"io sono qui per continuare ad imparare"

Una frase, un ringraziamento, un pensiero, una poesia, una nota citazione, una preghiera, una testimonianza che trattano i temi fondamentali della vita (che chiamerò "riflessioni") possono, qualche volta, tracciare un solco positivo nel cuore e in alcuni casi diventare motivo di stimolo, speranza, conforto, sostegno. Se alle mie "riflessioni" aggiungerete le vostre, condivideremo anche con altri qualche prezioso suggerimento, come meditazione sulla realtà del vivere quotidiano.


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martedì 24 luglio 2012

Il mio albero di olivo

Per voi la foto (che ci siamo fatti inviare oggi da mio fratello) dell'OLIVO piantato da Giulio nel nostro terreno a Bordighera nel 1996...


Sia i popoli orientali che quelli europei hanno sempre considerato questa pianta un simbolo della pace.
I greci antichi consideravano l’olivo una pianta sacra e la usavano per fare delle corone con cui cingevano gli atleti vincitori delle o...limpiadi. A quel tempo la pianta non era ancora l’olivo coltivato ma il suo progenitore selvatico l’oleastro. Secondo il mito ci pensò Atena a trasformare la pianta selvatica in pianta coltivata e da quel momento essa divenne sacra alla Vergine Atena e di conseguenza divenne anche simbolo di castità.
Per i Romani era simbolo insigne per uomini illustri.
Per gli Ebrei l'olivo era simbolo della giustizia e della sapienza.
Nella religione cristiana la pianta d'olivo ricopre molte simbologie.
Nella Bibbia si racconta che calmatosi il diluvio universale, una colomba portò a Noè un ramoscello d'olivo per annunciargli che la terra ed il cielo si erano riconciliati. Da quel momento l’olivo assunse un duplice significato: diventò il simbolo della rigenerazione, perché, dopo la distruzione operata dal diluvio, la terra tornava a fiorire; diventò anche simbolo di pace perché attestava la fine del castigo e la riconciliazione di Dio con gli uomini. Ambedue i simboli sono celebrati nella festa cristiana delle Palme dove l’olivo sta a rappresentare il Cristo stesso che, attraverso il suo sacrificio, diventa strumento di riconciliazione e di pace per tutta l’umanità. In questa ottica l’olivo diventa una pianta sacra e sacro è anche l’olio che viene dal suo frutto, le olive. Infatti l'olio d'oliva è il Crisma, usato nelle liturgie cristiane dal Battesimo all'Estrema Unzione, dalla Cresima alla Consacrazione dei nuovi sacerdoti.
La simbologia dell'olivo si ritrova anche nei Santi Vangeli: Gesù fu ricevuto calorosamente dalla folla che agitava foglie di palma e ramoscelli d'olivo; nell'Orto degli Ulivi egli trascorse le ultime ore prima della Passione.
(verdi incontri)

martedì 17 luglio 2012

Tenerezza infinita

Ci sono cose
che non si possono spiegare a parole.
Vanno spiegate a baci.



Non uno sguardo,
non una parola,
ma solo un bacio.

Le nostre ferie...da nove anni

15 LUGLIO FONDAZIONE ISTITUTO SACRA FAMIGLIA
Mare? Monte? Collina?...Noo! Questo è il cielo di Cesano Boscone... e c'è un piccolo e grande dettaglio che differenzia il tutto: QUI ABITANO GLI ANGELI!




mercoledì 11 luglio 2012

Una rosa bianca per te...

 

Rosa bianca significato di purezza e castità, è uno dei fiori più venduti. Ciò è dovuto alla sua versatilità, essendo un fiore utilizzabile in numerose occasioni. Si può ad esempio scegliere questo fiore sia per simboleggiare un amore puro e sincero, ma anche per elogiare un sentimento come quello dell’amicizia, nato senza secondi scopi e cresciuto senza segreti o compromessi. ♥ ♥ ♥
 



lunedì 2 luglio 2012

" I Care" motto di don Milani

"I care": mi preoccupo di… Quel che conta qui è l’oggetto di cui si ha cura: può essere il denaro, il successo, la visibilità, il consumismo. Si citano sondaggi di adolescenti che sognano soldi, donne, auto, evasioni. O può essere cura "antropologica" per l’uomo, il bambino, il disabile, l’emarginato.

