"io sono qui per continuare ad imparare"

Una frase, un ringraziamento, un pensiero, una poesia, una nota citazione, una preghiera, una testimonianza che trattano i temi fondamentali della vita (che chiamerò "riflessioni") possono, qualche volta, tracciare un solco positivo nel cuore e in alcuni casi diventare motivo di stimolo, speranza, conforto, sostegno. Se alle mie "riflessioni" aggiungerete le vostre, condivideremo anche con altri qualche prezioso suggerimento, come meditazione sulla realtà del vivere quotidiano.


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martedì 16 agosto 2011

La Conoscenza (Gibran Kahlil Gibran)


E un uomo domandò:
Parlaci della Conoscenza.
Ed egli rispose, dicendo:
Il vostro cuore conosce in silenzio
i segreti dei giorni e delle notti.
Ma l'orecchio è assetato dell'eco
di ciò che sa il vostro cuore.

Vorreste esprimere ciò che avete sempre pensato.
Vorreste toccare con mano il nudo corpo dei sogni.
Ed è bene lo sappiate:
La sorgente chiusa nell'anima vostra
dovrà scaturire un giorno,
e mormorare verso il mare;
E ai vostri occhi si svelerà
il tesoro della vostra immensità.
Ma non con la bilancia
peserete questo tesoro ignoto;
E non sondate con l'asta o lo scandaglio
le vostre sapienti profondità.
Poi che il vostro Io è un infinito e sconfinato mare.

Non dite, « Ho trovato la verità »,
ma piuttosto, « Ho trovato una verità ».
Non dite, « Ho trovato il sentiero dell'anima »,
dite piuttosto
« Sul mio sentiero ho incontrato l'anima in cammino ».
Poi che l'anima cammina su tutti i sentieri.
L'anima non va su di una linea,
e non cresce come una canna.
L'anima si svolge in mille petali come un fiore di loto.

Gibran Kahlil Gibran - Il Profeta (BIBLIOTECA DELLA FENICE-GUANDA)1986

lunedì 15 agosto 2011

Assunzione della Beata Vergine Maria 15 agosto

L'Immacolata Vergine, preservata immune da ogni colpa originale, finito il corso della sua vita, fu assunta alla celeste gloria in anima e corpo e dal Signore esaltata quale regina dell'universo, perché fosse più pienamente conforme al Figlio suo, Signore dei dominanti e vincitore del peccato e della morte'. (Conc. Vat. II, 'Lumen gentium', 59). L'Assunta è primizia della Chiesa celeste e segno di consolazione e di sicura speranza per la chiesa pellegrina. La 'dormitio Virginis' e l'assunzione, in Oriente e in Occidente, sono fra le più antiche feste mariane. Questa antica testimonianza liturgica fu esplicitata e solennemente proclamata con la definizione dommatica di Pio XII nel 1950. (Mess. Rom.)



Maria compare per l'ultima volta negli scritti del Nuovo Testamento nel primo capitolo degli Atti: Ella è in mezzo agli apostoli, in orazione nel cenacolo, in attesa della discesa dello Spirito Santo. Alla concisione dei testi ispirati, fa riscontro l'abbondanza di notizie sulla Madonna negli scritti apocrifi, soprattutto il Protovangelo di Giacomo e la Narrazione di S. Giovanni il teologo sulla dormizione della santa Madre di Dio. Il termine "dormizione" è il più antico che si riferisca alla conclusione della vita terrena di Maria. Questa celebrazione venne decretata per l'Oriente nel VII secolo con un decreto dell'imperatore bizantino Maurizio. Nello stesso secolo la festa della Dormizione viene introdotta anche a Roma da un papa orientale, Sergio I. Ma trascorse un altro secolo prima che il termine "dormizione" cedesse il posto a quello più esplicito di "assunzione".

