"io sono qui per continuare ad imparare"

Una frase, un ringraziamento, un pensiero, una poesia, una nota citazione, una preghiera, una testimonianza che trattano i temi fondamentali della vita (che chiamerò "riflessioni") possono, qualche volta, tracciare un solco positivo nel cuore e in alcuni casi diventare motivo di stimolo, speranza, conforto, sostegno. Se alle mie "riflessioni" aggiungerete le vostre, condivideremo anche con altri qualche prezioso suggerimento, come meditazione sulla realtà del vivere quotidiano.


mailto:g.enrica.g@gmail.com
http://www.youtube.com/enricasignorag
http://www.facebook.com/enrica.giulio.sciandra



martedì 15 aprile 2025

Esserci quando è il momento














La bellezza della vita la scopri quando sai gettare semi di gratitudine nei solchi della sofferenza che ogni giorno ti si presenta davanti. .

martedì 1 aprile 2025

È un talento essere anziani

 

Pochissimi sanno essere vecchi. È un talento anche quello. E ce n’è così poco in giro. La dignità di una senilità nei tratti somatici e nei modi si sta perdendo inesorabilmente. E ripeto: pochissimi sanno essere vecchi e ancora meno sono quei pochi che, per pudore, non esprimono la reale gioia di vivere che ogni mattina li sorprende. Fortunati mortali. Sono quelli che sanno chi sono e si comportano, si vestono e agiscono secondo biologia, disdegnando i ritocchi alla faccia e all’anima."

M. Mazzini

Ritorno della casa al Padre di S. Giovanni Paolo II

 

2 aprile 2025: 20° anniversario del ritorno della casa al Padre di San Giovanni Paolo II. La celebrazione della Santa Messa verrà celebrata da Sua Eminenza Card. Pietro Parolin (Segretario di Stato) nella basilica papale di San Pietro in Vaticano.

martedì 11 marzo 2025

Devi fermarti ogni tanto.








 Devi fermarti ogni tanto.

E se proprio non ce la fai
perché non è sempre facile
anzi forse non è facile mai
concedersi una pausa
allora rallenta.
Chiudi gli occhi.
Prendi fiato dal vento.
Guardati indietro
non per rimpiangere
ma solo per accorgerti
di tutta la strada che hai fatto.
Devi fermarti ogni tanto.
Dimenticarti di tutto e di tutti.
Senza paura di fare del male.
Chi ti sa leggere sa
che le pagine bianche
sono solo un passaggio.
Per gli altri devi avere pazienza.
Non tutte le persone che ci voglio bene
sono pronte a capire
che allontanarsi
non vuol dire per forza
andarsene via.
Ma cercare uno spazio
che dove ti trovi non c’è.
Devi fermarti ogni tanto
e riprendere il sogno
da dove lo avevi lasciato.
O forse abbandonato.
Perso.
Ricomincia da lì.
Vattene in giro con l’anima spettinata.
Prenditi tutto il tempo che serve
e già che ci sei
prendi anche un po’ di felicità
e mettila davanti agli occhi.
E dopo guarda
guarda che cosa ti stavi perdendo.
Sii certo di esistere
e di saperti ascoltare
amandoti sottovoce.
Passeggiati dentro
dove gli altri non sanno arrivare.
Tieniti stretto.
Non c’è nessuno capace di insegnartelo.
Non c’è nessuno più bravo di te
a saperlo fare.
Andrew Faber
Ma soprattutto ringrazia Dio .🙏

lunedì 3 marzo 2025

Strappiamo la maschera

 

“Lottiamo per scoprire, per sperimentare la verità su noi stessi; per strappar via le maschere dietro le quali ci nascondiamo ogni giorno”.

Grotowski

giovedì 13 febbraio 2025

E' il giorno dell' amore.

 


S. Valentino è il giorno dell' amore.

L' amore tra innamorati veri.
Tra mamma e figlio.
Tra baby e fragili.
L' amore è famiglia.
L' amore è amicizia.
L' amore è volersi bene ogni giorno
ed amare la vita in condivisione con i "fratelli".💞

martedì 11 febbraio 2025

Grazie care/i amiche/ci blogghisti

 


12 febbraio 2010 - 12 febbraio 2025

"Voglio solo il mio braccio
sopra un altro braccio amico
e spartire con altri occhi
quello che guardano i miei".

Grazie care/i amiche/ci blogghisti
che in questo altro anno
siete state/i accanto
nel mio e vostro blog.

lunedì 10 febbraio 2025

Mamma della speranza

 

11 febbraio - Beata Vergine Maria di Lourdes -🙏
💙Giornata Mondiale del Malato 2025 💙
Mamma della speranza sostieni gli ammalati e chi se ne prende cura 🙏

sabato 8 febbraio 2025

Emanò calore. E fu felice.

 

IL FILO DI COTONE
C'era una volta un filo di cotone che si sentiva inutile. «Sono troppo debole per fare una corda» si lamentava. «E sono troppo corto per fare una maglietta. Sono troppo sgraziato per un Aquilone e non servo neppure per un ricamo da quattro soldi. Sono scolorito e ho le doppie punte... Ah, se fossi un filo d'oro, ornerei una stola, starei sulle spalle di un prelato! Non servo proprio a niente. Sono un fallito! Nessuno ha bisogno di me. Non piaccio a nessuno, neanche a me stesso!».
Si raggomitolava sulla sua poltrona, ascoltava musica triste e se ne stava sempre solo. Lo udì un giorno un mucchietto di cera e gli disse: «Non ti abbattere in questo modo, piccolo filo di cotone. Ho un'idea: facciamo qualcosa noi due, insieme! Certo non possiamo diventare un cero da altare o da salotto: tu sei troppo corto e io sono una quantità troppo scarsa. Possiamo diventare un lumino, e donare un po' di calore e un po' di luce. È meglio illuminare e scaldare un po' piuttosto che stare nel buio a brontolare».
Il filo di cotone accettò di buon grado. Unito alla cera, divenne un lumino, brillò nell'oscurità ed emanò calore. E fu felice.
Bruno Ferrero