Il dono e la ricchezza vera
di ognuno è ricevere
e poter ripetere
il motto di don Milani:
"I care".

Citazione S. Agostino


Citazione di Budda




Un fiore racchiude in sè
tutte le parole e gli insegnamenti,
riassume il ciclo vitale.
E' immagine della perfezione
che si deve raggiungere,
è illuminazione spontanea,
è espressione dell'inesprimibile.
(Budda)

giovedì 28 giugno 2012

Pizza Margherita (curiosità)

BORDIGHERA - REGINA MARGHERITA
Ecco l'autrice della famosa pizza! La ricetta originale della pizza napoletana non contempla la mozzarella ma lei ce la volle mettere lo stesso: l'amava troppo.



La pizza Margherita prende il nome dalla prima regina d'Italia Margherita di Savoia (che aveva una residenza a Bordighera), poiché i suoi colori rappresentano la bandiera italiana dopo l'unificazione, nel 1861 - pomodori rossi, basilico verde e formaggio bianco.

venerdì 15 giugno 2012

Cantico dei Cantici (2, 8-14)


Cantico dei Cantici 2,8-14

8Una voce! L’amato mio!
Eccolo, viene
saltando per i monti,
balzando per le colline.
9L’amato mio somiglia a una gazzella
o ad un cerbiatto.
Eccolo, egli sta
dietro il nostro muro;
... guarda dalla finestra,
spia dalle inferriate.
10Ora l’amato mio prende a dirmi:
«Àlzati, amica mia,
mia bella, e vieni, presto!
11Perché, ecco, l’inverno è passato,
è cessata la pioggia, se n’è andata;
12i fiori sono apparsi nei campi,
il tempo del canto è tornato
e la voce della tortora ancora si fa sentire
nella nostra campagna.
13Il fico sta maturando i primi frutti
e le viti in fiore spandono profumo.
Àlzati, amica mia,
mia bella, e vieni, presto!
14O mia colomba,
che stai nelle fenditure della roccia,
nei nascondigli dei dirupi,
mostrami il tuo viso,
fammi sentire la tua voce,
perché la tua voce è soave,
il tuo viso è incantevole».

Lettura del Cantico dei Cantici (2, 8-14)
Il testo ci offre un brano di raffinata bellezza poetica, dominato dallo sguardo e dalla voce della donna amata che si immedesima nell’incanto della primavera più sognato e fantastico che reale: “ella sente (o sogna) la voce del diletto o i suoi passi, venendo il diletto con salti su monti e colli, simile a gazzella o a cucciolo di cervi, lo intravede già intorno alla casa «dietro il nostro muro»; già guarda per le finestre e spia fra i cancelli. Ne ode la voce: e, prima, un invito, quasi una vocazione all’amore «Alzati, amica mia, mia bella, e vieni!» (espressione analoga nei contesti di vocazione profetica, ad esempio, Elia……..), poi un altro invito di vago sapore lamentoso, sempre sognato dalla ragazza, che ella si riveli a lui nell’incanto del suo viso, nella dolcezza della sua voce: «la tua voce è dolce, incantevole il tuo viso»”1. Come si può notare “emerge il gioco degli occhi che pervade il nostro brano in contrappunto a quello della voce e che diventa decisivo per la comunicazione e per la comunione interpersonale: vedere ed ascoltare sono i due grandi percorsi dell’amore e del dialogo”2.
L’amato “fa alzare la sua compagna e l’invita a entrare nel movimento panico di tutta la natura a primavera. Egli deve però, ancora scovare la sua donna, cercandola «nelle fenditure della roccia», cioè nel segreto della sua intimità; ma deve lui pure volgersi verso di lei in una ricerca continua che non conosce mai il possesso definitivo, pur nella certezza della mutua appartenenza. ..Rimbaud ha scritto un verso folgorante per descrivere questa attesa, un verso che potremmo applicare a ogni genuino amore, partendo con il poeta francese dall’amore per Dio: «J’attends Dieu avec gourmandise», «aspetto Dio con ingordigia» Un’attesa appassionata, fremente, intensa, «ingorda» appunto, l’attesa dell’amore vero e profondo”3.
Di qui il tema dell’attesa e del desiderio appassionato di un Amore che può essere colmato pienamente solo da Dio.