La definizione dogmatica, pronunciata da Pio XII nel 1950, dichiarando che Maria non dovette attendere, al pari delle altre creature, la fine dei tempi per fruire anche della redenzione corporea, ha voluto mettere in rilievo il carattere unico della sua santificazione personale, poiché il peccato non ha mai offuscato, neppure per un solo istante, la limpidezza della sua anima. L'unione definitiva, spirituale e corporea, dell'uomo con il Cristo glorioso, è la fase finale ed eterna della redenzione. Così i beati, che già godono della visione beatifica, sono in certo senso in attesa del compimento della redenzione, che in Maria era già avvenuta con la singolare grazia della preservazione dal peccato.

Alla luce di questa dottrina, che ha il suo fondamento nella Sacra Scrittura, nel cosiddetto "Protoevangelo", contenente il primo annunzio della salvezza messianica dato da Dio ai nostri progenitori dopo la colpa, Maria viene presentata come nuova Eva, strettamente unita al nuovo Adamo, Gesù. Gesù e Maria sono infatti associati nel dolore e nell'amore per riparare la colpa dei nostri progenitori. Maria è dunque non solo madre del Redentore, ma anche sua cooperatrice, a lui strettamente unita nella lotta e nella decisiva vittoria. Quest'intima unione richiede che anche Maria trionfi, al pari di Gesù, non soltanto sul peccato, ma anche sulla morte, i due nemici del genere umano. E come la redenzione di Cristo ha la sua conclusione con la risurrezione del corpo, anche la vittoria di Maria sul peccato, con la Immacolata Concezione, doveva essere completa con la vittoria sulla morte mediante la glorificazione del corpo, con l'assunzione, poiché la pienezza della salvezza cristiana è la partecipazione del corpo alla gloria celeste.
(Piero Bargellini)

venerdì 12 agosto 2011

Una giornata dedicata ai giovani (Gmg 2011 Madrid)



Sembrano passate solo poche settimane da quando, a Sydney, Benedetto XVI diede appuntamento a tutti a Madrid dal 16 al 21 agosto 2011.
Invece era il 2008. Nel frattempo si è lavorato sodo per organizzare la Giornata mondiale della gioventù che torna in Europa. E ora tutto è pronto.

Il logo Gmg di Madrid, creato dal disegnatore spagnolo José Gil-Noguès, è un insieme di simboli.
Una corona formata idealmente dai giovani di tutto il mondo.
La corona - di colore rosso, arancione e giallo - è quella della Vergine dell'Almudena patrona della capitale spagnola) e la M: iniziale di Maria, come anche di Madrid. Il tutto è sormontato dalla croce, (simbolo della fede che i giovani saranno chiamati a testimoniare accanto al Papa).
«Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede», recita così il titolo della Gmg 2011, con riferimento alla lettera ai Colossesi: «Camminate dunque nel Signore Gesù Cristo, come l'avete ricevuto, ben radicati e fondati in lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato, abbondando nell'azione di grazie».
Secondo l'autore, il logo “è esso stesso una catechesi, una opportunità di evangelizzazione”.
All'interno del programma si segnala un incontro speciale: il 19 agosto, sulla spianata antistante il monastero dell'Escorial, Benedetto XVI incontrerà le religiose consacrate al di sotto dei trentacinque anni.
Un significativo segno di attenzione verso chi ha risposto alla chiamata del Signore.
Da segnalare è poi l'attenzione particolare rivolta ai giovani disabili, «vera testimonianza della presenza di Gesù, autentici educatori delle giovani generazioni, dono per la Chiesa e l'umanità».
Per loro sono state predisposte strutture adeguate. In molti potranno alloggiare assieme agli amici e condividere momenti significativi, grazie all'opera prestata dai volontari dell'Unitalsi (Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali).
Tutte le giornate saranno raccontate minuto per minuto in italiano nel sito internet www.gmg2011.it, grazie a una redazione che opererà sul campo.
Ogni giovane è invitato a collaborare con testimonianze, fotografie e filmati. Nel sito, che è già operativo, si trovano tutte le informazioni utili ai partecipanti.
(Aldo Maria Valli)

giovedì 11 agosto 2011

Gelosia (etimologia semplice)



