Una frase, un ringraziamento, un pensiero, una poesia, una nota citazione, una preghiera, una testimonianza che trattano i temi fondamentali della vita (che chiamerò "riflessioni") possono, qualche volta, tracciare un solco positivo nel cuore e in alcuni casi diventare motivo di stimolo, speranza, conforto, sostegno. Se alle mie "riflessioni" aggiungerete le vostre, condivideremo anche con altri qualche prezioso suggerimento, come meditazione sulla realtà del vivere quotidiano.
Quelli che sorreggono il mondo sono coloro che sanno regalare un pezzetto di vita agli altri. E lo fanno con tutto il cuore.I primi posti appartengono a quelli che, in ognuna delle nostre case, danno ciò che fa vivere, regalano vita con mille gesti non visti da nessuno, gesti di cura, di accudimento, di attenzione, rivolti ai genitori o ai figli al coniuge o a chi busserà domani. Fossero anche spiccioli di bontà, solo briciole, non è mai irrisorio, mai insignificante un gesto di bontà cavato fuori dalla nostra povertà.
Giuliana dice alle baby della Comunità psichiatrica: "...Allora vi racconto ...Enrica dice a Giulio: Corri corri sta per nascere Giuliana!!! Allora papà prende la macchina...comincia a correre e suonare pipipipipi.... la mamma col fazzoletto fuori dal finestrino come avesse vinto l'Italia....Arrivano e suonano il campanello. Salgono le scale e sentono uee ueee ueee... Eccola è questa la nostra Giuliana!!!!! Ma eri bella!!! Ma bella....portiamola a casa nostra....e mamma e papà mi hanno adottata....per tutta la vita!!!"
Ho accompagnato con Giulio, per 30 anni, Giuliana con "amore" ma poi non è stato più possibile proteggerla in famiglia:...umiltà, umiltà, umiltà e...consapevolezza.
Tobino (per quarant’anni medico e direttore manicomiale alle prese con le varie forme della follia) tenta di paragonarsi al cavaliere che accompagna la follia nelle sue lente danze, nei balli vivaci, in quelli furiosi, ma umilmente ammette non ho potuto proteggere.
...E sulla sua testa una corona di dodici stelle... La corona è simbolo di trionfo, di vittoria. Il numero dodici è tradizionalmente un numero ricco di simboli: essendo il prodotto di tre (numero che simboleggia la divinità) per quattro (numero che simboleggia l'umanità) sta a indicare la perfetta fusione tra l'umano e il divino nel mondo ebraico il dodici rappresentava la pienezza, e dodici era anche il numero delle tribù in cui era suddiviso il Popolo di Israele. Anche Gesù accolse la tradizione del numero dodici, dal momento che scelse appunto dodici apostoli...un numero perfetto, come a indicare che la grande famiglia dei credenti in Lui doveva espandersi fino ai confini della terra.
Perdere un marito, un fratello, una sorella, una nipote, un amico significa perdere qualcuno con il quale avresti potuto invecchiare. Perdere un padre vuol dire perdere la guida e l'aiuto di cui hai bisogno.
Forte come la morte è l'amore (Cantico dei Cantici 8,6)
"Non lasciare che la morte o i dolori ti rubino i ricordi gioiosi. Tieniti stretta questa tua felicità che hai conosciuto, che hai condiviso. Non andrà mai persa. Il ricordo delle persone che ci sono state care vivrà per sempre nei nostri cuori: più forte di qualsiasi abbraccio, più importante di qualsiasi parola o regalo". - Pam Brown -