, coraggio e infinito amore.
🙏
Insieme...tutto insieme. Proprio la parola INSIEME è la forza che è Amore ed ha donato un frutto "speciale": Giuliana. Il nostro essere ancora qui, con Giuliana, ha reso questo anniversario gioioso, pur con infinite preoccupazioni. Ringraziamo il Signore sostegno in questo lungo cammino particolare.
🙏



giovedì 30 maggio 2024

Visitazione della Beata Vergine











Visitazione della Beata Vergine

Con la riforma del calendario del 1969 si è fissata la data al 31 maggio, ultimo giorno del mese mariano per eccellenza.🙏

Il visitare non comporta solo il gesto dell’uscire, del camminare e dell’entrare, di cui Maria è espressione. È necessario anche accogliere, come fa Elisabetta: scelta impegnativa e faticosa. Accogliere corpi che invadono lo spazio intimo della casa. E con essi, le storie di cui sono portatori.
VERO INCONTRO
Nelle mie mani porto il dono che sei tu
e ti regalo a te stesso
rinnovato dall’amore che ti voglio comunicare.
Nelle tue mani tu porti in dono me
perchè non mi giudichi
e mi fai sentire amato per quel che sono.
Questi doni che ci scambiamo non costano nulla in denaro
ma hanno un valore infinito
perchè non finiscono mai di rinnovare e di donare gioia.
Giovanni don

venerdì 24 maggio 2024

SS. Trinità












Il mistero della Santissima Trinità è il più grande della nostra fede, anche se indubbiamente il più arduo da comprendere. A ragione ha scritto dunque Gustave Thibon: «Il mistero non è un muro contro cui l’intelligenza si infrange, ma un oceano dove l’intelligenza si perde».

La Chiesa, dopo aver stabilite diverse feste che onorano le singole Persone della Santissima Trinità, ne fissò pure una in onore delle Tre Persone.
Questa festa fu istituita nei primi secoli del Medio Evo per opera specialmente dei monaci che cominciarono a celebrarla nei loro monasteri. Di qui si estese man mano alle singole diocesi e finalmente all'intera Chiesa Romana per opera di Papa Giovanni XXII che nel 1314 la dichiarava festa universale, fissandola la prima domenica dopo Pentecoste.
« Abbiamo visto, dice il Guéranger, gli Apostoli il di della Pentecoste ricevere lo Spirito Santo, e fedeli all'ordine del loro Divino Maestro, mettersi in viaggio per andare ad ammaestrare le nazioni nel nome della Santissima Trinità. Era dunque conveniente che la festa di Dio Uno e Trino seguisse immediatamente la Pentecoste cui si connette con misterioso vincolo ».
La festa della Trinità è una festa cara e gradita a tutti i cristiani perché ricorda il più grande mistero della nostra religione: « Un Dio solo in tre persone uguali e distinte »; questo dogma che è il grande oggetto della nostra adorazione in vita, sarà poi la nostra eterna felicità in cielo.

domenica 12 maggio 2024

Incontrare un infermiere

 

Giornata internazionale dell’Infermiere

Il 12 maggio 1820 è nata Florence Nightingale, fondatrice delle Scienze infermieristiche moderne. L’International Council of Nurses ricorda questa data celebrando in tutto il mondo la Giornata internazionale dell’Infermiere.
A partire dal 1992 l’allora Federazione nazionale Collegi Ipasvi sostiene la Giornata internazionale dell’Infermiere anche con la diffusione di manifesti che sottolineano l’impegno degli infermieri italiani sui temi della solidarietà e dell’alleanza con i pazienti e le loro famiglie. Gli slogan proposti in oltre un decennio ribadiscono tutti la scelta di stare “dalla parte del cittadino”.
Il 12 maggio è così diventato l’occasione per far sì che la professione infermieristica “parli un po’ di sé” con i ricoverati negli ospedali, con gli utenti dei servizi territoriali, con gli anziani, con gli altri professionisti della sanità, con i giovani che devono scegliere un lavoro, con tutti coloro – insomma – che nel corso della propria vita hanno incontrato o incontreranno “un infermiere”.
https://www.fnopi.it/stampa-e-comunicazione/giornata-dellinfermiere/

martedì 2 aprile 2024

Consapevolezza autismo

 

ll 2 aprile è la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo (WAAD, World Autism Awareness Day) istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale dell’ONU. La ricorrenza richiama l’attenzione di tutti sui diritti delle persone nello spettro autistico.

giovedì 28 marzo 2024

Auguri ai Sacerdoti

 

"Camminerete con noi, a volte davanti, a volte in mezzo e a volte dietro: davanti, per guidare la comunità; in mezzo, per incoraggiarla e sostenerla; dietro, per tenerla unita perché nessuno rimanga troppo indietro, per tenerla unita. La vostra opera nella vigna del Signore sia feconda di frutti e di tanta gioia spirituale per voi e per tutti quelli che incontrerete. Amen"

lunedì 11 marzo 2024

La fontana di Carosello

 

La fontana di Carosello esiste veramente, è a Napoli.
Chi oggi ha almeno 50 anni ricorda la sigla televisiva di Carosello che era, per i bambini, un appuntamento imperdibile prima di andare a dormire.
La colonna sonora rimase immutata per tutti i vent’anni, dal 1957 al 1977, si trattava di una tarantella del repertorio napoletano risalente agli anni venti intitolata “Pagliaccio” di autore ignoto.
Roberto Murolo l’ha poi inserita nella sua antologia della canzone napoletana.
Il giorno precedente alla messa in onda di Carosello, prevista per il 3 febbraio 1957, ci si accorse che mancava la sigla.
Il regista Luciano Emmer e il produttore Cesare Taurelli crearono durante la notte una serie di siparietti che si aprivano ad ogni sketch; la macchina da presa, fotogramma per fotogramma, a passo uno, avanzava mentre le tendine si aprivano.
La sigla di CAROSELLO più celebre, però, fu disegnata a tempera da Manfredo Manfredi e fu trasmessa a partire dal 1962.
La sigla disegnata, sovrapposta al monumento reale, riproduce esattamente l’opera d’arte monumentale di Napoli chiamata Fontana del Gigante o dell’Immacolatella.
La sua costruzione risale agli inizi del Seicento per opera del pittore e scultore Pietro Bernini e dell’architetto e scultore Michelangelo Naccherino che la realizzarono su commissione del Duca d’Alba Don Antonio Alvarez di Toledo.
La Fontana del Gigante, o dell’Immacolatella, è situata a Napoli tra via Partenope e via Nazario Sauro, proprio di fronte a Castel dell’Ovo.
-da un posto di Campania svelata-