Greco e latino lo confermano: i problemi di cuore sono tutta questione di temperatura.
La gelosia che ribolle.
Giovani o vecchi, celibi o sposati, la gelosia non risparmia nessuno.
Ma com'è venuta a trovarsi nella nostra lingua questa parola?
Sappiamo che deriva dall'aggettivo «geloso». E fin qui non ci piove.
Geloso, a sua volta, deriva da zeloso, forma arcaica, medievale, dal latino zelosus. Però lo zelosus dei nostri antenati non era il geloso di oggi, ma la persona «piena di zelo» (zelus in latino). Nessun riferimento all'amore tra due persone, ma al fervore, allo zelo per il raggiungimento di uno scopo.
Scavando ancora in profondità scopriamo che il latino zelus discendeva dal greco zelos. Ma in greco zelos voleva dire propriamente «ebollizione», dal verbo zeo che significava «bollire».
Di qui, dunque, un lungo viaggio della parola, dalle sue origini remote fino al bollore della passione amorosa che ci rende irrimediabilmente gelosi.
E quei serramenti alle finestre che si chiamano «gelosie» e permettono a chi è dentro di guardar fuori, ma proibiscono a chi è fuori di vedere chi c'è dentro?
Furono inventati proprio per ragioni di gelosia, per nascondere chi sta dietro le finestre, cioè le donne di casa.
E nacquero in Oriente, per l'esattezza in Persia. Tant'è vero che si chiamano anche «persiane».

(Paolo Pivetti)

martedì 9 agosto 2011

Riscopri la tua bellezza...


A te che un giorno correvi libero e felice per le strade
e su di te il cielo della vita splendeva pieno di azzurro;
a te, che con lo scorrere degli anni
hai sentito nel cuore crescere la fatica di vivere
e t'accorgi che i sogni belli si vanno lentamente spegnendo
lasciando il posto a orizzonti e sogni vaghi,
a te che dentro senti che qualcosa si è spezzato
e su di te vedi addensarsi, in tanti momenti, nubi cupe
nel tuo andare in questa terra che prima sentivi amica
e che ora ti appare spesso straniera,
dalla cui storia però non puoi dichiararti estraneo,
vorrei dire, attraverso queste pagine:
non ti intristire, non arrenderti!
Ritorna sui tuoi passi,
rialza lo sguardo: sopra di te, dentro di te
nel tuo cielo pieno di nuvole scure
si sta riaprendo uno squarcio di azzurro
Ritorna in te stesso: riscopri la tua bellezza;
ritorna in mezzo agli altri:
puoi trovare ricchezze d'amore,
ritorna verso Dio: puoi gioire del suo sorriso
che vuole illuminare i tuoi passi, il tuo volto
perché anche tu possa sorridere alla vita.
Non aver paura di uscire da te stesso
e sfidare il vento freddo che ti può gelare il volto,
o i caldi raggi di sole che ti bruciano la pelle:
accettare di avere troppo freddo o troppo caldo.
Ritrova il coraggio di osare e rischiare,
di non sapere oggi quello che ci aspetta domani
di accettare l'incognito, l'inatteso:
la verità dell'incontro.
Non sei solo nel tuo andare
e, se è vero che tu sei viandante,
mendicante di felicità,
anche se sai che nulla possiedi, neanche il tempo,
sappi che Lui c'è, ti cammina accanto,
e quando ti sembra di non farcela più,
lui ti porta sulle sue braccia
perché tu esisti perché amato
e Lui vuole che tu sia felice.
Ama contemplare il cielo:
non vedi, tra le nuvole,
si apre uno squarcio d'azzurro.
Lasciati inebriare da quella luce
e vola verso il cielo di Dio,
la gioia della vita.