giovedì 30 gennaio 2025

Madonna dell’Idea









La “Madonna dell’Idea”, luce che illumina il mondo

Per la festa della Presentazione del Signore al Tempio ancora oggi si ripete nel Duomo di Milano un'antichissima tradizione, che ha il suo fulcro nella processione guidata dall'arcivescovo, con una venerata icona: quella attuale è attribuita a Michelino da Besozzo ed è degli inizi del Quattrocento
di Luca FRIGERIO
30 Gennaio 2025
Un’unica opera, due facce. Sì, perché quella che è chiamata Madonna dell’Idea, uno dei tesori del Duomo di Milano, è stata concepita come un’icona da portare in processione, e quindi con immagini visibili su entrambi i lati. Un ligneo gonfalone, insomma, che da quasi sei secoli, ininterrottamente, è al centro di un solenne e partecipato rituale sacro. Erede, a sua volta, di una tradizione che si perde nella notte dei tempi.
Su un lato è dipinta una Madonna in trono col Bambino. Il piccolo Gesù sta in piedi sulle ginocchia della madre: la mano sinistra regge un globo, a ricordare la sua signoria universale, mentre la destra è alzata nel gesto della benedizione. È nudo, e Maria, con gesto pudìco, stende un sottilissimo velo all’altezza del pube, la cui trasparenza, tuttavia, ha la funzione di svelare, più che di coprire: ecco il Verbo che si è fatto carne, vero uomo e vero Dio.
Dall’altro lato della tavola, invece, troviamo la Presentazione di Gesù al Tempio. Come si legge nel vangelo di Luca, «quando venne il tempo della loro purificazione secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore».
Il particolare più toccante di questa scena è proprio in quello slancio di Gesù verso la madre, in quelle mani protese al reciproco abbraccio. Con il volto di Maria, tuttavia, che non è gioioso come ci aspetteremo, ma appare anzi adombrato, come pervaso da un’intima tristezza. Con grande efficacia, cioè, l’artista ci mostra la profonda impressione che devono aver suscitato nella Vergine le ultime parole che le ha rivolto Simeone, come in un sussurro: «Egli è qui per la rovina e risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima».
L’attribuzione a Michelino
Un piccolo, grande capolavoro, insomma. Sulla cui paternità in passato non esistevano dubbi, anche perché la tavola reca una firma e una data: «Michelino da Besozzo, 1428». Uno dei più importanti artisti italiani del primo Quattrocento, celebrato dai contemporanei come «pittore sommo» e «stupendissimo». Tuttavia nel vasto archivio della Veneranda Fabbrica ad oggi non sono emersi documenti relativi a questa specifica commessa.
L’icona della Madonna dell’Idea è custodita nel Museo del Duomo di Milano, ma in cattedrale è ancora oggi al centro delle celebrazioni del 2 febbraio, quando, con una solenne processione, si ricorda, ad un tempo, la Purificazione della Vergine e la Presentazione di Gesù al Tempio. È la festa che la devozione ambrosiana chiama «Candelora», posta a conclusione dell’intenso ciclo natalizio.
Il nome “Idea”
Fra gli studiosi si discute sull’origine e sul significato del nome «Idea» dato all’icona mariana portata in processione. Per alcuni deriverebbe direttamente dal culto della Magna Mater Ideae, cioè la dea Cibele, madre degli dei, in onore della quale, nell’antichità pagana, si svolgevano processioni soprattutto per invocare la fertilità della terra. La processione, quindi, non sarebbe altro che la cristianizzazione degli antichi riti pagani: la Chiesa avrebbe così sostituito a Cibele con la vera «Idea», la Madre di Dio, Maria santissima.
Questa interpretazione non è tuttavia condivisa da altri ricercatori, che propongono invece di interpretare il termine “Idea” nel suo significato etimologico, dal greco eidon (immagine) o da odea, odegitria (e cioè: colei che indica la via): nome, quest’ultimo, che abbiamo già incontrato con la Madonna col Bambino di Santa Maria del Monte a Varese.
Come spiega bene monsignor Marco Navoni, prefetto della Biblioteca Ambrosiana, «nella tradizione ambrosiana, la festa del 2 febbraio è sempre stata considerata festa del Signore più che di Maria: il suo contenuto è quindi prettamente cristologico, l’incontro fra il Messia e il suo popolo, nella realizzazione piena delle promesse fatte ai padri».
Oggi questo carattere risulta ancora più evidente di un tempo anche nel rito che precede la messa: la processione ha perso infatti quella connotazione penitenziale che aveva nell’ordinamento liturgico antico per diventare simbolo dell’incontro di Cristo (luce del mondo, come ricordano le candele) presentato da Maria al Tempio e a tutto il popolo cristiano.
«Con la Candelora dall’inverno siamo fora», recita un vecchio adagio milanese. Così che molti, al termine di questa celebrazione così ricca di fede e di poesia, che piova o ci sia il sole, riescono a vedere un loro ritaglio di cielo meno grigio col quale decidono che la primavera sta per rifiorire.
https://www.chiesadimilano.it/news/arte-cultura/la-madonna-dellidea-luce-che-illumina-il-mondo-2826963.html?fbclid=IwY2xjawIIpX5leHRuA2FlbQIxMQABHZfbSNcoDMfQZYbvYUxJDji862pZn7ZitjQ3fV_94eTU9-m7wjPvFuExMw_aem_52MK_IESB5rfGQ2UP_h9yw