1 COLOMBO D., Cantico dei cantici, Queriniana, Brescia 1985, 75.
2 RAVASI G., Il Cantico dei cantici. Commento e attualizzazione, EDB, Bologna 1992, 274.
3 RAVASI G., Il Cantico dei cantici. Commento e attualizzazione, 275.

L'amore è così: primavera e inverno, notte e giorno, luce e tenebre, lontananza e unità profonda
Amore è farsi destare al proprio destino uscendo dalla paura dei propri limiti, specie da quelli che facciamo fatica ad accettare.

Il Cantico dei Cantici


Shir ha-Shirim (= La Canzone delle canzoni), il Canto più bello.

La più bella canzone d’amore è “Parola di Dio”.

IL «SANTO DEI SANTI» DELLA BIBBIA EBRAICA E CRISTIANA

È il libro più paradossale dell’umanità. Collane di poemetti universali lo pubblicano insieme ad altre “Perle d’Oriente”, come i Pensieri di BUDDA, o Antichi proverbi persiani, o i Pensieri di CONFUCIO, o il poema Rubaiyat (= Quartine) di OMAR KHAYYAM.
1 Lo si può leggere insieme alle liriche amorose degli antichi egiziani, dei cinesi, degli indiani e degli arabi. Lo si è paragonato ai poemi cultici mesopotamici o cananei, e alla poesia amorosa e bucolica alessandrina.
2 Il Cantico fa pensare pure alle liriche di Saffo e di Catullo, e all’Ars amatoria di OVIDIO.
3E non manca chi ritiene che questo libro sia stato introdotto nel canone biblico in un momento di distrazione o di abbaglio dei saggi d’Israele, sedotti dall’atmosfera sensuale ed erotica del testo, come un giorno due anziani giudici si lasciarono andare alla loro passione per la rara bellezza di Susanna, figlia di Chelkia (Dan 13). Gianfranco Ravasi, nel suo bel commento del Cantico dei Cantici, offre un sommario eloquente della tradizione letteraria amorosa mondiale e di quella artistica, che si è calorosamente interessata a questo gioiello poetico della Bibbia, o che, consapevolmente o no, è consonante con esso.
4Sorprendiamo però il Cantico letto avidamente anche nella Chiesa, e non solo nelle evasioni erotiche e amorose di Pietro Abelardo e di Eloisa, ma pure tra le mani di castissime donne, come Ildegarda di Bingen, Chiara di Assisi, Matilde di Magdeburgo, Gertrude di Helfta, Angela da Foligno, Giuliana di Norwich, Caterina da Siena, Caterina da Genova, Teresa d’Avila, Maria Maddalena de’ Pazzi, Veronica Giuliani, Maria dell’Incarnazione, Anna Caterina Emmerich, fino a Teresa di Lisieux, a Gemma Galgani, a Edith Stein e a tante altre.
Troviamo il Cantico variamente commentato da una schiera innumerevole di padri, mistici,esegeti e teologi, come Ippolito, Origene ed Efrem il Siro, Cirillo di Gerusalemme e Gregorio di Nissa, Ambrogio e Girolamo, Teodoreto di Ciro, Gregorio Magno e Beda il Venerabile, Alcuino, Gregorio di Narek, Ruperto di Deutz
5, Guglielmo di Saint-Thierry, Bernardo di Chiaravalle
6, Riccardo di San Vittore, Giovanni Ruysbroeck, Enrico Susone e Giovanni Taulero, Raimondo Lullo, Niccolò di Lira, Dionigi il Certosino, Fray Luís de León, Giovanni della Croce, Cornelius a Lapide, Francesco di Sales, Jean J. Surin, Federico Borromeo, Jacques Bénigne Bossuet, Luigi Lallemant, Jean-Pierre de Caussade e Pierre-Joseph de Clorivière, fino a Giovanni Paolo II e a molti altri.
(Francesco Rossi de Gasperis)

mercoledì 13 giugno 2012

Famiglia: un pensiero di Benedetto XVI



“La vostra vocazione non è facile da vivere, specialmente oggi, ma quella dell’amore è una realtà meravigliosa, è l’unica forza che può veramente trasformare il cosmo, il mondo”.

(Benedetto XVI, Omelia del 3 giugno 2012 durante il VII Incontro Mondiale delle Famiglie a Milano)

Amici,  voi siete una realtà meravigliosa...
Grazie  "famiglia"
 Enrica