Giulio Vuillermoz

giovedì 4 agosto 2011

Nostalgia di cielo

 

Quando le ombre
avvolgono l’albero
della tua vita,
mille problemi
rabbuiano le tue giornate:
lascia che la luce di Dio
passi tra i fitti rami
dei tuoi pensieri tristi,
filtri tra le case
delle città degli uomini
che ci impediscono
di vedere l’orizzonte.
Il sole tornerà
e farà brillare
le tue lacrime,
splendere i tuoi sorrisi
e la tua giornata si illuminerà.

(Giulio Vuillermoz)

mercoledì 3 agosto 2011

La giovinezza non è un periodo della vita (generale Douglas 1945)



La giovinezza non è un periodo della vita,
essa è uno stato dello spirito,
un effetto della volontà,
una qualità dell'immaginazione,
un'intensità emotiva,
una vittoria del coraggio sulla timidezza,
del gusto dell'avventura sulla vita comoda.

Non si diventa vecchi per aver vissuto un certo numero di anni;
si diventa vecchi perché si è abbandonato il nostro ideale.
Gli anni aggrinziscono la pelle,
la rinuncia al nostro ideale aggrinzisce l'anima.

Le preoccupazioni, le incertezze,
i timori, i dispiaceri,
sono nemici che lentamente ci fanno piegare verso la terra
e diventare polvere prima della morte.
Giovane è colui che si stupisce e si meraviglia,
che si domanda come un ragazzo insaziabile " e dopo?",
che sfida gli avvenimenti e trova la gioia al gioco della vita.

Voi siete così giovani come la vostra fede,
così vecchi come la vostra incertezza.
Così giovani come la vostra fiducia in voi stessi,
così vecchi come il vostro scoramento.
Voi resterete giovani fino a quando resterete ricettivi.
Ricettivi di tutto ciò che è bello, buono e grande.
Ricettivi al messaggio della natura, dell'uomo e dell'infinito.

Se un giorno il vostro cuore
dovesse essere mosso dal pessimismo
e corroso dal cinismo,
possa Dio avere pietà della vostra anima di vecchi

Generale Douglas Mac Arthur ai cadetti di West Point, 1945

lunedì 25 luglio 2011

Una meditazione di Madre Teresa di Calcutta


L’ostacolo più grande?
La paura.
La cosa più facile?
Sbagliarsi.
L’errore più grande?
Rinunciare.
La radice di tutti i mali?
L’egoismo.
La distrazione migliore?
Il lavoro.
La sconfitta peggiore?
Lo scoraggiamento.
I migliori professionisti?
I bambini.
Il primo bisogno?
Comunicare.
La felicità più grande?
Essere utili agli altri.
Il mistero più grande?
La morte.
Il difetto peggiore?
Il malumore.
La persona più pericolosa?
Quella che mente.
Il sentimento più brutto?
Il rancore.
Il regalo più bello?
Il perdono.
Quello indispensabile?
La famiglia.
La rotta migliore?
La via giusta.
La sensazione più piacevole?
La pace interiore.
L’accoglienza migliore?
Il sorriso.
La miglior medicina?
L’ottimismo.
La soddisfazione più grande?
Il dovere compiuto.
La forza più grande?
La fede.
Le persone più necessarie?
I sacerdoti.
La cosa più bella del mondo?
L’amore.
 
(Madre Teresa di Calcutta)

sabato 23 luglio 2011

Sorridiamo... con il tema tratto dal quaderno di un alunno di terza elementare

 Testuale! Dal quaderno di un alunno di 3° elementare della scuola G. Pascoli di Ca’ Tron di Roncade (TV).


TRADUZIONE
Domenica siamo andati alla Madonna di Monte Berico a chiedere la grazia per mia sorella che è sposata da cinque anni e non ha bambini. Siamo andati, poi abbiamo pregato, poi abbiamo mangiato, poi siamo andati a casa. O abbiamo pregato male, o che non ci siamo capiti con la Madonna: il fatto sta che è rimasta incinta l'altra sorella che non è nemmeno sposata.
 
 
 
 
LA PREGHIERA DEVE ESSERE ATTENTA E MIRATA
 

venerdì 15 luglio 2011

Preghiera del medico


Dio Onnipotente, Tu hai creato il corpo umano con infinita sapienza. Hai combinati in esso diecimila organi per diecimila volte, perché agendo incessantemente e con armonia preservino il corpo, involucro dell’anima immortale.
Agiscano sempre con ordine perfetto ed in un armonioso accordo ma quando la fragilità della materia o l’impeto delle passioni ne sconvolgono l’ordine o ne interrompono l’accordo, le forze si scontrano ed il corpo crolla per tornare nella polvere dalla quale è venuto.
Tu hai dotato l’uomo di saggezza, perché possa lenire il dolore del fratello, individuarne i disturbi, estrarre dalla natura le sostanze medicamentose, scoprirne il potere, prepararle e somministrarle a seconda della malattia.
Nella Tua Eterna Provvidenza, Tu hai scelto me per vigilare sulla vita e sulla salute delle Tue creature. Non permettere che la sete di guadagno, l’ambizione di essere noto ed ammirato, ostacolino la mia professione, poiché questi sono i nemici della verità e dell’amore per l’umanità e potrebbero sviarmi dal grande compito di dedicarmi al benessere delle Tue creature.
Conserva al mio corpo ed alla mia anima la forza necessaria per essere sempre pronto ad aiutare serenamente e ad assistere sia i ricchi che i poveri, i buoni come i cattivi, i nemici come gli amici. In colui che soffre, concedimi di vedere solamente l’essere umano. Illumina la mia mente perché veda con chiarezza ciò che sta davanti ed intuisca ciò che è assente o nascosto.
Fà che i miei pazienti abbiano fiducia sia in me che nella mia arte, e seguano le mie istruzioni e i miei consigli. Allontana da loro tutti i ciarlatani, la moltitudine di parenti e di infermieri saccenti, tutta la gente crudele che rende inutili con la loro arroganza gli intenti più assennati della nostra arte e spesso porta le Tue creature alla morte.
Se qualcuno più saggio di me volesse migliorarmi e consigliarmi, fa che la mia anima segua con gratitudine la sua guida; perché vasta è l’estensione della nostra arte. Se però qualche sciocco presuntuoso impedisse con la sua critica il mio lavoro, fa che l’amore della mia arte mi dia il coraggio incrollabile di affrontarlo e di continuare risoluto senza alcun riguardo per la sua età, reputazione, fama, perché se mi arrendessi le Tue creature soccomberebbero alla malattia ed alla morte.
Riempi la mia anima di gentilezza e di calma quando i colleghi più anziani, forti della loro età, dovessero soppiantarmi, disdegnarmi o ammaestrarmi con atteggiamento sprezzante. Fa che io possa giovarmi anche di questo, perché loro sanno molte cose che io ignoro, ma aiutami a non soffrire per loro arroganza.
Signore, fammi essere soddisfatto di ogni cosa, eccetto della grande scienza della mia professione. Non permettere che nasca in me il pensiero di aver raggiunto una conoscenza sufficiente, ma concedimi la forza, la possibilità e l’ambizione di ampliarla sempre più. Perché l’arte è grande, ma la mente dell’uomo è in continua espansione.
O Dio Onnipotente! Tu hai scelto nella Tua misericordia per vigilare sulla vita e sulla morte delle Tue creature. Adesso io mi dedicherò all’esercizio della mia professione. Sostienimi in questo grande compito, affinché l’umanità possa beneficiarne, poiché senza il Tuo aiuto anche la più piccola cosa non potrà aver buon esito.